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Emergenza legalità: le mosse delle associazioni

La buona notizia di questi giorni è che, da un organo di controllo invocato dalla coppia Fto-Astoi al codice identificativo trasversale (per agenzie e alberghi) proposto da Fiavet, fino al sito web Viaggiaresenzaproblemi di Aiav, tutte le sigle di categoria stanno lavorando per avere un osservatorio certificato e monitorato costantemente sulla legalità delle imprese di viaggi.

L’obiettivo? Sopperire al sito istituzionale Infotrav, che è aggiornato solo in talune regioni. Allarma, infatti, la percezione che alcune agenzie, ancora tutta da censire e contabilizzare, stiano lavorando senza le carte in regola, prive di una delle condizioni essenziali come la licenza, il direttore tecnico, la polizza Rc e il fondo di garanzia.

Ad ascoltare i vertici di Fiavet, Assoviaggi, Fto, Aiav e Aidit, c’è la convinzione condivisa che esiste una zona d’ombra al momento impenetrabile, con adv in qualche caso addirittura ignare di non essere nella legalità. Ad esempio, i responsabili della piattaforma viaggiaresenzaproblemi.aiav.eu, che si prefigge di caricare le anagrafiche di buona parte delle oltre 8.500 agenzie di viaggi operanti sul territorio con uffici fisici, hanno ammesso di incontrare difficoltà nell’ottenere quelle informazioni essenziali per predisporre un database attendibile.

Eppure il procedimento è semplice e gratuito: viene richiesta la compilazione di una scheda-agenzia senza inclusione di dati sensibili, ma solo con le info che dovrebbero essere sempre a disposizione della collettività e nello specifico del consumer turistico. E quindi coperture assicurative, sia di responsabilità civile che di insolvenza o fallimento, la visura della Cciaa (Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura), l’autorizzazione all’esercizio dell’attività, le informazioni sul direttore tecnico e una scheda personale completa di mappa.

Accanto a questa iniziativa ce ne sono altre per combattere l’abusivismo ormai dilagante anche nell’intermediazione, che rilevano come alcune adv non sanno di essere irregolari o non riescono a stare al passo di tutti gli adempimenti. Una inconsapevolezza o vere e proprie ammissioni comunque disarmanti alle quali si aggiunge lo scoramento di alcuni agenti circa i rischi delle pesanti sanzioni previste per le nuove incombenze di legge su privacy e pacchetti turistici.

Da qui l’idea promossa da Assoviaggi e rilanciata dal presidente Gianni Rebecchi, di promuovere da un lato un fronte unico delle sigle dei sindacati d’impresa per contrastare l’abusivismo, e dall’altro realizzare una rete di servizi legali, contabili e fiscali che possano essere condivisi da più agenzie sui loro territori.

Per abbattere i costi crescenti, le adv potrebbero dunque avere in comune un unico commercialista, un solo avvocato e altre figure professionali per mettersi in regola laddove esistessero mancati adempimenti, e stare così al passo con le norme vigenti. Entro fine anno, almeno questo è l’auspicio, un tavolo di lavoro delle varie sigle, dovrebbe prender forma per realizzare un progetto comune.

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