Qualcosa si muove. Lentamente, ma si muove, pur in uno scenario di una crisi devastante che ha incrinato l’aura dei Paesi del Golfo. Etihad torna a volare con un programma limitato, ma a tenere banco è ancora il duro colpo d’immagine inferto dalla guerra agli Emirati.
UNA MINACCIA AGLI INVESTIMENTI
Jason Tuvey, analista di Capital Economics, va dritto al cuore del problema: «La guerra smonta la percezione di sicurezza e stabilità fin qui proiettata da quelle economie e, se dovesse continuare, oltre alle distruzioni di breve termine potrebbe nel lungo periodo minacciare investimenti e sforzi di diversificazione».
Un quadro a tinte fosche che include soprattutto il comparto turistico, che rischia un forte downgrade a causa delle ostilità: secondo Tourism Economics, nel 2026 la riduzione dei visitatori internazionali nel Medio Oriente potrebbe aggirarsi tra l’11% e il 27%, con una perdita di spesa che oscillerebbe tra i 34 e i 56 miliari di dollari.
Nel 2025 il travel ha totalizzato qualcosa come 100 milioni di presenze, vale a dire il 12% dell’economia degli Emirati. E gli introiti nel 2024 in Arabia Saudita, per la prima volta, hanno toccato i 41 miliardi di dollari, superando in valore l’esportazione di prodotti petrolchimici.
Ma il “rosso” non riguarda solo il turismo: la celebre Vision 2030 dell’Arabia Saudita rischia di perdere terreno nel suo sviluppo e partner stranieri. Per non parlare dei data center, dopo gli investimenti pesanti della regione: due sono stati colpiti negli Emirati, un altro danneggiato in Bahrein.
RIPARTE ETIHAD
Sul fronte aereo, venerdì Etihad Airways ha ripreso un “programma di voli limitato” dall’aeroporto di Abu Dhabi verso “diverse destinazioni chiave” in tutto il mondo, come ha annunciato la stessa compagnia sui social.
“Gli ospiti con prenotazioni precedenti saranno sistemati su questi voli il prima possibile – si legge – I passeggeri non devono recarsi in aeroporto a meno che non siano stati contattati direttamente da Etihad o non siano in possesso di una prenotazione confermata su uno di questi nuovi voli. La decisione è stata presa in coordinamento con le autorità competenti a seguito di approfondite valutazioni di sicurezza”.
Emirates opera un programma di voli ridotto, dedicato anche a merci essenziali, inclusi prodotti deperibili e prodotti farmaceutici. Giovedì 5 marzo la compagnia ha trasportato circa 30.000 passeggeri in partenza da Dubai. Dal 7 marzo operativi 106 voli giornalieri di andata e ritorno verso 83 destinazioni, coprendo quasi il 60% della rete;
Voli limitati anche per Air Arabia, da e per gli Emirati Arabi Uniti, soggetti ad approvazioni operative e normative.
Restano invece sospesi i voli di Qatar Airways, che, annuncia su X, “riprenderà le operazioni non appena l’Autorità per l’Aviazione Civile del Qatar annuncerà la riapertura in sicurezza dello spazio aereo”.
Dal 2 al 5 marzo oltre 500 voli sono partiti dai due principali aeroporti di Dubai – Dxb (Dubai International) e Dwc (Dubai World Central – Al Maktoum International – offrendo 105.000 posti in partenza verso oltre 80 Paesi.
Al di fuori del Golfo, Malaysia Airlines ha introdotto voli aggiuntivi tra Kuala Lumpur e Londra Heathrow e tra Kuala Lumpur e Parigi Charles de Gaulle dal 6 all’8 marzo 2026 per supportare i viaggiatori colpiti dalle continue interruzioni delle reti di trasporto globali.
Tutti i servizi operano su rotte alternative attentamente pianificate che evitano le regioni interessate, mantenendo la sicurezza come massima priorità per la compagnia aerea. Oltre a questi servizi aggiuntivi, Malaysia Airlines collabora a stretto contatto con le compagnie aeree partner in Europa, Asia e oltre per facilitare i collegamenti per i passeggeri colpiti da interruzioni in altre parti della rete.
STATEMENT ITA E FIUMICINO
Intanto, Ita Airways ha ripreso i voli per Riyadh, mentre ha esteso fino al 22 marzo la sospensione dei voli da e per Tel Aviv (incluso il volo AZ809 del 23 marzo) e fino al 10 marzo quella dei voli da e per Dubai.
Ita – in collaborazione con il ministero degli Esteri – ha organizzato un rescue flight per recuperare a Muscat 165 italiani, tra cui alcuni dipendenti con famiglie che si trovavano a Dubai in vacanza, che hanno raggiunto la capitale dell’Oman in pullman con un viaggio notturno. Particolarmente capillari i controlli alla frontiera.
Da domenica scorsa a giovedì 5 marzo annullato oltre il 4% dei voli dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Tra arrivi e partenze cancellati 161 voli sui circa 4mila totali gestiti al “Leonardo da Vinci”, dove ogni giorno vengono operati circa 800 voli.
RIMPATRIATI GLI OSPITI DI MSC EURIBIA
Finita l’odissea di Msc Euribia, ancorata per sei notti al porto di Dubai. Rimpatriati con cinque charter tutti i passeggeri italiani a bordo. In una nota Msc ha ringraziato per la proficua collaborazione il ministero degli Esteri e la sua Unità di crisi, l’Ambasciatore italiano ad Abu Dhabi, Lorenzo Fanara, il Console generale a Dubai, Edoardo Napoli, l’Enac e tutte le altre altre istituzioni coinvolte.
LONDON CALLING
Mentre in Italia si susseguono i rientri dei connazionali grazie al ponte aereo allestito dalla Farnesina, è atterrato a Londra Stansted il primo volo di rimpatrio di cittadini britannici, noleggiato dal governo del Regno Unito. Il volo è partito giovedì sera da Muscat, con quasi 24 ore di ritardo a causa di problemi tecnici, ed è arrivato a Londra alle 00.53 di venerdì.
In Medio Oriente restano ancora bloccati migliaia di cittadini britannici. Il premier Keir Starmer ha spiegato che i rimpatri «non avverranno dall’oggi al domani», assicurando però che il governo organizzerà ulteriori charter nei prossimi giorni.
NOTIZIE DALL’AREA
Si susseguono anche le notizie dal fronte reale purtroppo. Mentre scriviamo, raid iraniani hanno colpito un hotel e due edifici residenziali in Bahrein: lo ha reso noto il ministero dell’Interno su X.
Il Qatar ha annunciato di aver intercettato un attacco con drone diretto contro la base americana di Al Udeid, la più grande installazione militare degli Stati Uniti in Medio Oriente.
Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto un drone a nord-est di Riyadh. Lo riferisce Al Jazeera. Altri tre erano stati abbattuti a est della capitale.

