Dall’Asia al Sudamerica, passando per le nuove sfide dei prezzi, l’evento Essence of Sardinia svela come gli high spender scelgono le loro prossime esperienze. Il settore del viaggio di lusso è in piena effervescenza, ma le sue dinamiche stanno cambiando. Con Essence of Sardinia al Forte Village, gli operatori B2B hanno messo in luce nuove rotte, clienti emergenti e la crescente importanza dell’autenticità. La sintesi è chiara: la crescita è robusta, ma l’approccio al lusso è diventato più sofisticato e selettivo.
EFFETTO PREZZI
Una delle note più significative arriva dal Nord America. Giovanni Pisani di Ilv Travel Atelier (Milano) ha evidenziato che la clientela americana sta segnando il passo. La motivazione è prevalentemente economica: l’aumento notevole dei prezzi degli hotel negli ultimi cinque anni ha reso le destinazioni primarie europee meno appetibili.
Questa sensibilità al costo, pur nel segmento lusso, spinge agenzie e tour operator a guardare a location secondarie che garantiscano standard elevati ma a costi più accessibili. Un segnale che anche l’high spender è attento al valore e non solo al brand.
LA VERA ESPERIENZA È BESPOKE
Per i professionisti del lusso, il successo si misura nella capacità di non sbagliare. Filippo Busi di A Elle Travel Italia (Bologna) è categorico: la conoscenza profonda del prodotto e del cliente è l’unico vero valore aggiunto. I clienti, spesso manager e imprenditori che non hanno tempo, delegano totalmente la pianificazione.
«Il vero valore aggiunto è dato dal fatto che io conosco la destinazione e conosco bene il mio cliente, ed è proprio questo mix che risulta vincente», spiega Filippo Busi.
Questo rapporto di fiducia si traduce in una crescente richiesta di abbinare la vacanza a esperienze esclusive: eventi sportivi internazionali (come il Roland Garros), spedizioni avventurose (Antartide, Nord Europa per l’aurora boreale) o concerti. La parola d’ordine è autenticità, con una clientela media (35-60 anni, inclusi molti single, famiglie facoltose e coppie gay) che ricerca sempre più un lusso su misura (bespoke), come ribadito anche da Marcello Cinque di Mamatours (Napoli).
I NUOVI MOTORI DELL’INCOMING: ASIA E MEDIO ORIENTE
L’Italia e l’Europa rimangono calamite per i nuovi mercati di lusso.
Cina: l’agenzia Hi Leisure Travel di Guangzhou conferma un boom post-pandemia. Il driver principale è il fashion, che guida le richieste verso le mete iconiche (Firenze in primis, Amalfi), ma anche verso l’esplorazione di territori come le Dolomiti e il Lago di Como. L’unico elemento di cautela è il tema della sicurezza percepita.
Medio Oriente: i clienti da Dubai e Abu Dhabi sono estremamente brand-oriented (cercano Four Seasons, Mandarin Oriental) e guidano l’espansione, con nuove sedi operative in apertura a Doha per intercettare il mercato del Qatar. L’interesse è focalizzato sull’incoming in Italia ed Europa, con una forte valorizzazione del made in Italy e dei boutique hotel europei.
Brasile: Monique Cardoso di Diario de Bordo segnala la crescita di famiglie e coppie che, oltre a Roma e Firenze, richiedono sempre più la Puglia, abbinando volentieri due o tre nazioni per un viaggio. La richiesta di cucina gourmet e ristoranti stellati è elevata.
LE NUOVE FRONTIERE OUTGOING
Per l’outgoing, gli italiani mostrano una chiara predilezione per l’esotico e l’avventura.
Giappone: la destinazione è “esplosa” negli ultimi tre anni, generando persino difficoltà per i dmc locali a soddisfare la domanda di esperienze autentiche (come Okinawa).
Africa: richiesta costante per safari e natura.
Destinazioni classiche: Maldive, Dubai e l’emergere di mete meno battute come l’Oman e la Namibia (spesso con volo privato).
L’imprenditore italiano e il professionista sono high spender che non hanno subito contraccolpi, ma che, come sottolineato da più agenzie, sono più oculati nella spesa, ricercando sempre l’esclusività e il valore autentico.
Il futuro del lusso passa anche attraverso il digitale: alcune agenzie, come Foray Travels (Singapore/Australia), stanno persino implementando la possibilità di vendere viaggi in criptovalute, intercettando una clientela di nicchia, principalmente europea e statunitense.
In sintesi, il segmento lusso sta virando da una spesa ostentata a una spesa educata e mirata, dove l’accesso esclusivo e la perfetta esecuzione dell’esperienza (experience designer come li definisce Eleonora Paulietti di Onirikos) sono la chiave per fidelizzare il cliente.


