Ddl Pmi, ok del Senato: è stretta contro le false recensioni
05 Marzo
15:20
2026
da Redazione
Con l’ok definitivo del Senato al
ddl Pmi, c’è il via libera alle azioni di contrasto contro le
false recensioni.
La nuova legge, fortemente voluta dal
ministero del Turismo, è una significativa presa di posizione contro quelle pratiche scorrette che danneggiano il tessuto imprenditoriale ed economico, intaccando la reputazione delle aziende e ingannando i turisti.
«Siamo orgogliosi – ha commentato il ministro del Turismo Daniela Satanchè – di essere i pionieri, in Europa, su una tematica di stretta attualità sulla quale era necessario e doveroso intervenire per garantire trasparenza, correttezza e legalità nel mercato».
Saranno lecite solo le recensioni rilasciate non oltre trenta giorni dalla data di utilizzo del prodotto o di fruizione del servizio da chi ha effettivamente e personalmente utilizzato i servizi o le prestazioni; e quelle che rispondono alla tipologia del prodotto utilizzato o alle caratteristiche della struttura che lo offre. Invece, la recensione è illecita quando non proveniente da persona fisica che abbia effettivamente utilizzato il prodotto.
Inoltre, la recensione si presume autentica se corredata dall’apposita documentazione fiscale. Mentre non è più lecita decorsi due anni dalla sua pubblicazione. Il legale rappresentante della struttura recensita può segnalare le recensioni che non rispettano questi requisiti di liceità.
Il testo normativo prevede anche il divieto di acquisto e cessione, a qualsiasi titolo, anche tra imprenditori e intermediari, di recensioni online, apprezzamenti o interazioni.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in raccordo tra gli altri col ministero del Turismo, adotta apposite linee guida che orientino le imprese nell’adozione di accorgimenti idonei ad assicurare il rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online, anche svolgendo un monitoraggio annuale e riferendo alle Camere.
Infine, le associazioni rappresentative delle imprese turistiche possono richiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatore attendibile.