Eppur si muove. Riaperta dalle 6 di oggi (venerdì 10 aprile) la linea ferroviaria adriatica, che era stata chiusa nel tratto fra Termoli e Montenero di Bisaccia in seguito alla frana di Petacciato, in Molise, che aveva creato enormi problemi alla circolazione, spaccando l’Italia in due. Treni bloccati e autostrade in tilt: in alcuni casi i viaggi in auto hanno superato le 10 ore, con centinaia e centinaia di mezzi imbottigliati nel traffico.
TRENITALIA: “GRADUALE RIPRESA”
“La circolazione è in graduale ripresa, dopo l’intervento dei tecnici di Rfi – ha spiegato Trenitalia sul proprio sito – Nel corso della giornata di oggi e fino al completo ripristino della linea il programma dei treni Alta Velocità, Intercity e del Regionale di Trenitalia potrà subire ritardi, modifiche o cancellazioni“.
Ripresa anche la circolazione tra Pescara e Foggia, ma la situazione è ancora è ancora lontana dalla normalità: i tecnici di Rfi restano al lavoro lungo il tratto interessato, dove proseguono monitoraggi e interventi di consolidamento, mentre la linea viene utilizzata con limitazioni e velocità ridotta.
Giovedì, intanto, erano stati riaperti sulla A14 Bologna-Taranto i tratti compresi tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara. Riaperti al traffico anche i tratti della SS709 Tangenziale di Termoli, della SS16 ‘Adriatica’ e della SS157.
CDM: STATO D’EMERGENZA IN QUATTRO REGIONI
Giovedì il governo è corso ai ripari e il Consiglio dei ministri ha approvato lo Stato di emergenza di 12 mesi per Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia, interessate dalle conseguenze dell’enorme movimento franoso, provocato con ogni probabilità, dal maltempo.
Le quattro regioni ricevono in totale 50 milioni di euro. «Le risorse – ha spiegato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci – sono destinate all’attuazione dei primi interventi urgenti di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture. La somma è ripartita così: 15 milioni di euro per la Regione Abruzzo, 5 milioni per la Regione Basilicata, 20 milioni per la Regione Molise e 10 milioni per la Regione Puglia».
Per quanto riguarda il Molise, il governo ha deliberato la nomina di Stefano Babini quale Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori della Regione. Il capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano nominato Commissario per l’emergenza idrica.
SOS PUGLIA
Intanto il presidente di Federalberghi Puglia, nonchè vice presidente nazionale, Francesco Caizzi, coglie l’occasione per lanciare un sos e riaccendere i riflettori su una criticità strutturale che da tempo penalizza la regione: l’isolamento dal resto del Paese.
Secondo Caizzi, si tratta dell’ennesimo episodio che evidenzia la fragilità del sistema infrastrutturale lungo l’asse adriatico, con ripercussioni dirette sulla mobilità di cittadini, lavoratori e turisti.
In una nota il presidente degli albergatori pugliesi sottolinea come “in vista della stagione estiva 2026, il rischio dell’isolamento è concreto. La Puglia si conferma una delle destinazioni turistiche più attrattive a livello nazionale e internazionale, ma continua a scontare difficoltà significative nei collegamenti via terra. Raggiungere la regione in treno o in auto sta diventando sempre più complesso, a causa di rallentamenti, interruzioni e carenze strutturali. Paradossalmente, risultano spesso più agevoli i collegamenti per i turisti stranieri, grazie ai voli internazionali, mentre i flussi nazionali subiscono limitazioni e disagi. Una condizione che rischia di compromettere l’accessibilità complessiva della destinazione proprio nel momento di massima domanda».
Senza se e senza ma Caizzi sollecita “un intervento immediato e coordinato. In particolare, si chiede a Ita Airways di incrementare in modo significativo i voli nazionali da e per la Puglia, al fine di garantire un’alternativa concreta ed efficiente ai collegamenti terrestri attualmente in difficoltà. Senza misure tempestive, la stagione turistica 2026 potrebbe subire un contraccolpo pesante, con effetti negativi sull’intero comparto economico regionale. La Puglia non può permettersi di essere una destinazione difficile da raggiungere. Occorre agire ora per evitare che un’emergenza infrastrutturale si trasformi in una crisi economica e turistica”.


