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I dieci comandamenti
del ministro Mazzi

Ministro Mazzi foto presa dal profilo facebook

Un programma che fa il verso addirittura ai kolossal biblici. Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, diffonde i dieci comandamenti del turismo italiano nel corso dell’audizione a Commissioni riunite Attività produttive Camera e Industria al Senato. Nel discorso del titolare di Villa Ada trovano posto altri mille argomenti, in parte già affrontati: dai numeri del 2025 al Mice, dalla «più grande ciclovia d’Europa» all’America’s Cup, dal nuovo bando guide agli investimenti per le aree interne.

Poi dà appuntamento a tutti il 27 settembre, Giornata Mondiale del Turismo, quando «racconteremo perché questo settore è industria».

Su il sipario.

I DIECI COMANDAMENTI

Ecco il prologo, poi le tavole della legge. «Ho davanti forse un anno di lavoro intenso: non abbastanza per promettere tutto, ma sufficiente per imprimere una direzione chiara, consolidare ciò che funziona e lasciare al Paese strumenti più forti, più stabili, più moderni. Questo è ciò che riguarda il breve e medio termine, consentitemi ora il sogno».

E il “sogno” sono i dieci comandamenti, «la visione che intendo portare avanti per un turismo all’altezza dell’Italia». Et voilà.

1. Attrarre investimenti privati con incentivi certi;

2. Creare una finanza specializzata;

3. Ridurre la stagionalità rafforzando le imprese;

4. Accelerare l’uso della tecnologia e dell’Ai per aumentare la competitività;

5. Mettere al centro i lavoratori;

6. Sviluppare nuovi mercati e nuovi turismo;

7. Rendere più strategica la promozione internazionale;

8. Investire nel sud;

9. Garantire la sostenibilità del settore;

10. Garantire stabilità del settore e ottenere una linea europea di bilanci specifica.

UNA CRESCITA A RITMI RECORD

Un breve ripasso del 2025, prima di guardare al travel che verrà. «Oggi – ha sottolineato Mazzi – il turismo italiano corre a ritmi da record. I dati della Banca d’Italia sul turismo internazionale segnano un traguardo storico: nel 2025, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha sfiorato il tetto dei 57 miliardi di euro, registrando un aumento del 4,8%. Il dato più rilevante riguarda la bilancia dei pagamenti: il saldo netto tra la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia e quella degli italiani all’estero ha generato un avanzo record di quasi 23 miliardi, circa l’1% del Pil nazionale».

E non finisce qui. «I numeri – ribadisce il ministro – confermano che la macro-industria del turismo, motore del terziario e dell’economia dei servizi, è in pieno fermento e continua a crescere. Nel 2025 abbiamo registrato nuovi record: 477 milioni di presenze e oltre 185 milioni di arrivi, come attestato rispettivamente da Istat e dal ministero dell’Interno».

Ma è ora di fare un tuffo nel presente e le soddisfazioni non mancano: «Anche per l’estate del 2026 l’Italia si conferma regina europea del turismo, registrando un tasso di saturazione Ota (51,2%), superiore a quello di competitor come Spagna e Francia, ferme rispettivamente al 42,8% e 32,9%, e una tariffa media (153 euro) più bassa rispetto a Spagna (170) e Grecia (195), in base all’Ufficio di Statistica del ministero».

Saliamo sul Viminale: «Nel primo semestre 2026 – osserva Mazzi – notevole incremento del turismo in Italia, la crescita complessiva degli arrivi è +4,43% rispetto a un anno fa. Per la componente domestica+1,97 degli arrivi. Invece, per quelli dall’estero +6,45% rispetto al 2025. Attese ulteriori impennate sia della componente domestica che degli arrivi dall’estero, in particolare dagli altri Paesi europei, complice la crisi mediorientale».

Liete note anche dal turismo congressuale: secondo la classifica Icca (International Congress and Convention Association) 2025 l’Italia è al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per congressi ospitati, con un impatto economico diretto di quasi 15 miliardi di euro.

Nulla di sorprendente, fa capire Mazzi, l’appeal per l’Italia lievita sempre di più: «Il 54% degli europei la indica come destinazione preferita per le vacanze estive 2026: davanti alla Spagna, ferma al 51%, e con un vantaggio ancora più marcato su Grecia e Francia, rispettivamente al 46% e al 41%».

GREENTOUR E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA

Un breve passaggio su una situazione già nota, il progetto GreenTour: «Un’industria vera non vive di bonus occasionali – nota il ministro – ma di certezze su cui pianificare il futuro. La nostra risposta è l’avvio del Fondo GreenTour da 109 milioni di euro, nato per accompagnare la transizione ecologica delle imprese, finanziando l’efficienza energetica e l’abbattimento dei consumi attraverso dei contratti di sviluppo di taglia media».

