Costruire l’Italia che abiteremo e che verrà visitata. È questo il mantra che il presidente del Gruppo Fs, Tommaso Tanzilli, ha illustrato a L’Agenzia di Viaggi Magazine in un’intervista a margine del Ttg Travel Experience di Rimini.
«Di fatto, stiamo investendo non solo in opere, ma anche per un nuovo concetto di mobilità e connettività al servizio di cittadini e visitatori. Il nostro grande gruppo è un’azienda di Stato e dobbiamo dare risposte concrete al Paese, conseguentemente dobbiamo fare quello che le Ferrovie hanno fatto nei loro 120 anni di storia. In questo solco c’è una grande quantità di risorse che ci sono state messe a disposizione dallo Stato, tra cui le risorse del Pnrr – di cui disponiamo della quota parte più grande – per un piano industriale per complessivi 100 miliardi di euro, che ci consentirà di realizzare le infrastrutture moderne e necessarie non solo al Paese, ma anche al turismo italiano che, generando il 13% del Pil, è il settore più performante del sistema Paese. Nel dettaglio, stiamo realizzando le due direttrici di alta velocità che non arrivavano al sud, quella adriatica con la Napoli-Bari, per 2 ore di percorrenza, e il completamento sulla Salerno-Reggio Calabria. Poi, un’altra grande infrastruttura è il passante di Firenze; infine, una stazione sotterranea per l’alta velocità, che ridurrà ulteriormente i tempi di percorrenza sulla Roma-Milano, per rendere questo tratto una vera e propria linea metropolitana», ha dichiarato.
«LA MANUTENZIONE? VA RESA STRUTTURALE»
Senza dimenticare l’altro grande impegno di Fs legato alla manutenzione, ha precisato Tanzilli: «Si tratta di un impegno mirato, perché la manutenzione va resa strutturale e non più episodica e questo significa una quantità di risorse dedicate: ciò vuol dire 1.200 cantieri aperti, di cui 500 per la manutenzione ordinaria e la rimanente quota per le grandi infrastrutture. Questo si traduce in disagi che indubbiamente ci sono, ma cerchiamo di limitarli al massimo. In parte sono cantieri che richiedono tempo e modalità speciali perché in molti casi dobbiamo allestire e disallestire quotidianamente per non interrompere i servizi. Viste le contestazioni dell’utenza e dei cittadini, noi avremmo potuto limitare i lavori di manutenzione, ma non è questa la nostra missione».
«Il nostro, poi – ha aggiunto Tanzilli – è un vero e proprio piano strategico che non si esaurirà col nostro mandato, ma verrà sicuramente completato da altri. Noi non siamo stati chiamati per tagliare nastri, ma per infrastrutturare al meglio il nostro Paese ed ora che siamo nel vivo dei lavori, possiamo dire che verrà sicuramente realizzata una delle infrastrutture ferroviarie più moderne d’Europa».
Tanzilli si è poi soffermato sulla comunicazione chiara rivolta all’utenza ferroviaria: «Mesi fa, abbiamo avviato questa operazione trasparenza, anche con l’ausilio di app, partendo da un concetto molto semplice: come esempio pratico, quando un cliente prenota un biglietto su una determinata tratta dove si stanno svolgendo dei lavori, l’azienda Fs informa l’utente in tempo utile che quel viaggio non durerà il tempo che era stato stimato, ma subirà un rallentamento di ‘tot’ minuti. Quindi il passeggero è consapevole del fatto che c’è un tempo superiore per raggiungere un luogo per lavoro o vacanza».
TARIFFE «FERME DA ANNI», NONOSTANTE L’INFLAZIONE
E sulle contestazioni relative alle tariffe che, a fronte di questi disagi legati ai ritardi e a tempi di percorrenza supplementari, non vengono ridotte, Tanzilli è molto esplicito: «Posso rispondere ricordando che le nostre tariffe sono ferme da qualche anno, e dunque un lungo periodo durante il quale il tasso inflattivo ha eroso la capacità di generare risorse derivanti dal pricing, e per questo sarebbe molto complicato fare ritocchi al ribasso. Così come va ricordato che il gruppo Fs è una azienda dello Stato che non deve distribuire utili, ma tutto ciò che viene prodotto dai servizi operati viene reinvestito nell’azienda stessa e finalizzato al miglioramento dei servizi, esattamente come sta accadendo in questo periodo di ‘lavori in corso’».
E sulla scelta di aver avviato i maggiori lavori nel periodo estivo, Tanzilli ribadisce una considerazione pubblicamente già espressa dai vertici: «In estate, c’è un minor volume di pendolari e non ci sono studenti che devono muoversi, ed è proprio nell’ottica di non penalizzare queste tipologie d’utenza che sono stati individuati periodi più tranquilli, anche se ci rendiamo conto che questo ha penalizzato i turisti che proprio in estate utilizzano maggiormente gli spostamenti in treno. Ma quando sarà terminata questa grande opera di infrastrutturazione, anche il turismo ne gioverà».
LA SCOMMESSA (VINTA) DEI TRENI TURISTICI ITALIANI
A questo proposito, Tanzilli ha spiegato: «Rendiamoci conto che il turista non sceglie il treno o l’aereo o la nave a priori, ma sceglie semplicemente il mezzo di trasporto che gli consente di raggiungere la destinazione nel modo più rapido e confortevole. Quindi se per raggiungere la meta turistica occorre utilizzare l’interconnessione tra treno e aereo o fra treno e bus, noi dobbiamo essere in grado di assicurargli questa formula. Vale la pena ricordare che già oggi noi assicuriamo collegamenti ferroviari con i principali aeroporti italiani. Dunque accanto alle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, intendiamo sviluppare – come stiamo già facendo – un’adeguata intermodalità con la controllata Busitalia e con la nostra compagnia di traghetti sullo Stretto di Messina. Così come siamo impegnati nelle partnership con i vettori aerei, vedi il nostro rapporto privilegiato con Ita Airways. In altre parole, cerchiamo di dare risposte concrete al mondo del turismo sia con la nostra alta velocità, sia con i nostri servizi Intercity e Regionali. Inoltre, con i Treni Turistici Italiani, abbiamo voluto dare la risposta ottimale per il turismo lento: stiamo contribuendo a delocalizzare e portare i turisti alla scoperta dei borghi, dei luoghi dell’entroterra, ma anche della cucina italiana a bordo, rispondendo a questo tipo di domanda turistica che è sempre più preponderante nell’incoming italiano».
In chiusura, una domanda sulla sfida personale più emozionante: «Sicuramente sentire la responsabilità di guidare la più grande azienda statale e il fatto di sentirsi un uomo dello Stato. E in questa veste avverto anche la responsabilità di lavorare per consegnare, a chi verrà dopo di noi, un’azienda sana e una infrastruttura strategica e soprattutto moderna, ovvero all’altezza delle tante sfide che attendono il sistema Paese», ha concluso Tanzilli.


