Prudenza, o meglio, una diffusa attesa. Nonostante gli accordi di pace internazionali firmati oggi e cancellati domani, la voglia di partire non si ferma. E così c’è chi, nella confusione, valuta, chi invece conferma e rilancia, aggiungendo una assicurazione extra e chi, infine, non si lascia scoraggiare e prenota verso Est.
Lo scacchiere geopolitico tra Usa, Israele e Iran soffia sul fuoco del prezzo del barile, ma il viaggiatore italiano del 2026 sembra aver sviluppato una sorta di anticorpo all’incertezza: la resilienza a ogni costo. Mentre il mercato del turismo trade si trova oggi a gestire una nuova sfida, le variabili macroeconomiche, inflazione energetica in primis, si scontrano con un desiderio di evasione che non accenna a spegnersi.
Il fronte delle agenzie di viaggi vive di fatto una realtà a due velocità, dove il “sentire” dei clienti cambia radicalmente da una vetrina all’altra, riflettendo dubbi, paure ma anche una straordinaria voglia di normalità.
ALTALENA IN AGENZIA
I viaggi di nozze, ad esempio, sembrano immuni anche ai venti di guerra. È un segmento che non conosce crisi profonda, poiché rappresenta un investimento emotivo spesso pianificato con anni di anticipo e considerato irrinunciabile. «Ci occupiamo principalmente di vacanze per neo sposi e posso dire che non si sono mai fermati tranne tre giorni, fisiologici, prima di Pasqua – racconta Monia Labonia della Monteverde Viaggi di Roma – Chi ha in programma un viaggio a lungo raggio per l’autunno ha confermato, semmai chiedendo di non transitare per gli hub del Medio Oriente, rendendosi disponibili a pagare anche qualcosa in più, o aggiungendo una assicurazione. Insomma, con cautela, ma si continua a partire».
Questa “precauzione attiva” si traduce in una nuova forma di consulenza: l’agente di viaggi non vende più solo una destinazione, ma una rotta sicura, possibilmente diretta. Evitare gli scali critici è diventata la priorità assoluta per chi si sposta verso l’Oriente o l’Oceano Indiano, un fattore che incide sui costi ma garantisce quella tranquillità psicologica necessaria per godersi la vacanza. Non tutto è rose e fiori. Se il desiderio resta alto, il peso del rincaro carburante inizia a farsi sentire sulla programmazione standard. Quando il costo del petrolio sale per via delle tensioni tra Usa e Iran, le compagnie aeree caricano adeguamenti che possono stravolgere il budget di una famiglia media.
«Con i voli ridotti è più difficile trovare pacchetti convenienti e alcuni tour operator ci hanno già comunicato che nelle tariffe ci sarà un adeguamento carburante da 29 a 179 euro – racconta Claudia Genovesi della Anicia Viaggi di Palestrina, in provincia di Roma – Alcuni clienti hanno annullato perfino le Canarie, ma la voglia di viaggiare sono sicura emergerà».
Non mancano, purtroppo, i momenti di stallo totale, dove il silenzio in agenzia diventa assordante. «Da ormai due settimane i telefoni non squillano più. Tecnicamente siamo ferme, in attesa degli eventi – fa notare Silvia Siliquini, una delle tre socie della marchigiana Mirror Mare Blu di San Benedetto del Tronto – Noi lavoriamo molto i primi tre mesi dell’anno, e la situazione internazionale ci ha fortemente penalizzato. Avevamo un gruppo di 20 persone in partenza per Dubai: tutto annullato. Ma restiamo fiduciose: due notizie positive e si riparte».
DAL MEDIO ORIENTE AL WEST
Se una porta si chiude, si apre un Oceano. In un mondo dove il petrolio detta legge e lo spazio aereo si restringe, la strategia di molte adv è stata quella di spostare letteralmente il mirino geografico per evitare le aree calde e i rincari più selvaggi legati alle rotte orientali. Loredana Rinaldi della Nessie Viaggi di Milano spiega la sua contromossa: «Abbiamo semplicemente cambiato emisfero. Continuiamo a vendere ancora gli Stati Uniti, dove i prezzi sono un po’ calati e quindi permettono di creare dei buoni pacchetti. Abbiamo aggiunto il Canada, una meta che sta crescendo molto, ma soprattutto tante destinazioni sul Brasile e il Messico. Per chi sceglie le rotte più vicine stiamo registrando numerose richieste per il Nord Europa, un po’ anche a causa delle temperature molto alte del Mediterraneo previste per quest’estate».
