Cagliari, l’ex colonia si trasforma in hotel al Poetto

Cagliari, l’ex colonia si trasforma in hotel al Poetto
27 Agosto 15:57 2026

Il bianco e nero riemerge dal Ventennio e si sfoga nel colore del XXI secolo: denominatore comune delle foto di questo scorcio cagliaritano la spiaggia del Poetto, che si intravede alle spalle dei bambini in mare e tra la ruggine di oggi. Quasi fuori tema la costruzione, o meglio la sua carcassa in stile razionalista di 90 anni disegnata da Ubaldo Baldas, graffiata da slogan e disegni: doveva essere la Colonia marina Dux – mai portata a compimento – e dall’estate 2027 sarà una struttura ricettiva.

Colonia Cagliari foto dell'Archivio di Stato

Alla didascalia manca un passaggio intermedio: nel secondo dopoguerra l’edificio era diventato l’Ospedale Marino, per decenni un punto di riferimento della sanità regionale, fino alla progressiva dismissione.

Poi il lungo silenzio, fino al cambio di scenario dopo un abbandono durato decenni: come in una metamorfosi di matrice ovidiana, quei ruderi riprendono vita e diventano protagonisti di uno dei più importanti interventi di recupero del patrimonio architettonico del ‘900 in Sardegna.

Nel novembre 2021, infatti, la concessione ventennale è stata affidata alla Colonia Hotel Srl, che si è aggiudicata un bando regionale. La storia ricomincia, ma cambia vestito. Per ospitare turisti e rimpolpare il settore principe dell’isola.

Storia di un progetto

“La ricerca del Poetto perduto” è il nome coniato dalla professoressa Maria Antonietta Mongiu, la responsabile scientifica del progetto, che ha una sua genesi precisa: “Nasce dalla convinzione – si legge nella nota stampa di Colonia Hotel – che il valore dell’edificio non risieda solo nella sua futura funzione, ma soprattutto nella sua storia, nella qualità dell’architettura e nel rapporto che ha instaurato con il mare e con il paesaggio del Poetto e di Cagliari”.

“Per questo – prosegue il comunicato – il recupero non è concepito come la trasformazione di un immobile dismesso, ma come un percorso di conoscenza, tutela e valorizzazione di un bene culturale destinato a tornare protagonista della vita della città”.

L’intervento, curato dalla società Colonia Hotel, è stato affidato a imprese specializzate nel restauro di edifici monumentali e procede attraverso un lavoro di estrema precisione. Ogni pilastro viene verificato e consolidato, ogni solaio sottoposto a controlli puntuali e, dove necessario, rinforzato.

Insomma, non siamo di fronte a una (profonda) ristrutturazione, ma a uno scavo archeologico vero e proprio. L’edificio, infatti, è un bene sotto tutela del ministero della Cultura e i lavori sono condotti in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna.

E come ricorda la professoressa Mongiu, «questo tratto di costa costituisce un sistema storico unitario che comprende Sant’Elia, San Bartolomeo, il Poetto, Molentargius e il litorale di Quartu. Un paesaggio abitato fin dalla preistoria e profondamente trasformato nel corso del ‘900, che oggi il progetto rilegge e valorizza».

Sarà difficile d’ora in poi non pensare alla struttura come a un hotel “di valore”.

Le foto sono state fornite dall’Archivio di Stato e dall’ufficio stampa di Colonia Hotel srl
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