Etica, sostenibilità ambientale, esperienze sempre più di nicchia e venditori molto specializzati. È in questa direzione che sta andando il mondo delle agenzie di viaggi secondo la ricerca “Giovani nel turismo italiano: profili, opportunità e sfide per le agenzie di viaggio” voluta da Fiavet Confcommercio e curata da Letizia Strambi. Uno studio voluto per analizzare la nuova generazione di agenti e i trend della distribuzione turistica, profondamente cambiati da un pubblico e pre più esigente e settoriale.
«La ricerca vuole tracciare la rotta per il futuro, con l’Italia come destinazione turistica sempre più complessa, in cui esperienza, innovazione e sostenibilità sono elementi imprescindibili – ha detto Andrea Novelli, Ente Bilaterale Nazionale del Turismo – Le agenzie di viaggi sono diventate i veri registi dell’esperienza, un ruolo che richiede la gestione di processi sempre più complessi, che integrano turismo, etica e sostenibilità, e in cui i giovani portano un grande bagaglio di tecnologia ed innovazione».
Secondo l’Annuario del Turismo elaborato da Confcommercio, oggi in Italia ci sono 6.600 agenzie attive sul territorio, principalmente nel Nord del Paese. Considerando i giovani sotto i 40 anni, si riesce ad avere una fotografia piuttosto puntuale del ricambio generazionale che ha portato grossi cambiamenti. In termini di formazione, ora il 50% dei titolari è laureato e soprattutto formato sul campo.

«I nuovi agenti cominciano a lavorare presto, iniziano come banconisti e diventano titolari, facendo tutta la carriera in questo mestiere – ha spiegato Letizia Strambi – Vogliono un turismo che sia sostenibile, rifiutano l’overtourism e propongono esperienze legate a passioni personali, come cicloturismo, cammini, enogastronomia, creando prodotti iperspecializzati in piccole nicchie turistiche. Non usano più il telefono tradizionale, se non whatsapp, e considerano cruciali i social media: Instagram, Facebook e TikTok. Nessuno fa più una telefonata in agenzia».
In questo panorama non è certo più l’online che spaventa con la sua concorrenza, ma piuttosto i margini bassi, che non arrivano ad assicurare ricavi congrui per il tipo di consulenza fornito. Fa paura anche il carico di burocrazia da sbrigare, per cui a volte è necessaria una risorsa dedicata in agenzia. La risposta? Sicuramente formazione continua in ambito di prodotto e tecniche di vendita, con educational specializzati non solo nella destinazione ma nella nicchia turistica, oltre a corsi di digital marketing avanzato e intelligenza artificiale.
«I giovani vorrebbero maggiore flessibilità e autonomia, lavorare per progetti piuttosto che per orari, con entusiasmo e in un ambiente in cui essere continuamente responsabilizzati – ha concluso Letizia Strambi – Vogliono vendere esperienze autentiche e non turismo di massa, e su questo dovranno trovare un punto di incontro con la generazione precedente».
In questo scenario, Fiavet risponde con una offerta formativa triturata sui nuovi trend, con pillole di formazione online, incentive, webinar, supporto nei bandi, programmi di mentoring operativo e eductour.
«Da anni facciamo formazione sul digitale e sull’intelligenza artificiale – ha sottolineato Luana De Angelis, vice presidente vicario di FIavet – Ora abbiamo un nuovo progetto in corso, sviluppato insieme al Gruppo Giovani, che prevede una serie di podcast sul turismo del futuro con temi come l’overtourism, l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione, oltre a programmi dedicati alla conduzione aziendale».
Perché, come è stato più volte ricordato durante la presentazione, una società che non dà spazio ai giovani è destinata a non sopravvivere.


