Riforma immediata dell’esame per l’abilitazione a Guida Turistica. È la richiesta tramite petizione online formulata dal Comitato Guide Future.
Il Comitato ha spiegato le sue motivazioni in una nota ufficiale: “Mentre la strategia del Mitur punta sull’undertourism e sul rilancio dei piccoli Comuni per decongestionare le grandi mete – come ha dichiarato il ministro Santanchè al Forum Internazionale del Turismo di Milano – i dati ufficiali dell’ultima prova scritta raccontano una storia diversa e mostrano un paradosso preoccupante: solo l’1,88% dei candidati (230 su oltre 12.000) è risultato idoneo a livello nazionale”.
“Invece di coltivare un ambiente favorevole alla crescita del turismo di qualità – prosegue il comunicato – il governo risponde con barriere immotivate e pesanti ingessature, trasformando un’opportunità di sviluppo per l’intero territorio in un vicolo cieco per migliaia di talenti qualificati e una carenza di servizio per i visitatori”.
“Questa selezione attesa da oltre 10 anni – incalza il Comitato – è basata su un nozionismo mnemonico ed è una lotteria che ha escluso migliaia di laureati magistrali in archeologia, storia dell’arte e discipline affini. Di conseguenza, i borghi italiani e molte città d’arte rischiano di restare privi di guide qualificate, con un aumento dell’abusivismo e della dipendenza da patentini esteri (ad esempio in Romania)”.
In sostanza, sottolinea il Comitato, l’esame “ha sbarrato la strada al 98% delle candidate e dei candidati. È necessario che una procedura nazionale garantisca chiarezza dei contenuti e coerenza con le competenze richieste per valorizzare davvero il nostro patrimonio”.
“Senza un numero adeguato di guide abilitate – conclude il Comitato Guide Future – il progetto di rilancio dei piccoli borghi, così come la gestione critica dell’overtourism urbano, rischia di favorire solo l’abusivismo e il mercato opaco dei patentini esteri, disperdendo il capitale umano qualicato che il ministro dichiara di voler tutelare”.

