Gli economisti della Bpce, le banche popolari francesi, lo avevano previsto: il 2025 sarebbe stato un anno particolarmente cupo per le imprese francesi, anzi quasi tragico per il Paese che affronta una crisi economica caratterizzata da forte instabilità politica, dal debito pubblico elevato (oltre il 114% del Pil) e da un deficit persistente (superiore al 5% del Pil).
E così è stato, l’anno appena concluso ha portato il triste record di 68.000 fallimenti di imprese, definito riconosciuto dagli esperti come “un massimo storico“.
Tra i settori più colpiti, l’immobiliare, l’edilizia e i trasporti.
LE IMPRESE DEL TURISMO TENGONO
Delle quasi 70.000 imprese francesi fallite nel 2025, di cui 19.000 nel quarto trimestre, secondo uno studio condotto da Altares – società specializzata nella raccolta, analisi e strutturazione dei dati – nel settore viaggi, riporta L’Echo Touristique, hanno chiuso i battenti nell’intero anno 59 agenzie, 16 tour operator e 29 società di servizi di prenotazione e attività correlate dei viaggi; 22 aziende sono fallite solo nel quarto trimestre del 2025.
Nel 2023, i dati di Altares avevano rilevato 104 cessazioni di attività per fallimento, nel 2024, 120. Negli anni precedenti, il numero di inadempienza era sistematicamente al di sotto della soglia simbolica dei 100.
Nell’alberghiero e nella ristorazione, la situazione fotografata da Altares appare contrastante. L’industria alberghiera riesce a mantenere una certa stabilità (+2%), sostenuta dalla frequentazione turistica dell’estate. La ristorazione tradizionale rimane sotto pressione, con un aumento del 9% dei fallimenti, mentre la ristorazione veloce, bar, tavole calde, registra un calo del 5%.

