Site icon L'Agenzia di Viaggi Magazine

Forum del Turismo:
le giornate di Milano

Da underdog ad undertourism. Daniela Santanchè spazza via l’overtourism, scommette sul nuovo cavallo vincente del travel italiano e lo piazza al centro del terzo Forum Internazionale del settore, “Undertourism, la sfida dell’Italia da scoprire“, organizzato a Milano dal ministero del Turismo in collaborazione con Enit. Ed è sicura: «Il 2026 sarà l’anno della consacrazione del modello Italia, frutto di una strategia precisa, di una traiettoria disegnata nel 2022».

Palazzo del ghiaccio, luogo iconico non solo perché evoca le ormai imminenti Olimpiadi invernali (torcia olimpica sul palco compresa), ma per la temperatura interna (alla sala stampa) che si allinea perfettamente a quella esterna, di poco sopra lo zero. Sala stampa nella quale risuonano i numeri snocciolati dalla padrona di casa, assediata dai giornalisti nel prologo, prima di accedere alla plenaria.

Sintesi dei dati diramati dal Viminale e confermati da Demoskopika: «Nel 2025 i piccoli Comuni – osserva Santanchè – hanno trainato la crescita, con +6,85% di presenze e +7,86 di arrivi rispetto al 2024, contribuendo al 20% dei pernottamenti complessivi. La strategia della destagionalizzazione comincia a pagare». Da qui parte l’assalto a un 2026 che (ci auguriamo) possa entrare negli almanacchi del turismo italiano.

Undertourism, dunque, ma è solo la copertina del libro del Forum che – osserva il ministro – «deve portarci a una visione. Dobbiamo pensare al turismo come sarà nei prossimi 10 anni, stop al nanismo delle imprese del settore, sì a un nuovo patto sociale con la travel industry».

IL PROGRAMMA DI SANTANCHÈ

Ma prima di tutto Santanchè – che deve fare i conti con qualche brusio iniziale in sala – dedica un pensiero e un abbraccio «a Sicilia, Sardegna e Calabria, devastate dal flagello Harry. Il governo – promette – farà la sua parte. Non lasceremo nessuno indietro». Ma ribadisce anche che, soprattutto in un momento storico così, «il turismo è un ponte di pace, di cui abbiamo bisogno».

Il travel «ora è al centro dell’agenda politica del governo – osserva ancora – Basta con le emergenze, non è più settore accessorio come veniva considerato nel passato. Ormai è la leva strategica dell’Italia, non è folklore, non è una cartolina». Poi cita le cifre record del 2025, l’impatto sul Pil per 237,4 miliardi e una spesa turistica di 185 miliardi.

E negli accordi per i Fondi Sviluppo e Coesione che stanno per essere firmati – annuncia il ministro – «60 milioni di euro delle risorse per la coesione, su un totale di 121 milioni destinati al turismo, sono dedicati ai progetti per migliorare la qualità delle destinazioni turistiche. Fondi che supporteranno piccoli Comuni e isole minori».

Tra una stoccata all’Unione europea – «Non è possibile che in Europa non ci sia un budget dedicato al turismo» – e l’auspicio di un allineamento del calendario scolastico, fondamentale per destagionalizzare, Santanchè punta dritto alle imprese del comparto: «Serve una riforma strutturale. Oggi è un mondo troppo frammentario e fragile, abbiamo bisogno di imprese più forti e capaci di stare sul mercato globale. Con il Mef lavoriamo a una finestra di 24 mesi che agevoli i processi di aggregazione delle aziende alberghiere, prevedendo rivalutazioni agevolate degli asset».

Obbligatorio un «nuovo patto sociale: se un’impresa cresce, anche chi lavora deve crescere. Abbiamo superato i tre milioni di dipendenti nel comparto, oltre il 50% sono donne».

Finale su Milano Cortina e non potrebbe essere diversamente: «Un acceleratore straordinario per le infrastrutture. Avremo miliardi di persone che punteranno gli occhi sull’Italia. che, sono convinta, farà una splendida figura».

