Crac Blue Air, Ue: “Aiuti illegali, la Romania recuperi i soldi”

Crac Blue Air, Ue: “Aiuti illegali, la Romania recuperi i soldi”
16 Febbraio 16:06 2024 Stampa questo articolo

Grossa tegola per la Romania: al termine della sua indagine approfondita sul salvataggio di Blue Air, la Commissione europea ha concluso che il piano di ristrutturazione non è in grado di ripristinare la redditività a lungo termine della compagnia aerea ed è quindi incompatibile con le norme Ue sugli aiuti di Stato.

A seguito di queste conclusioni, la Romania deve ora recuperare gli aiuti di Stato “illegali” forniti alla compagnia, pari a circa 33,84 milioni di euro.

Nell’aprile 2023 la Commissione Ue aveva avviato un’indagine per valutare il piano salva-Blue Air. Il vettore, infatti, era in cattive acque già dal 2019 e nell’agosto del 2020, in piena pandemia, Bruxelles aveva approvato due misure a suo favore: una in garanzia pubblica di circa 28 milioni di euro per coprire i danni direttamente causati dal Covid; e un’altra, sempre in garanzia pubblica, pari a 33,84 milioni di euro su un prestito di salvataggio destinato a coprire parzialmente il fabbisogno di liquidità di Blue Air per i successivi sei mesi.

Successivamente, il governo rumeno ha convenuto che se la garanzia pubblica sul prestito di salvataggio non fosse stata revocata entro sei mesi dal primo pagamento dell’aiuto, avvenuto nell’ottobre 2020, avrebbe presentato alla Commissione un piano di liquidazione o un piano di ristrutturazione globale per Blue Air.

Nell’aprile 2021 la Romania ha presentato un piano di ristrutturazione che è stato successivamente aggiornato più volte. Nel novembre 2022 ha rimborsato il prestito e ha acquisito una partecipazione del 75% in Blue Air, dopo che la compagnia aerea aveva sospeso le operazioni nel settembre 2022.

Ma a seguito dell’indagine avviata lo scorso anno, la Commissione Ue ha concluso che il piano di ristrutturazione di Blue Air non era fattibile, né coerente e né di portata sufficiente per ripristinare la redditività a lungo termine della compagnia aerea entro un lasso di tempo ragionevole, senza distorcere indebitamente la concorrenza nel settore.

Ciò è stato corroborato – si legge nel documento Ue – dall’incapacità di Blue Air di mantenere le operazioni e dalla sua richiesta nel marzo 2023 di avviare una procedura di insolvenza. Il piano di ristrutturazione non è stato più aggiornato a seguito della cessazione dell’attività o dell’avvio dell’indagine europea.

Da qui la comunicazione finale emessa da Bruxelles dove si ricorda, tra l’altro, che “le misure a sostegno di un piano di ristrutturazione inadeguato e irrealistico, che non è supportato da sufficienti finanziamenti di mercato da parte degli investitori oltre il periodo di salvataggio, sono ritenute illegali ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato”.

La Romania deve quindi recuperare da Blue Air l’intero importo del prestito.

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Andrea Lovelock
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