È quasi del tutto completata l’operazione-rientro per i 600 italiani in vacanza a Sharm el-Sheikh rimasti bloccati per il blackout aereo in Grecia provocato da un guasto tecnico nelle comunicazioni radar, che si è risolto solo nella serata di ieri 6 gennaio. Rimpatrio in vista anche per un più ristretto gruppo di viaggiatori – circa 80 nostri connazionali – fermi sull’isola di Socotra, in Yemen, per via di una guerra civile in corso che ha provocato la cancellazione dei voli.
Per i turisti bloccati in Egitto si è attivata prontamente il ministero degli Esteri che ha provveduto a organizzare, in collaborazione con le compagnie aeree Neos (Gruppo Alpitour) ed easyJet, voli speciali per la loro riprotezione.
Nella notte del 5 gennaio e in quella successiva dell’Epifania, Neos ha effettuato due voli straordinari dall’aeroporto di Sharm diretti a Milano Malpensa, mentre easyJet ha fatto rientrare altri 40 italiani su altri voli già programmati con transito a Londra.
Nella nota della Farnesina è stato poi sottolineato che “la situazione si è complicata perché tutti i voli erano pieni e non è stato così semplice trovare dei posti liberi per far partire nell’immediato i turisti e riportarli a Milano. Tutti i settori di competenza si sono però mossi per cercare di rimpatriare i viaggiatori, attraverso tre voli speciali”.
L’Ambasciata d’Italia al Cairo, in stretto raccordo con il nostro ministero degli Esteri, continua a prestare assistenza consolare ai pochi turisti italiani in attesa di rientro, che dovrebbero essere riprotetti entro oggi 7 gennaio.
Differente la vicenda degli 80 italiani bloccati a Socotra, l’isola nell’Oceano Indiano appartenente allo Yemen. In una nota la Farnesina precisa che “la compagnia aerea di bandiera yemenita ha accettato di predisporre un volo, con destinazione Gedda, in Arabia Saudita”.


