Gruppo Emirates, al via le misure di contenimento

23 Marzo 13:29 2020 Stampa questo articolo

A partire dal 25 marzo 2020, Emirates sospende la maggior parte dei voli passeggeri e mantiene operativi i voli cargo. Anche la multinazionale dnata riduce sensibilmente le operazioni, chiudendo anche – temporaneamente – alcuni uffici in alcuni paesi del suo network internazionale. È stata disposta inoltre la riduzione dei salari di base per i prossimi tre mesi ma nessun taglio al personale.

Sono alcune delle misure prese a causa della pandemia da coronavirus. La compagnia aerea ha mantenuto operativi i voli passeggeri il più a lungo possibile, al fine di aiutare i viaggiatori a fare ritorno alle proprie case, mentre divieti di viaggiare, restrizioni e blocchi iniziavano a essere applicati dai paesi di tutto il mondo.

«Tutto il mondo è entrato in quarantena a causa della pandemia. Si tratta di una situazione di crisi senza precedenti in termini di scala e portata, dal punto di vista geografico, sanitario, sociale ed economico. Fino a gennaio del 2020, il Gruppo Emirates stava centrando gli obiettivi finanziari prefissati, ma il Covid-19 ha imposto una brusca e dolorosa frenata nel corso delle ultime sei settimane – ha dichiarato Ahmed bin Saeed Al Maktoum, chairman e chief executive del Gruppo Emirates – Fino a quando i paesi non riapriranno le loro frontiere e i viaggi torneranno a essere sicuri, siamo impossibilitati a gestire in maniera efficiente il servizio passeggeri. Per questa ragione, da mercoledì 25 marzo, Emirates sospende la maggior parte dei voli passeggeri, pur mantenendo normalmente operativi i voli cargo. Continuiamo a monitorare da vicino l’evolversi della situazione e, non appena sarà possibile, ripristineremo tutti i nostri servizi».

Oggi Emirates continua a mantenere operative le operazioni cargo internazionali, impegnando la flotta di Boeing 777 nel trasporto di merci essenziali, incluse le forniture mediche. La compagnia continuerà a operare i voli passeggeri e merci nei seguenti Paesi, almeno fino a quando le frontiere resteranno aperte e ci sarà l’autorizzazione delle istituzioni: Regno Unito, Svizzera, Hong Kong, Tailandia, Malesia, Filippine, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Australia, Sudafrica, Stati Uniti e Canada.

Tuttavia, essendo la situazione in costante divenire, i viaggiatori sono invitati a controllare lo stato dei voli sul sito ufficiale.

RIDUZIONE DEI COSTI. Il Gruppo Emirates ha adottato anche misure per contenere i costi, viste le prospettive deboli di domanda di viaggio a breve e medio termine. Tra queste, il rinvio o la cancellazione di spese discrezionali, un blocco su tutte le attività di consulenza e assunzione non indispensabili, la collaborazione con i fornitori per trovare risparmi ed efficienza, l’incoraggiamento ai dipendenti a prendere un congedo retribuito o non retribuito alla luce della ridotta capacità di volo; la riduzione temporanea dello stipendio base per la maggior parte dei dipendenti per tre mesi, che varia dal 25% al ​​50% (i dipendenti continueranno a ricevere le altre indennità durante questo periodo e quelli di livello junior saranno esenti dalla riduzione salariale di base). Inoltre i presidenti di Emirates e dnata – Tim Clark e Gary Chapman – si taglieranno del 100% lo stipendio per tre mesi.

«Il Gruppo Emirates ha un bilancio solido e vanta una notevole liquidità: possiamo sopravvivere e sopravviveremo a questa crisi globale, grazie anche alle giuste contromisure applicate in maniera tempestiva e a una fase prolungata di voli operati a scartamento ridotto, in modo da essere pronti al ritorno alla normalità – ha aggiunto il chairman – Piuttosto che chiedere ai dipendenti di lasciare l’attività, abbiamo scelto di attuare un taglio temporaneo di base allo stipendio, poiché vogliamo proteggere la nostra forza lavoro e mantenere le persone di talento e qualificate, per quanto possibile»

TUTELA DELLE PERSONE. IL Gruppo monitora da vicino la situazione e mantiene contatti regolari con le autorità competenti, in modo da poter attuare sempre le linee guida aggiornate per tenere viaggiatori dipendenti al sicuro. La società ha fortemente scoraggiato i suoi dipendenti dall’intraprendere viaggi non essenziali, incentivato, ove fattibile, lo smart working, migliorato i protocolli di pulizia e disinfezione presso le sue strutture, ha introdotto lo screening della temperatura agli imbarchi e lanciato campagne educative interne su igiene e pratiche sanitarie per ridurre il rischio di Covid-19.

Nelle scorse settimane, la compagnia aerea ha anche implementato misure di pulizia e disinfezione avanzate su tutti i suoi aeromobili in partenza da Dubai per precauzione e ha lavorato a stretto contatto con gli aeroporti per attivare le misure di controllo come richiesto dalle autorità locali.

Ai dipendenti di frontline come l’equipaggio e le squadre aeroportuali è stato fornito supporto per rimanere al sicuro durante il servizio, incluso fornire disinfettanti per le mani e maschere dove richiesto.

«Questi sono tempi senza precedenti per la compagnia aerea e l’industria dei viaggi, ma ce la faremo – ha ribadito Ahmed bin Saeed Al Maktoum – La nostra attività sta subendo un colpo, ma ciò che conta a lungo termine è che facciamo la cosa giusta per i nostri clienti, i nostri dipendenti e le comunità che serviamo. Con il supporto e l’unità che abbiamo visto dai nostri dipendenti, partner, clienti e altre parti interessate, sono fiducioso che Emirates possa affrontare questa sfida ed emergere più forte».

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