IL SALUTO DI MELONI

Non era sul palco, ma è intervenuta con un video Giorgia Meloni, il vero deus ex machina del nuovo corso del turismo, secondo Santanchè. La premier parte da un punto preciso: «Abbiamo affrontato una lenta ripresa dopo pandemia. Ci veniva chiesto un cambio di passo, abbiamo investito sul settore e costruito una visione di sistema. E i numeri dicono che la via intrapresa è quella giusta: secondo Paese europeo per presenze, superata la Francia, e dietro solo alla Spagna».

Per proseguire nella scalata non c’è che un modo, sottolinea Meloni: «Destagionalizzare e delocalizzare sono i due step decisivi per avere il turismo 365 giorni all’anno. Oltre alle città d’arte, esprimiamo bellezze molto più variegata che custodiscono la nostra identità più profonda. Non dobbiamo certo snobbare le mete più blasonate, ma dire al mondo che ci sono destinazioni più apprezzate di un libro meraviglioso che merita di essere letto fino all’ultima pagina».

FONDO MITUR: 100 MILIONI DI IMPATTO ECONOMICO

Nel 2025 il turismo italiano ha toccato un nuovo record: oltre 480 milioni di presenze, in aumento di oltre il 3% rispetto al 2024, grazie anche al contributo dei piccoli Comuni. Un risultato particolarmente rilevante nell’ottica della destagionalizzazione e della diversificazione dell’offerta, tanto che il Fondo da 34 milioni di euro, a loro dedicato, ha generato un impatto economico stimato di oltre 98 milioni, con un moltiplicatore pari a 3,07 per ogni euro pubblico investito.

La crescita più intensa delle realtà minori si concentra nei mesi di spalla: aprile ha fatto segnare un aumento delle presenze superiore al +26%, segno che i piccoli Comuni dimostrano una maggiore capacità di intercettare la domanda fuori stagione, diventando di fatto sia motore di sviluppo dei contesti regionali meno consolidati, sia uno degli strumenti più efficaci per sostenere la destagionalizzazione a livello nazionale, svolgendo una funzione di ridistribuzione e alleggerimento nei contesti già affermati.

«Il futuro del turismo in Italia – precisa Santanchè – non dipende dall’aumento dei numeri in senso assoluto, ma dalla capacità di gestire intensità, tempi e spazi del fenomeno turistico, valorizzando i territori meno frequentati».

IL PATTO DI AMALFI

Milano, 24 gennaio 2026: i sindaci scrivono la storia. Insieme a Santanchè e al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, firmano la carta di Amalfi, il patto siglato tra 19 Comuni ad alta vocazione turistica che intendono promuovere un nuovo equilibrio tra accoglienza e qualità della vita per le comunità residenti .

«Un grande risultato a meno di un anno dal summit – sottolinea un emozionato Daniele Milano, sindaco di Amalfi e promotore dell’iniziativa – Il documento esprime in maniera sintetica le necessità dei centri a grande attrazione turistica. Oggi, peraltro, il ministro Piantedosi ci ha garantito che avremo maggiore flessibilità per assumere agenti di polizia municipale».

È il prologo ai “superpoteri” che i sindaci invocano? «In realtà chiediamo strumenti adeguati per governare. La Carta di Amalfi si fonda su un metodo, quello dell’interlocuzione istituzionale, quindi un primo obiettivo lo abbiamo raggiunto. Non dobbiamo dimenticare però che il turismo è un valore irrinunciabile, così come il benessere e la vivibilità dei residenti. Altrimenti si crea uno squilibrio che mette a repentaglio il tessuto sociale delle comunità e l’autenticità delle nostre destinazioni».

«È un ulteriore tassello nella visione di un turismo sempre più sicuro, in grado di tutelare viaggiatori, imprese e comunità residenti – ribadisce Santanchè – e che fa seguito all’incontro dello scorso luglio, in cui abbiamo avviato un confronto costruttivo su strategie e proposte con i sindaci firmatari».

E a proposito di sicurezza, Santanchè rivela: «Stiamo lavorando con Piantedosi per inserire nel nuovo decreto una norma che consenta ai Comuni di destinare parte dei proventi della tassa di soggiorno al finanziamento di installazione di sistemi di videosorveglianza. Perché la sicurezza è un elemento centrale della nostra strategia di promozione turistica».

Sipario. A Milano si affaccia il sole, clima meno rigido. E temperature confortevoli in sala stampa. Non è più tempo di Under press(ure).

Exit mobile version