Guide turistiche, un milione e mezzo di fondi per la formazione

Guide turistiche, un milione e mezzo di fondi per la formazione
07 Settembre 13:04 2026

Uno stanziamento di 1,46 milioni di euro di fondi pubblici per la formazione delle guide turistiche. È il finanziamento del ministero del Turismo riservato al progetto dell’Università Pontificia Salesiana nell’ambito del Polo Nazionale Strategico del Turismo di Alta Formazione.

Risorse stornate dal “Fondo per accrescere il livello professionale nel turismo“, istituito dalla legge n. 197 del 29 dicembre 2022 nello stato di previsione del Mitur: prevede interventi per la riqualificazione del personale già occupato, la formazione di nuove figure professionali, l’aggiornamento continuo e l’inserimento di altri professionisti del settore nel mercato del lavoro.

Il Coordinamento Agt chiede però da due anni che “una parte delle risorse pubbliche dovrebbe essere utilizzata per creare strumenti nazionali accessibili a tutti, come: una bibliografia ministeriale ufficiale, un database delle fonti organizzato secondo il programma d’esame, raccolte di fonti e riferimenti ufficiali, materiali didattici digitali e indicazioni precise sul livello di approfondimento richiesto. A questi strumenti potrebbero aggiungersi lezioni o moduli online gratuiti”.

Modalità del progetto

Il progetto comprende un percorso gratuito di 300 ore per la preparazione alla qualifica di guida turistica, rivolto a chi deve ancora affrontare l’esame nazionale per l’abilitazione.

Tra i diversi percorsi di specializzazione riservati alle guide già abilitate compare la specializzazione sui siti Unesco italiani, che fanno già parte del programma dell’esame nazionale di abilitazione.

La previsione di 300 ore di formazione specialistica pone quindi una questione concreta sul livello di approfondimento richiesto alle aspiranti guide durante l’esame. Il programma individua gli argomenti da conoscere; occorre però definire fino a quale livello debbano essere approfonditi ai fini dell’abilitazione, soprattutto quando gli stessi ambiti possono essere successivamente oggetto di percorsi specialistici così articolati.

I rilievi di Agt

Nel 2026 il programma analitico dell’esame, insieme a criteri e griglie, è stato pubblicato il 20 maggio, quando le candidature si erano già chiuse il 19 maggio. La prova scritta si è svolta il 5 giugno. Tra la pubblicazione del programma analitico e lo scritto sono trascorsi circa quindici giorni.

Il ministero non ha fornito una bibliografia ufficiale di riferimento, né un elenco nazionale di testi, cataloghi, banche dati e fonti attraverso cui delimitare la preparazione. Inoltre, non è stato indicato preventivamente neppure il livello di approfondimento richiesto sulle singole voci.

Ogni candidato ha quindi dovuto costruire autonomamente una parte sostanziale del proprio percorso di studio: individuare le fonti, valutarne l’attendibilità, scegliere i manuali, stabilire quanto approfondire ogni argomento e, quando possibile, ricorrere a corsi di preparazione.

La stessa legge istitutiva del Fondo prevede, accanto alla formazione e all’aggiornamento dei professionisti già occupati, la formazione di nuove figure professionali e l’inserimento di altri professionisti del settore nel mercato del lavoro.

Per le aspiranti guide, l’ingresso nel mercato del lavoro passa necessariamente dal superamento dell’esame. Il percorso gratuito finanziato dal Mitur rappresenta un’opportunità concreta per chi viene ammesso. Il numero limitato di posti non consente però di raggiungere le migliaia di candidati che devono prepararsi alla stessa procedura nazionale.

Le proposte di Agt

“Ministero e Regioni – sollecita Agt – potrebbero organizzare percorsi gratuiti di preparazione, con standard nazionali comuni e approfondimenti dedicati ai diversi territori. La formazione a distanza permetterebbe di raggiungere candidati in tutta Italia senza limitare l’accesso a poche decine di posti e i materiali prodotti potrebbero essere aggiornati e utilizzati anche nelle successive sessioni d’esame. Si costruirebbe così un patrimonio formativo pubblico permanente, riducendo differenze che oggi dipendono dal reddito disponibile per corsi preparatori e manuali, dal tempo a disposizione, dalla formazione precedente e dalla capacità individuale di reperire fonti attendibili”.

Il Coordinamento Agt, quindi, chiede nuovamente che, dalla prossima procedura, programma analitico, bibliografia ufficiale, fonti ufficiali, criteri e griglie siano pubblicati contestualmente al bando, insieme a indicazioni chiare sul livello di approfondimento richiesto e con tempi realmente compatibili con la preparazione.

“Sarebbe inoltre opportuno – si legge nella nota Agt – destinare una parte delle risorse pubbliche per la formazione delle guide a strumenti e percorsi accessibili a tutti gli aspiranti, chiamati a sostenere un esame nazionale pubblico per il quale versano al ministero anche una quota di partecipazione. Favorire l’ingresso di nuovi professionisti nel settore significa garantire strumenti adeguati per affrontare la procedura pubblica attraverso cui possono conseguire l’abilitazione. Su questa base possono svilupparsi l’aggiornamento e l’alta specializzazione dei professionisti già abilitati”.

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