Per liberare l’infinito potenziale dell’industria turistica la semplificazione amministrativa è una priorità assoluta, puntualizza l’inquilino di Villa Ada: «Dobbiamo abbattere gli oneri burocratici e sanare le storiche duplicazioni procedurali, restituendo alle nostre imprese la competitività che meritano sui mercati internazionali. Nei prossimi mesi promuoveremo un radicale intervento di snellimento amministrativo nel settore. Meno carte, più cantieri, più efficienza: questa è la politica industriale che applichiamo al turismo».

CONTRATTI, STRAORDINARI E STAFF HOUSE

Capitolo lavoro. E qui Mazzi sale di tono: «Nel turismo, l’industria dei servizi per eccellenza, servire non è un mestiere subordinato, è una nobile arte. Per difendere questo capitale umano e azzerare la carenza di personale, abbiamo messo in campo una strategia sociale senza precedenti. Con il recente Decreto Lavoro dello scorso Primo Maggio, abbiamo svincolato i rinnovi contrattuali del comparto da rigidi automatismi burocratici, restituendo centralità alla contrattazione collettiva».

E ancora: «In Legge di Bilancio abbiamo blindato il trattamento integrativo per il lavoro notturno e straordinario festivo. Una misura di enorme successo che vogliamo rendere definitivamente strutturale a tutela dei lavoratori di hotel, ristoranti e stabilimenti termali».

«Ma la vera svolta sociale di questo ministero – sottolinea con orgoglio – è la risposta all’emergenza abitativa. Attraverso il nuovo Piano Casa, per la prima volta i lavoratori stagionali hanno un accesso prioritario ai programmi di edilizia integrata. A questo si aggiunge la misura più innovativa, il piano Staff House da 120 milioni di euro».

A proposito di lavoro, novità anche sulle guide turistiche: «Abbiamo disposto un nuovo bando per contrastare il crescente fenomeno dell’abusivismo garantendo l’equilibrio di una professione in continua crescita».

PIÙ IMPULSO ALLA DIGITALIZZAZIONE

Con l’Accordo di sviluppo e coesione del Mitur l’obiettivo è «destinare 121 milioni di euro per programmi di potenziamento e di valorizzazione dell’offerta turistica sull’intero territorio nazionale, aree interne e isole minori, secondo alcune direttrici prioritarie, come la digitalizzazione dell’ecosistema di settore, prioritariamente per il turismo organizzato, e la promozione di investimenti orientati ai principi di accessibilità universale, inclusività e sostenibilità ambientale e sociale».

Ma la sfida strategica, dice Mazzi, è l’intelligenza artificiale. «Dobbiamo implementarla nel turismo per potenziare un settore che già oggi restituisce 2,4 euro per ogni euro investito e per affiancare l’operatore nella migliore gestione e organizzazione del lavoro. Secondo i dati della Fondazione Tor Vergata gli investimenti in Ai sul turismo italiano genereranno un impatto tra i 6 e i 7 miliardi di dollari, con 2 miliardi all’anno di maggiore produttività».

Inoltre, «mettere a sistema le tecnologie di frontiera significa, entro il 2030, aumentare la spesa turistica fino al 10%, tagliare del 20% i costi operativi delle imprese, alleggerire del 20% i flussi nelle aree sovraffollate e far crescere del 25% la soddisfazione dei clienti. Dpo il progetto preparatorio Dates, l’Unione europea ha aperto la fase attuativa con il programma Deploytour e il nostro ministero ha assunto ufficialmente il coordinamento strategico a livello europeo. L’Italia vuole dettare l’agenda della futura strategia europea per il turismo sostenibile».

IL TURISMO CULTURALE VALE 56 MILIARDI

Il turismo culturale è la leva primaria dell’attrattività italiana per i visitatori domestici e, soprattutto, per chi arriva dall’estero. «I dati sono eloquenti – spiega Mazzi – secondo Unioncamere genera in Italia oltre 56 miliardi di euro, pari a circa il 52% dell’indotto complessivo del settore. Quasi il 60% dei viaggiatori stranieri sceglie l’Italia per interessi culturali, con una spesa superiore ai 19 miliardi di euro nelle sole città d’arte».

