Fiavet: “Coinvolgere le adv nella governance dei territori”

Fiavet: “Coinvolgere le adv nella governance dei territori”
28 Ottobre 11:00 2026

Maggiore ordine e più spazio alle agenzie di viaggi nella governance turistica dei territori, per evitare la proliferazione incontrollata di Dmo e Dmc.

È l’appello lanciato da Fiavet Emilia-Romagna e Marche-Confcom nel corso di un convegno a Ttg Travel Experience di Rimini.

Caravita: «Distinguere i ruoli»

In particolare, il presidente dell’associazione regionale, Massimo Caravita, ha evidenziato la chiara distinzione di ruoli tra chi promuove e chi commercializza, richiamando la forte crescita del turismo e il conseguente aumento dell’attenzione della politica e delle risorse generate dai territori grazie alla tassa di soggiorno.

Una crescita che ha favorito la necessità di organizzare turisticamente i territori da parte delle istituzioni locali, generando però una proliferazione disordinata degli organismi locali di promozione.

«Oggi è necessario – ha sottolineato Caravita – individuare linee guida nazionali, regole più chiare, ruoli definiti e una regia di coordinamento. Riconosciamo che organizzare i territori è indispensabile, ma dobbiamo evitare che questo produca confusioni e polverizzazioni dell’offerta turistica, soprattutto in fase di promozione nei mercati esteri. Serve un reale coinvolgimento dei privati e vanno distinti molto chiaramente i ruoli e le funzioni. Ad esempio, la commercializzazione deve rimanere una prerogativa degli operatori privati, mentre il pubblico deve creare le condizioni affinché territori e imprese possano crescere».

Orientare le strategie

Sul ruolo della governance si è soffermato Claudio Dell’Accio, presidente di Assidema, che ha sottolineato come il destination manager possa svolgere un vero ruolo di regia e mediazione tra le diverse componenti della filiera turistica, in grado di mettere allo stesso tavolo pubblico e imprese, costruire una comunità di progetto e utilizzare dati e analisi della domanda per orientare le strategie della destinazione.

A completare il confronto è intervenuto Emanuele Burioni, direttore e amministratore delegato di Apt Servizi Emilia-Romagna, che ha illustrato l’evoluzione del modello regionale e ribadito la distinzione tra promozione pubblica e commercializzazione privata.

«Come Dmo pubblica regionale – ha spiegato Burioni – Atp non fa commercializzazione, che deve appartenere agli operatori privati. Le Dmc territoriali devono essere un facilitatore e non un fattore di concorrenza per le agenzie di viaggi»

Il confronto ha quindi evidenziato la necessità di stabilire un quadro normativo nazionale, sulla base del quale ogni Regione possa strutturare la propria strategia di valorizzazione del territorio per rendere più ordinato e omogeneo il sistema di governance territoriale.

Il confronto si è poi spostato sul Veneto, con Giancarlo Reverenna, presidente Fiavet Veneto, che ha richiamato con forza il ruolo degli operatori privati nello sviluppo turistico dei territori.

Secondo Reverenna, il pubblico deve accompagnare le imprese e svolgere una funzione di coordinamento strategico, evitando di trasformarsi direttamente in operatore di mercato.

Le Dmo, in questa prospettiva, devono contribuire a organizzare l’offerta, distribuire i flussi, allungare la stagionalità e sostenere lo sviluppo delle imprese.

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