Gli occhi di Mundys sugli aeroporti siciliani

Gli occhi di Mundys sugli aeroporti siciliani
20 Aprile 13:15 2026

“Mundys su Catania, Palermo cerca l’advisor”. È la sintesi efficace del portale Falcovbs sulla strada della privatizzazione imboccata dai due scali siciliani, un discorso già avviato ad agosto 2025 per quanto riguarda il “Falcone-Borsellino”.

Una settimana fa – a margine dell’inaugurazione dell’ampliamento del Terminal 2 di Nizza – Alessandro Benetton ha ribadito l’interesse di Mundys per lo scalo di Fontanarossa: la holding veneta è già azionista di controllo di Fiumicino e degli aeroporti della Costa Azzurra.

La Sac – società che gestisce Catania e Comiso – è interessata alla cessione di una quota tra il 51% e il 66% del capitale, con una valutazione che si aggira tra i 500 e i 600 milioni di euro.

“Lo scalo etneo – scrive Flaconvbs – ha chiuso il 2024 con 12 milioni di passeggeri e un fatturato di 122 milioni, in crescita del 18% rispetto al 2023; il Masterplan 2030 prevede una nuova pista da 3.000 metri e investimenti complessivi superiori ai 600 milioni, con l’obiettivo dichiarato di portare la capacità a 20 milioni di transiti annui”.

I possibili acquirenti non mancano: da F2I a Save, passando dal fondo sovrano di Abu Dhabi Adq e dallo spagnolo Aena, ma Mundys sembra in vantaggio, con un modello industriale collaudato e un progetto di espansione che, dopo Nizza – arrivata a 18 milioni di passeggeri – cerca il prossimo asset nel Mediterraneo.

INTANTO A PALERMO

A Palermo il processo di privatizzazione è un passo indietro rispetto a Catania. La Gesap, che gestisce lo scalo, ha pubblicato il bando europeo per selezionare l’advisor finanziario che dovrà stimare il valore del “Falcone-Borsellino”, con scadenza offerte al 20 aprile 2026.

La concessione scade nel 2049 e il Comune punta a incassare almeno 26 milioni dalla cessione delle proprie quote nel biennio 2026-2027.

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