Tuttavia, il clima di incertezza pesa come un’ombra sul lungo raggio tradizionale. «Dal 1° marzo ho tutte le richieste ferme o, peggio, annullate – aggiunge Giorgia Marcelli, consulente di viaggi – Anche destinazioni come gli Usa hanno subito una forte contrazione, mai accaduto in vent’anni di lavoro. Oggi ho in mano alcuni preventivi per il 2027, che sono copiosi e orientati su Africa e medio raggio, ma i prezzi dei voli mi fanno pensare a un’estate difficile. Di nuovo siamo sulle montagne russe. Certo, rispetto alle vicende mondiali possiamo farci poco, ma è davvero duro lavorare in questo modo».
UNO SCUDO PER IL CLIENTE
Lato viaggiatori, c’è anche la storia di chi non può e non vuole fermarsi. Riccardo, impiegato, rappresenta quella fetta di consumatori che sceglie di sfidare sorte e il portafoglio per non rinunciare agli affetti e alle esperienze: «A fine giugno mia figlia dovrebbe diplomarsi in Michigan con tanto di cerimonia e dopo dovremmo fare ritorno insieme in Italia. La situazione dei voli mi preoccupa ma alla fine ho deciso di prenotare comunque i biglietti aerei, con assicurazione viaggi e rincaro carburante. Bisogna essere positivi e non farsi fermare».
L’assicurazione, in questo contesto, smette di essere un accessorio opzionale e diventa l’elemento cardine della vendita. È lo scudo che permette al cliente di “osare” la prenotazione nonostante il contesto internazionale suggerisca cautela.
SCENARIO NETWORK
Cosa succederà? Le previsioni per i prossimi mesi restano strettamente legate all’evoluzione sul conflitto. Il trade guarda al calendario con il fiato sospeso: le prossime settimane saranno decisive per capire se la stagione sarà salvata o se il 2026 segnerà una battuta d’arresto significativa. «Se la situazione dovesse stabilizzarsi entro la fine di aprile, la stagione estiva potrebbe ancora essere salvaguardata con una chiusura d’anno in linea con il precedente o con un risultato negativo comunque sostenibile», analizza Dante Colitta, direttore network di Welcome Travel Group.
«Se invece il conflitto dovesse protrarsi fino a giugno, ci troveremmo a gestire uno scenario decisamente più complesso, con ripercussioni che potrebbero mettere il comparto in seria difficoltà. Stiamo registrando una maggiore concentrazione della domanda su destinazioni fuori dalle rotte interessate dal conflitto o comunque su aree limitrofe ritenute più sicure: la Grecia continua a mostrare qualche segnale di sofferenza, mentre la Spagna performa meglio e le Canarie evidenziano un trend in crescita. Rispetto allo scorso anno rileviamo anche un maggiore anticipo nelle prenotazioni, sia sul mare Italia sia sul lungo raggio, in particolare verso Asia e Africa. Anche l’Egitto, seppur con importanti decrementi, si sta muovendo, sebbene al momento soprattutto per partenze da luglio in avanti».
PAROLA D’ORDINE FLESSIBILITÀ
Fronte tour operating, ha fatto assai rumore la mossa di Alpitour World che ha lanciato “Keep Calm & Travel”. Una formula all’insegna della flessibilità che, per le prenotazioni di pacchetti soggiorno più volo charter Neos fino al 30 aprile, con data di partenza entro il 31 ottobre 2026, consente di modificare la destinazione fino a 10 giorni prima, senza penali né spese di variazione pratica. «Offrire la possibilità di ripensare il viaggio, se necessario, significa restituire serenità al cliente e maggiore efficacia all’azione di vendita delle agenzie. È proprio questa flessibilità consapevole che può sostenere il mercato anche in un contesto che richiede attenzione, ascolto e capacità di adattamento», commenta Alessandro Seghi, chief commercial officer del Gruppo.
Per contrastare l’incertezza legata al caro petrolio, anche Nicolaus-Valtur punta tutto sulla flessibilità e sulla protezione del prezzo. «Abbiamo introdotto strumenti come il Price Lock in fase di prenotazione – informa Isabella Candelori, direttore commerciale trade – Chi sceglie questa formula è tutelato da eventuali adeguamenti carburanti successivi, fissando il prezzo al momento del contratto. Parallelamente, per rassicurare chi teme di dover annullare il viaggio a causa di improvvisi mutamenti geopolitici, sono state introdotte promozioni come “Estero, Liberi di Viaggiare”, che permette di cambiare destinazione fino a 14 giorni prima della partenza, valida per Egitto e Tunisia. È prematuro tracciare un bilancio definitivo sull’andamento della stagione. Tuttavia, confermiamo il consolidamento del trend legato all’advanced booking, una tendenza già rilevata negli ultimi anni e confermata dai volumi di vendita registrati sino alla fine di febbraio. Monitoriamo con attenzione l’evoluzione dei prossimi mesi per valutare come l’incertezza sui costi energetici influenzerà il comportamento d’acquisto a ridosso della stagione», conclude la manager.


