Google si adegua al Digital Markets Act (Dma), il regolamento che impone obblighi particolari alle grandi piattaforme considerate “gatekeeper”, ossia soggetti capaci di controllare l’accesso a mercati digitali fondamentali.
Big G ha apportato una modifica che riguarda soprattutto la Search Engine Results Page (Serp) – la pagina dei risultati di ricerca – e i moduli specializzati inseriti al suo interno. Si tratta di un cambiamento che influisce su chi occupa gli spazi più visibili, sulle informazioni visualizzate e sul percorso del clic dell’utente.
In Europa è ora attiva una nuova configurazione che mette in evidenza i cosiddetti Vertical Search Services, nei quali rientrano i servizi specializzati di diverse categorie, come hotel e biglietti aerei. La nuova soluzione apre questi spazi a provider verticali esterni, affidando comunque agli algoritmi di Big G il compito di stabilire chi compare in posizione dominante.
Per Google questo assetto aumenta il peso degli intermediari e riduce il traffico gratuito diretto verso le singole imprese. Nick Fox, vicepresidente senior responsabile di Knowledge & Information (la divisione che comprende Search, Ads e Maps), ha dichiarato a Reuters che le modifiche peggiorano l’esperienza degli utenti europei, favoriscono gli intermediari online a spese delle attività locali ed eliminano funzioni utilizzate quotidianamente. Il dirigente ha inoltre precisato che «gli utenti al di fuori dell’Ue non saranno interessati da queste modifiche».