Circoletto rosso intorno all’intrattenimento e al sistema dello spettacolo dal vivo, che nel 2025 hanno ulteriormente consolidato il proprio peso economico per il Paese, con una spesa complessiva di 4,3 miliardi di euro (+7%) a fronte di volumi stabili: 3,34 milioni di eventi e 253 milioni di spettatori. I concerti superano per la prima volta il miliardo di euro.

Da non dimenticare l’apporto del turismo del cinema, strumento ideale per la delocalizzazione dei flussi verso territori meno noti e meno intercettati dal turismo di massa: film, serie tv e contenuti audiovisivi sono tra i veicoli più efficaci di promozione delle mete. «Per questo intendiamo trasformare i set cinematografici in una porta d’accesso ai territori meno conosciuti d’Italia, in particolare borghi, aree interne».

A proposito di aree interne, tra gli interventi principali figurano, su una dotazione complessiva di 34 milioni di euro per il triennio 2023-2025, 27 progetti, 100 Comuni coinvolti e oltre 31 milioni concessi dei quali 10.5 già liquidati e il Fondo per i siti Unesco e le città creative (75 milioni di euro).

A questi si aggiungono i nuovi investimenti del Fondo per lo sviluppo infrastrutturale, pari a 320 milioni di euro per il periodo 2027-2036, di cui 88,8 milioni destinati ai piccoli comuni turistici e 66,6 milioni alle isole minori

TRA CICLOVIE E CAMMINI

«Il turismo lento e del benessere appare sempre più rilevante nello sviluppo turistico globale, specie dopo il Covid – afferma Mazzi – Non a caso, attraverso il Fondo per i cammini, il ministero ha investito 40 milioni per migliorare fruibilità e sicurezza dei percorsi, valorizzare gli immobili pubblici lungo i tracciati e promuovere l’offerta turistica e realizzerà la più grande ciclovia d’Europa con il Giro d’Italia nei borghi».

A questi interventi si affianca il «Catalogo dei cammini spirituali, che raccoglie 123 cammini per quasi 30mila chilometri di rete. Nel 2025 abbiamo lavorato all’installazione della connettività wifi gratuita sui principali cammini spirituali – Via Francigena, Cammino di Benedetto e Cammino di Francesco – e nel 2026 è stata approvata la prima legge sui Cammini d’Italia che li riconosce come infrastrutture turistiche, culturali e ambientali».

Ma nel 2026 cadono anche le celebrazioni per gli «800 anni dal transito di San Francesco. Il prossimo 30 luglio sarà annunciata ufficialmente la nascita de “Il Cammino di Francesco – il Cammino del Sole”, accompagnata da una strategia integrata di comunicazione con le regioni coinvolte».

«Il 16 ottobre – annuncia il ministro – lanceremo il Cammino di Giovanni Paolo: un progetto condiviso tra Italia e Polonia per valorizzare, in chiave culturale, religiosa e turistica, i luoghi legati alla vita e ai percorsi reali di Papa Wojtyla»

TRA GIOCHI DEL MEDITERRANEO E AMERICA’S CUP

Per la serie grandi eventi crescono, a breve via ai Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto dal 1° agosto al 3 settembre 2026. Ma soprattutto sale l’attesa per l’America’s Cup di vela a Napoli nel 2027, che potrà generare un impatto di quasi 690 milioni di euro nel breve periodo e fino a un miliardo e mezzo nei 5 anni successivi generando 11mila posti di lavoro. Secondo le stime Luiss l’evento produrrà 370 milioni di euro di spesa turistica diretta».

APPUNTAMENTO A SETTEMBRE

Per confermare la centralità del turismo nelle politiche del governo, Mazzi rimanda tutti a settembre. «Stiamo organizzando insieme al Sole 24 Ore un grande appuntamento per il 27 settembre, Giornata Mondiale del Turismo, dal titolo “Perché il turismo è industria strategica“. Chiameremo i principali protagonisti della filiera turistica e dei comparti collegati a spiegare perché il turismo produce valore industriale, occupazione qualificata, investimenti e competitività per l’intero sistema Paese. Da quel confronto nascerà un documento programmatico che porteremo nelle sedi nazionali ed europee».

«L’obiettivo – conclude Mazzi – è fissare un principio non più rinviabile: il turismo deve pesare nei bilanci pubblici e nelle politiche industriali in proporzione al valore economico, sociale e territoriale che genera. In quella sede ribadiremo il binomio turismo-cultura come asse strategico dell’Italia: il nostro patrimonio è identità, è potere attrattivo, capacità di generare flussi, moltiplicatore economico e leva di prestigio internazionale».

Da un diluvio di parole ci si attende una precisa corrispondenza dei fatti. Tempus fugit, bisogna andare di corsa. Perché il travel non aspetta.

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