CartOrange chiude l’anno commerciale confermando i risultati del 2025, già molto positivi, con un travel value sopra i 40 milioni di euro, a dispetto del periodo complesso generato dal conflitto del Golfo.
Salvo nuovi scenari negativi, la leggerissima flessione di chiusura esercizio verrà compensata già dalla risposta positiva delle prenotazioni invernali, oltre che dalla solidità del prodotto viaggi di nozze, ancor oggi in grado di garantire il 30-35% del fatturato complessivo.
«Il nostro esercizio commerciale va dal 1° settembre dell’anno precedente al 31 agosto del corrente – dichiara Gianpaolo Romano, founder & ceo CartOrange – Ha quiindi subito le conseguenze della crisi nel Golfo in primavera, periodo che ha comportato un significativo decremento sul lungo raggio per quasi tutti gli operatori turistici».
Il ceo sottolinea come a causare la flessione della domanda in Italia si stata l’eccessiva risonanza mediatica data al tema del rincaro prezzi e della scarsità di carburante, allarmismi non fondati alla prova dei fatti, in grado di danneggiare gli operatori alimentando sfiducia nel viaggiatore.
«I mesi primaverili segnati da un significativo decremento delle partenze sono stati in parte compensati dalle partenze dell’ultimo trimestre, che hanno fatto segnare un confortante segno più rispetto all’esercizio precedente. Merito di un prodotto la cui affidabilità viene ormai riconosciuta dal cliente indipendentemente da quanto accade nel mondo, ma frutto soprattutto della fiducia che il consulente sa instillare nel viaggiatore, sciogliendo ogni dubbio o paura con servizi e offerte di totale concretezza e coerenza, oltre che con un’assistenza costante».
La polarizzazione della domanda
«Stiamo osservando un fenomeno di polarizzazione sempre più marcato – rileva Gianpaolo Romano – perché una parte dei viaggiatori tende oggi a prenotare con grande anticipo, a volte persino sette o otto mesi prima, mentre l’altra raccoglie chi preferisce muoversi fulmineamente e, non di rado, sotto data».
Da evidenziare, segnala Romano, che il last minute riguarda anche viaggiatori high budget, con pratiche superiori ai 10mila euro: «Siamo perciò di fronte a una trasformazione di abitudini non legata tanto al prezzo o ai costi, quanto all’indecisione come risposta all’incertezza di mercato, dovuta indubbiamente alla geopolitica, ma anche a una maggiore imprevedibilità climatica».
Medioriente ancora in flessione e nuove destinazioni
Sul tema destinazioni, CartOrange registra da una parte la non ripresa totale delle vendite per il Medioriente – che continua a essere visto come area dove spostarsi solo in caso di necessità – dall’altra, per compensare, continuano a crescere destinazioni quali il Nord Europa, l’Africa Australe, ma anche l’Oriente. In lieve contrazione, invece, gli Stati Uniti, che pagano l’effetto-rimbalzo dello scontro bellico con l’Iran.
L’operatore è pronto a cavalcare questa voglia di novità e si appresta a lanciare nuovi prodotti per il 2027, la cui ufficializzazione avverrà durante la convention annuale del prossimo novembre.
Premiato il modello high-tech-high-touch
Uno dei problemi principali per CartOrange è l’aumento generale dei costi e la necessità di evitare che questi si traducano in prezzi più alti per il cliente finale, soprattutto per la fascia media.
Per questo motivo, l’azienda cerca di pianificare attentamente le attività e controllare i costi, così da limitare gli aumenti dei prezzi dei viaggi.
L’incertezza economica porta i clienti a essere più prudenti e a evitare spese troppo elevate. Di conseguenza, si delineano due tendenze principali nel mercato dei viaggi: viaggi semplici che il cliente può organizzare autonomamente attraverso il fai-da-te o utilizzando l’intelligenza artificiale; viaggi complessi e di alta qualità, prodotti personalizzati, con un elevato valore aggiunto, nei quali fanno la differenza le competenze professionali, l’assistenza e i servizi aggiuntivi.
CartOrange intende concentrarsi soprattutto sulla seconda tendenza, puntando su viaggi di qualità che richiedono una consulenza sempre più approfondita e personalizzata combinando tecnologia e rapporto umano, rafforzando le risorse tecnologiche senza rinunciare al contatto personale con il cliente. In questo modo, mira a consolidare la propria identità di azienda high-tech-high touch, cioè un’impresa che unisce innovazione tecnologica e attenzione umana.
Infine, CartOrange punta a valorizzare maggiormente il potenziale del proprio tour operator interno, considerato una risorsa strategica per sviluppare prodotti distintivi e di qualità.
Venti nuovi consulenti in arrivo
Silvia Poli, people & sustainability manager di CartOrange annuncia: «Abbiamo in programma un ulteriore potenziamento della rete dei nostri attuali 450 consulenti per viaggiare. Fra gli ultimi tre mesi del 2026 e i primi tre del 2027 puntiamo a integrare 20 nuovi professionisti, quindi figure con esperienza consolidata e pronte a integrarsi al modello Consulente per Viaggiare CartOrange, mantenendo l’obiettivo di arrivare a circa 550 unità entro i prossimi due anni.
L’azienda è pronta ad integrare anche profili all’inizio del percorso che possono qualificarsi attraverso un’Academy interna, in grado di fornire aggiornamenti continui.
CartOrange, ha conseguito a settembre dell’H.e.a.r.t. award “Best use of csr in hr” per Cartorange4Planet – il progetto di sviluppo di turismo responsabile che coinvolge dipendenti e Consulenti per Viaggiare – per la capacità di porre la persona al centro delle politiche interne di sostenibilità.


