Contratto di viaggio, quando l’adv scivola sul Modulo

09 Gennaio 13:39 2019 Stampa questo articolo

«Occhio al Modulo informativo standard». È l’avvertimento lanciato da Services 4 Travel (S4T) alle agenzie di viaggi, a seguito di un’analisi dettagliata sul corretto utilizzo dello strumento contratto di viaggio in cui è emerso che la maggior parte degli attori della filiera turistica ha recepito le indicazioni della nuova direttiva Ue sui pacchetti e i servizi turistici collegati trascurando in più casi, però, aspetti formali che possono avere conseguenze molto serie. 

E tra gli errori più frequenti, c’è proprio la mancata consegna del Modulo informativo standard, obbligatorio sia per gli organizzatori dei pacchetti turistici che per le agenzie venditrici. Si tratta di un documento che l’adv dovrà consegnare al contraente, prima di procedere con la firma, come allegato pertinente (esistono tre tipologie di allegato per i pacchetti), compilandolo con i dati dell’organizzatore, compreso il suo fondo di garanzia. «Inoltre, visto che in caso di contenzioso l’onere della prova di aver consegnato il modulo spetta sempre al professionista, è quanto mai opportuno farselo firmare per accettazione», dichiara Pierluigi Picilli, project manager S4T.

In caso di mancata consegna è prevista, infatti, una sanzione pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro, ma le ripercussioni più significative riguardano le agenzie intermediarie: «Non consegnando il Modulo informativo standard per conto degli organizzatori – prosegue Picilli – il venditore, in caso di controllo o contenzioso, assume di fatto il ruolo di organizzatore del pacchetto, diventando l’unico responsabile circa l’esecuzione dei servizi che aveva solo intermediato. E in una situazione come quella appena descritta, si arriverebbe anche alla mancata copertura del sinistro da parte della polizza Rc».

S4T, per supportare gli agenti in tutti quelli che sono gli oneri relativi al contratto di viaggio fornisce un servizio «comprensivo di suggerimenti operativi, fino ad arrivare alla gestione di un’eventuale fase stragiudiziale», chiude Picilli.

 

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