Caos voli, i tour operator strigliano i vettori

Caos voli, i tour operator strigliano i vettori
06 Luglio 15:35 2022 Stampa questo articolo

Migliaia di voli cancellati e troppi disagi negli aeroporti: l’emergenza di questa settimane in Europa agita anche il travel italiano con l’intervento di Astoi, l’associazione che raggruppa i tour operator, che chiede con forza alle principali compagnie aeree più collaborazione “per fornire un’assistenza telefonica in Italia 7 giorni su 7 e strumenti adeguati a gestire cancellazioni, riprotezioni e ritardi per i clienti, collaborando così al pieno rispetto degli obblighi di legge propri dei tour operator”, sottolinea la nota dell’associazione in seno a Confindustria guidata da Pier Ezhaya.

Come previsto dal Codice del turismo, infatti, Astoi ricorda che gli operatori essendo responsabili di tutti i servizi contenuti nei pacchetti turistici venduti, a differenza di altri attori del settore e della filiera, “sono obbligati a riproteggere e ad assistere i propri clienti anche in caso di ritardi, cancellazioni o annullamenti di voli da parte dei vettori”.

Il richiamo dei tour operator è netto, proprio per mantenere fede alle norme in materia, chiedendo pertanto alle compagnie aeree che “siano in prima fila nel fronteggiare le difficoltà create dalle stesse compagnie ai viaggiatori”.

«Pur comprendendo le difficoltà che stanno investendo in questo periodo il settore del trasporto aereo ed i sistemi aeroportuali, non possiamo non evidenziare gli importanti effetti negativi diretti sull’attività dei tour operator – sottolinea Andrea Mele, vice presidente e responsabile dei rapporti con i vettori – In uno scenario come quello attuale, le compagnie aeree sono tenute a fornire agli operatori un’assistenza, telefonica o online, qualificata, continuativa, 7 giorni su 7 e tutti gli strumenti necessari per gestire le diverse problematiche dei clienti».

Secondo il vicepresidente di Astoi, infatti, spesso i t.o. si trovano a a dover parlare, nel migliore dei casi, con call center stranieri «che non conoscono la specificità del nostro lavoro, del nostro mercato e le normative italiane o a gestire attese infinite, non riuscendo in alcuni casi addirittura a parlare con nessun operatore dei call center, soprattutto nei fine settimana quando gli uffici delle compagnie sono chiusi».

Di conseguenza i tour operator lamentano ulteriori carichi e aggravi lavorativi in una situazione già complessa, oltre a un’ulteriore anticipazione di risorse economiche «per risolvere i problemi dei clienti e inevitabili e lunghi iter burocratici per ottenere i dovuti rimborsi da parte delle compagnie aeree. Come operatori del settore siamo immediatamente scesi in campo, come sempre, per affrontare tutte le problematiche conseguenti ai disservizi dei voli, consapevoli del ruolo che ci compete e del complesso periodo storico che tutti stiamo vivendo».

Mele conclude chiedendo un’assunzione di responsabilità da parte delle compagnie aeree «in un’ottica di piena collaborazione. Comprendiamo che ci siano problemi di personale negli aeroporti, comprendiamo che anche nelle compagnie aeree vi siano problemi di equipaggio e di servizio, comprendiamo che forse nessuno era preparato ad una ripartenza così veloce ma, al tempo stesso, è necessario ed urgente comprendere che in questo modo si sta uccidendo definitivamente il turismo dopo due anni di agonia».

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