Clia European Summit: “Le crociere valgono 64 miliardi”

Clia European Summit: “Le crociere valgono 64 miliardi”
25 Febbraio 08:50 2026

Il turismo crocieristico si conferma uno dei motori più solidi dell’economia europea. Nel 2024 il settore ha sostenuto 445mila posti di lavoro in Europa, generando 64,1 miliardi di euro, con un incremento del 15,73% rispetto ai 55,3 miliardi del 2023. Di questi, 28 miliardi contribuiscono al Pil europeo, a convalida di un contributo concreto e misurabile alla crescita.

Budd Darr, CLIA president e CEO_da cliaSono i dati dell’Economic Impact Study, presentati nel corso del Clia European Summit 2026 tenutosi a Madeira, che «delineano un comparto che funziona come un ecosistema integrato tra industria e turismo – ha dichiarato Bud Darr, president e ceo di Clia (Cruise Lines International Association) – Capace di rafforzare la competitività del continente e, soprattutto, di distribuire benefici tangibili sui territori. Numeri che dimostrano che la forza dell’industria crocieristica risiede nella sua lunga e articolata catena del valore».

Sede di tre dei maggiori poli cantieristici mondiali, l’Europa non è solo una delle principali destinazioni per le navi da crociera, ma anche un mercato di origine strategico di croceristi. Nel 2024 la spesa diretta dei passeggeri nel continente ha raggiunto 31 miliardi di euro, con un impatto immediato su commercio, ristorazione, servizi turistici ed escursioni. Le compagnie crocieristiche hanno acquistato beni e servizi per 14 miliardi di euro da fornitori europei, mentre la cantieristica legata alle crociere ha generato ulteriori 10 miliardi di euro.

A cascata, i redditi dei lavoratori del settore hanno prodotto 2 miliardi di euro di consumi, portando la spesa diretta complessiva a 31 miliardi di euro, cui si aggiungono 22 miliardi di spesa indiretta lungo la filiera e 11 miliardi di spesa indotta dai consumi dei lavoratori. Parliamo quindi di un sistema che distribuisce ricchezza in modo capillare, lasciandone gran parte proprio nei Paesi e nelle località in cui le navi operano. Molte realtà insulari e marittime vivono, crescono e prosperano grazie ai flussi crocieristici, che rappresentano una fonte di reddito stabile e ricorrente.

«Si tratta quindi di un contributo significativo alla crescita economica e alla prosperità del continente – ha rimarcato Darr – Per questo è fondamentale assumere l’impegno giusto affinché sia un turismo gestito. E non esiste esempio migliore del turismo crocieristico. Le crociere vengono pianificate con anni di anticipo: sappiamo esattamente quante persone arriveranno, da dove provengono e possiamo organizzare le escursioni a terra in modo strutturato e controllato, cosa che non sempre è possibile con altre forme di turismo. I nostri membri collaborano attivamente con le comunità locali e sono fortemente impegnati a investire nel futuro, e la sostenibilità è un pilastro centrale di questa strategia. Non si tratta solo di dichiarazioni di principio: il settore ha in corso investimenti per quasi 80 miliardi di euro in nuove navi e tecnologie. Parliamo di asset con una vita utile di 30-40 anni, il che significa che le scelte effettuate oggi devono anticipare le soluzioni energetiche e tecnologiche del futuro».

Il riferimento è all’order book globale, che conta 89 nuove navi da qui al 2036 per un valore di 87 miliardi di dollari. E il 98% di queste nuove unità sarà costruito in cantieri europei, segnando il più grande portafoglio ordini dal 2022. Di queste, 67 navi (pari al 75%) sono commissionate da compagnie membri Clia e rappresentano il 92% della capacità totale prevista. Gli investimenti nei cantieri europei ammontano complessivamente a 85,5 miliardi di dollari (98% del totale), con l’Italia in testa con commesse per 43,1 miliardi, seguita dalla Germania con ordini per 19,9 miliardi. Dati che confermano una pipeline industriale di lungo periodo, che è innanzitutto “una pipeline di domanda futura di competenze», che sostiene occupazione qualificata e innovazione tecnologica, inclusi ingenti investimenti in sostenibilità.

Oltre la metà delle nuove navi in ordine sarà alimentata a Lng (gas naturale liquefatto), la soluzione con le minori emissioni fossili disponibile oggi su scala industriale. Quasi tutte le nuove costruzioni vengono progettate con motori adattabili ai carburanti del futuro (metanolo, biofuel, idrogeno) così da non restare “bloccate” dalle scelte tecnologiche di oggi.

Ma la rivoluzione verde non riguarda solo la propulsione. Entro il 2028, il 75% della capacità crocieristica mondiale sarà predisposta per la connessione allo shore power, ovvero l’alimentazione elettrica da terra durante le soste in porto, una tecnologia capace di abbattere fino al 98% delle emissioni in banchina, con benefici diretti per la qualità dell’aria nelle città portuali.

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Maria Grazia Casella
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