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Fiavet al governo: «Non lasciateci soli» – L’intervista

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Un occhio al presente e lo sguardo fisso al futuro: sarà questa l’attitudine della Fiavet di Gian Mario Pileri. Sardo, con oltre 30 anni di attività sul campo e una passione per l’associazionismo attivo, il neo presidente della storica federazione delle agenzie di viaggi che fa capo a Confcommercio, lancia al nuovo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi un messaggio forte e chiaro: «Adv e tour operator non siano lasciati soli» nell’affrontare gli effetti del conflitto in Medio Oriente. L’associazione, in questi giorni, è impegnata anche sul fronte delle ritenute d’acconto sulle provvigioni in agenzia, che dovranno essere pagate a partire dal prossimo 1° maggio.

Alla luce dell’attuale crisi geopolitica con i rischi di razionamento carburante e riduzione della connettività aerea, quali azioni auspica da concordare con il governo?
«La situazione richiede un intervento strutturale e mi auguro si attivi presto un tavolo permanente con il Mitur, coinvolgendo anche il Mimit e il Mit. Ad oggi è stato il trade a essersi adoperato per i rientri e le riprotezioni. Poi ci sono pratiche di viaggio in sospeso, mancate vendite e non è giusto che le imprese di viaggio debbano sopportare da sole il peso di questa emergenza. Mi auguro che il neo ministro Mazzi comprenda che, a fronte di investimenti fatti, tasse pagate e altri oneri operativi, le agenzie di viaggi e i tour operator non siano lasciati soli. Credo, inoltre, che si debba attivare un Fondo di Garanzia Integrativo per far fronte a queste situazioni-limite».

Sempre riguardo al conflitto nel Golfo, ritiene utile un tavolo di confronto con le compagnie assicurative?
«Certamente sì. Credo sia arrivato il momento di promuovere un tavolo tecnico di confronto col mondo assicurativo per studiare un modello di polizze “all risks” ad alta flessibilità che tuteli le interruzioni operative e fronteggi emergenze di questa portata. Mettendo mano al delicatissimo problema dei rimborsi».

A pochi giorni dalla sua nomina, che Fiavet ha in mente?
«Oggi c’è la percezione della crescente importanza strategica che ha assunto il prodotto Italia nella filiera del turismo organizzato: in tale ottica la Fiavet vuole e deve essere la “casa” di tutta l’intermediazione. È ormai chiaro, infatti, che incoming e outgoing sono due facce della stessa medaglia e il sistema turistico è bidirezionale. Quindi la federazione lavorerà per l’equilibrio dei ruoli e delle competenze. Dobbiamo sempre partire da un dato di fatto: su 7.000 agenzie che operano nel nostro Paese, soltanto 300 fanno esclusivamente incoming. E anche tra le nostre 1.500 agenzie associate, tre quarti opera nell’outgoing. Detto questo, c’è poi la vera grande forza della Fiavet costituita dalle 17 associazioni regionali, che pochi possono vantare. Osservatori sul territorio di grande rilevanza, che vanno ascoltati e sostenuti dalla nazionale».

A proposito di case comuni: in Confcommercio, oltre a Fiavet, risiede anche Fto. Come intende ottimizzare il dialogo interno?
«Diciamo che se la nostra federazione è più impegnata sul piano sindacale, l’altra organizzazione è molto attenta al versante commerciale. Comunque il mio auspicio è quello di poter costruire un fronte unico per le emergenze a tutela di tutti gli operatori. La condivisione degli spazi in Confcommercio è un’opportunità logistica che deve evolvere in una sinergia politica virtuosa, pur mantenendo le rispettive identità e gli impegni nel fisco, nel lavoro, nelle grandi crisi internazionali. Dovremmo poter essere una sola voce autorevole».

Quali azioni potete mettere in campo per attirare le nuove generazioni di agenti di viaggi nella casa comune dell’intermediazione?
«Mai come in questo momento si guarda con attenzione ai giovani. Di recente Fiavet ha realizzato una ricerca sulle nuove generazioni di agenti di viaggi, chiedendo quali siano le loro necessità, di quale tipo di supporto abbiano bisogno per evolversi come imprenditori turistici. È chiaro che dobbiamo parlare la loro lingua puntando su tecnologia, sostenibilità e sui valori professionali dell’intermediazione. Punteremo su una comunicazione digitale più incisiva, rivedendo il sito web. Al nostro interno abbiamo già un settore specifico dedicato ai nuovi adv. Vale la pena ricordare che, con i suoi 62 anni di vita, Fiavet è anche per loro un importante marchio di riferimento».

Con quali attori della filiera (vettori aerei, marittimi e ferroviari, alberghi, rent a car, enti del turismo) è urgente rilanciare un dialogo costruttivo?
«Dobbiamo studiare e sviluppare con tutti i fornitori nuovi modelli di business, costruendo rapporti più trasparenti ed equilibrati, soprattutto con le compagnie aeree che oggi sono una lobby potentissima; ma anche con gli albergatori che si avvalgono delle grandi piattaforme di prenotazione. È urgente che ci sia un dialogo costruttivo e remunerativo per tutti. Ci sono poi le istanze urgenti trasversali: una su tutte l’uscita del turismo scolastico dal Codice degli appalti, per liberare le gite d’istruzione da una burocrazia paralizzante».

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