Crisi Ecuador, prenotazioni dall’estero in calo del 60%

Crisi Ecuador, prenotazioni dall’estero in calo del 60%
19 Gennaio 14:09 2024 Stampa questo articolo

Turismo in grande difficoltà in Ecuador da quando il 9 gennaio il Paese è stato scosso da un’ondata di violenza senza precedenti. Una crisi cominciata con l’evasione del capo del principale gruppo criminale del Paese, cui hanno fatto seguito le rivolte nelle carceri scatenate dalle bande del narcotraffico e il drammatico attacco allo studio della Television a Guayaquil. Una situazione estremamente grave che aveva indotto il presidente Daniel Noboa a dichiarare lo stato d’emergenza per 60 giorni, con coprifuoco notturno e blocco delle frontiere terrestri con Colombia e Perù.

Oggi, dopo quasi due settimane, come riportano i media locali, gli albergatori e gli agenti di viaggi dell’Ecuador quantificano del 60% la perdita di prenotazioni turistiche dall’estero. Mauricio Letort, presidente della Federazione degli albergatori dell’Ecuador, ha dichiarato che nella prima settimana di coprifuoco si sono perse, infatti, più della metà delle prenotazioni e che questa settimana la stessa tendenza continua.

Gli agenti di viaggio locali, da parte loro, confermano che le cancellazioni di viaggi sono numerose ma, al contrario, parlano di un aumento della domanda da parte degli ecuadoriani che cercano un modo per lasciare il Paese, per lo meno chi se lo può permettere.

Dagli operatori del settore arriva l’invito alle autorità a non dimenticare che il turismo è un grande sostegno per l’economia del Paese e che è urgente muoversi per tutelarlo. Monica Heller, presidente della Camera di commercio locale, ha invitato il governo ad applicare misure estreme in modo selettivo. «Vogliamo che vengano attuate, ma solo nei luoghi a rischio e non in quelli dove non ci sono problemi, affinché il turismo possa ripartire».

Anche il presidente dei ristoratori, Diego Vivero, commenta negativamente il mantenimento del completo isolamento delle Isole Galapagos, lontane dai luoghi considerati a rischio e dove non si registrano episodi di violenza.

In realtà, però, l’isolamento delle isole è anche per buona parte dovuto alla cancellazione dei voli. Infatti, anche se l’aeroporto internazionale Mariscal Sucre di Quito e l’aeroporto internazionale José Joaquín de Olmedo a Guayaquil (da dove partono i voli per le Galápagos) rimangono pienamente operativi, negli ultimi giorni diverse compagnie, come American Airlines, Delta, Latam e United Airlines hanno cancellato i collegamenti per il Paese.

Pebel Muñoz, sindaco di Quito, meta molto gettonata dai turisti attratti dal suo importante patrimonio storico, ha chiesto maggiore collaborazione al governo, ma anche ai social nel descrivere la reale situazione della città, senza allarmismi che finiscono per allontanare i turisti.

A livello ufficiale, per ora, c’è solo un avviso del ministero del Turismo che specifica le eccezioni al coprifuoco includendo i passeggeri che viaggiano da/per aeroporti dove dovranno mostrare il passaporto, o la carta d’identità e la relativa carta d’imbarco, o la prenotazione del volo. In tutti gli aeroporti potranno entrare solo i passeggeri. Lo stato d’emergenza potrebbe includere anche la chiusura di edifici pubblici, centri commerciali e principali destinazioni turistiche. Il consiglio è di monitorare i media locali e stare lontano dalle aree che implicano maggiori attività di sicurezza.

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Carla Villani
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