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Caos Ees, easyJet insorge dopo i ritardi a Linate

aeroporto europa frontiere adobe

Come volevasi dimostrare. Debutto da dimenticare per l’Entry/Exit System (Ees), il nuovo sistema europeo di controllo elettronico alle frontiere per i cittadini extra Ue, che domenica scorsa ha provocato il caos a Milano Linate, con oltre 120 passeggeri di un volo easyJet – il 78% – rimasti a terra.

Tutta colpa, come riporta anche la Bbc, delle lunghe code paventate alla vigilia dell’ingresso dell’Ees – operativo dal 10 aprile e introdotto anche per i residenti nel Regno Unito dopo la Brexit – e che hanno mandato su tutte le furie la low cost britannica: “Inaccettabili i ritardi per i nostri clienti”.

Così, ad imbarcarsi per il volo per Manchester delle 11 – e decollato alle 11,50 – invece dei 156 passeggeri previsti, sono stati appena in 34, tra proteste e malori. Numerosi viaggiatori, riferisce Askanews, sono stati costretti a comprare un altri biglietto oppure a pernottare una notte extra a Milano.

LA NOTA DI EASYJET

In una nota easyJet ha fatto sapere di aver “posticipato la partenza del volo Eju5420 da Milano a Manchester di quasi un’ora per concedere ai passeggeri maggiore tempo per i controlli. Tuttavia, il volo è dovuto poi decollare, poiché l’equipaggio stava raggiungendo i limiti operativi previsti dalle normative di sicurezza“.

“Ai passeggeri che non sono riusciti a imbarcarsi – si legge ancora – è stata offerta la possibilità di riprotezione gratuita su un altro volo. Continuiamo a sollecitare le autorità di frontiera affinché facciano pieno ed efficace utilizzo delle flessibilità consentite, per tutto il tempo necessario durante la fase di implementazione dell’Ees, così da evitare questi inaccettabili ritardi ai controlli di frontiera per i nostri clienti. Sebbene si tratti di una situazione al di fuori del nostro controllo, ci scusiamo per i disagi arrecati”.

EES SOTTO ACCUSA

Ees, dunque, sul banco degli imputati ma in ritardo al bancone dell’aeroporto, nonostante i test operativi in vigore da ottobre 2025. Attivo nei 29 Paesi membri dell’area Schengen, sostituisce il sistema del timbro manuale dei passaporti con i controlli biometrici: la procedura è affidata agli agenti di frontiera, in Italia al personale di polizia.

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