Schiarita sul Golfo, ma il cielo non è del tutto limpido. Regno Unito e Australia hanno annullato gli alert di viaggio per l’area, ma le compagnie aeree europee attendono l’autorizzazione per l’assicurazione contro i rischi di guerra. Ed è proprio questo, segnala Reuters, il fattore che frena la ripresa dei voli.
La situazione, insomma, è in completa evoluzione e sono attese novità anche dalla Farnesina. Venerdì mattina (19 giugno), il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato un imminente aggiornamento sul sito Viaggiare Sicuri delle indicazioni relative all’area del Golfo e all’Iran, con la riapertura dell’ambasciata di Teheran. «Lo scenario – ha sottolineato – consente una revisione delle raccomandazioni ai viaggiatori».
UNA SVOLTA IMPORTANTE
Gli ultimi giorni hanno quindi determinato una svolta importante da quasi quattro mesi a questa parte, cioè dall’attacco congiunto Usa-Israele all’Iran il 28 febbraio, che ha provocato un effetto domino negativo per l’economia mondiale, il travel e le compagnie earee. Anche se il turismo organizzato ha invitato più volte a ridimensionare l’allarme.
Giovedì, infatti, l’annuncio del governo britannico, che ha revocato il warning per Emirati Arabi Uniti, Qatar e alcune zone dell’Arabia Saudita.
Mercoledì, invece, l’Australia ha allentato le raccomandazioni per chi si reca in diversi Paesi del Medio Oriente, favorendo così le compagnie aeree dell’area. In questo modo i cittadini australiani possono transitare e raggiungere i principali hub aerei del Golfo con la sicurezza di essere coperti da un’assicurazione.
«La revoca della raccomandazione – ha precisato il ministro degli Esteri australiano, Penny Wong – vale per Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Israele e Kuwait. L’avviso è stato modificato in “riconsiderare la necessità di viaggiare” in questi Paesi, poiché la situazione della sicurezza potrebbe ancora peggiorare rapidamente e senza preavviso».
RIPRESA DELLE PRENOTAZIONI IN VISTA
La revoca dei warning è indubbiamente una notizia positiva per le compagnie aeree del Golfo. Prima dell’inizio del conflitto trasportavano oltre la metà del totale dei passeggeri in volo dall’Europa verso Australia, Nuova Zelanda e Isole del Pacifico, in base ai dati forniti da Cirium, la società di analisi del settore aeronautico.
Il rischio di missili e droni aveva indotto alla prudenza molti viaggiatori australiani, che per le interruzioni dei voli e la mancanza di copertura assicurativa di viaggio, avevano preferito voli di compagnie come Qantas Airways, Singapore Airlines e Cathay Pacific Airways di Hong Kong, che facevano scalo in Asia. Con la logica conseguenza, però, di far lievitare le tariffe aeree.
Flight Centre Travel Group (Fctg) ha comunicato che i viaggiatori con prenotazioni future per l’Europa e lo scalo in Medio Oriente hanno in genere modificato o cancellato i propri piani.
L’amministratore delegato di Fctg per il settore tempo libero, James Kavanagh, ha spiegato che il declassamento è «la notizia che molti viaggiatori australiani stavano aspettando. L’assenza di un’assicurazione di viaggio per chi transita negli hub del Golfo è stata un ostacolo negli ultimi mesi. Flight Centre prevede una netta ripresa delle richieste e delle prenotazioni».
Kavanagh ha aggiunto che «la revoca dell’avviso ha anche sbloccato tariffe convenienti che le compagnie aeree del Medio Oriente offrivano, ma di cui i viaggiatori non erano stati in grado di usufruire senza un’assicurazione: 1.400 dollari australiani (989 dollari Usa, oltre 863 euro) per le partenze di ottobre e 2.000 dollari australiani (1.403 dollari Usa, 1.224 euro) per agosto.
LE MOSSE DELLE COMPAGNIE AEREE
In queste ore, vale la pena ricordarlo, Emirates ha fatto da apripista annunciando l‘introduzione di un’assicurazione completa per rassicurare e riconquistare i viaggiatori, concentrandosi sull’affidabilità e sull’assistenza clienti piuttosto che su tariffe più basse, dato che il prezzo del petrolio rimane elevato. Una mossa simile ha fatto Etihad per spingere i turisti a tornare ad Abu Dhabi.
Nathan Gee, responsabile della ricerca sui trasporti per l’Asia-Pacifico presso BofA Global Research, ha sottolineato che «l’introduzione dell’assicurazione di viaggio e prezzi più competitivi dovrebbero aiutare le compagnie aeree del Golfo a recuperare quote di mercato sulle rotte dall’Australia all’Europa e al Regno Unito, ma è probabile che il cambiamento sia graduale piuttosto che rapido».
JET FUEL IN CALO (FINALMENTE)
I prezzi del jet fuel sono più che raddoppiati dall’inizio della guerra: risultato, molte compagnie hanno aumentato i prezzi dei biglietti, ridotto la capacità e aggiunto supplementi carburante.
Poi i rincari si sono attenuati con il miglioramento delle prospettive di un accordo di pace e della riapertura dello Stretto di Hormuz.
Martedì i prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 2%, raggiungendo nuovi minimi da tre mesi. Il giorno dopo un crollo di quasi il 5%, in seguito alla notizia dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, sebbene i funzionari del settore affermino che la produzione di petrolio e gas in Medio Oriente impiegherà mesi per riprendersi completamente.

