Non solo servizi e consulenza. Ma anche calore, eleganza e innovazione per parlare al cliente di oggi. Ce lo racconta la fondatrice Laura D’Elia, che con i suoi soci Dante Colitta e Fabio Angiolillo ha scritto il nuovo corso della storica Business Class Viaggi di Roma aprendo cinque sedi futuristiche “The Travel Lounge”.
Come (e perché) è nata The Travel Lounge?
«The Travel Lounge nasce dalla naturale evoluzione di un progetto che portavamo avanti da diversi anni. La vera svolta è arrivata quando si è presentata l’opportunità di ampliare il locale: è stato in quel momento che abbiamo deciso di dare forma concreta a ciò che per tanto tempo avevamo solo progettato, trasformando la nostra precedente realtà, Business Class Viaggi, in qualcosa di più innovativo e distintivo. In un periodo storico in cui il settore delle agenzie è fortemente messo alla prova da un cliente che si è evoluto e sta cambiando le sue abitudini d’acquisto, abbiamo sentito la necessità di offrire un valore aggiunto reale. Non solo servizi e consulenza, ma anche immagine e un’esperienza d’acquisto più in linea con le aspettative di un determinato target di clientela sempre più esigente. The Travel Lounge è pensata come un ambiente che coniuga eleganza, calore e innovazione, un luogo che evoca l’esperienza di un viaggio già dal primo sguardo. Da soli era complicato realizzarlo ed è per questo che abbiamo scelto l’architetto Massimiliano Ciccalotti, esperto di retail, perché tra tutti è quello che ha saputo meglio interpretare il nostro progetto».
Siete alla soglia del primo anno della nuova era. Al momento, aspettative attese?
«Un anno è ancora poco per una valutazione completa: un cambiamento d’immagine così importante richiede tempo. Però, già dall’inizio del 2026 – a un anno dall’inaugurazione – stiamo vedendo segnali molto positivi. Abbiamo la sensazione che il nuovo layout comunichi in modo chiaro e deciso al cliente, ancora prima che entri in agenzia. Forse il numero di ingressi è inferiore, ma chi entra si affida a noi con maggiore naturalezza».
Dunque, in un mercato dove distinguersi fa la differenza. In cosa siete diversi?
«Più che puntare a distinguerci dagli altri, il nostro obiettivo è quello di rafforzare e comunicare la nostra identità e i nostri valori. Dovranno essere i clienti a riconoscerci quella unicità alla quale puntiamo e che piano piano stiamo provando a costruire. Sappiamo che questo è un percorso lungo, ma la strada anche se in salita è sicuramente giusta».
Poca carta e tanto digital. È davvero questo il futuro delle agenzie?
«Crediamo che il futuro vada verso una gestione sempre più digitale e con meno utilizzo di carta. Non basta un bel locale per cambiare un ormai datato stereotipo dell’agenzia di viaggi classica. La trasformazione richiede tempo, strumenti tecnologici adeguati e soprattutto serve la convinzione di dover prima o poi abbandonare la comfort zone alla quale siamo abituati da anni. Sappiamo che questa è la parte più difficile del rinnovamento, ma anche quella che potrebbe dare più soddisfazione nell’immediato futuro».
Cinque sedi e quasi 25 collaboratori: pensate di allargarvi ancora?
«La crescita fa parte della nostra visione, ma deve essere controllata, sostenibile e orientata alla qualità. Continueremo a svilupparci passo dopo passo, consolidando ciò che abbiamo costruito e cogliendo solo le opportunità davvero strategiche. Il nostro obiettivo è restare competitivi e continuare a rinnovarci. Se la crescita ci consentirà di rafforzare questo modello e mantenere il cliente al centro di tutto, sarà una crescita benvenuta».
Cosa rispondi a chi non crede più nel modello agenziale?
«Che oggi l’agenzia di viaggi ha ancora tantissimi valori da trasferire ai propri clienti, ma deve evolversi in qualcosa di più strutturato per restare protagonista in futuro».
E a chi pensa che l’Ai sia un nemico?
«Non va vista come la fine del lavoro dell’agente di viaggi, ma come uno strumento da comprendere e sfruttare al meglio».

