Per il Mice la stagione 2025 è stata caratterizzata da una buona tenuta generale, con l’ottima notizia di una crescita degli eventi associativi esteri. In estrema sintesi, i numeri del comparto, contenuti nell’Osservatorio sul Turismo Congressuale, sono rassicuranti: nel 2025 si sono tenuti in Italia 365mila eventi (+0,6%) con 28,6 milioni di partecipanti per un totale di 509mila giornate congressuali, pari a un valore economico generato di 13,1 miliardi di euro.
Complessivamente il comparto registra una crescita del +6,4% negli ultimi tre anni del post pandemia, comunque caratterizzati da forti turbolenze internazionali.
Sono dati salienti ma confortanti come ha avuto modo di evidenziare Gabriella Gentile, presidente di Federcongressi&Eventi: «C’è un soft power del settore che è di grande rilevanza perché, nel cercare sempre qualcosa di diverso e aggiungere valore esperienziale, si scoprono nuovi territori e nuove location. I congressi sono anche veicolo di diplomazia culturale e scientifica».
«Ricordiamoci – ha sottolineato Gentile – che quando le persone si incontrano nei congressi e negli incentive, si scambiano cultura e informazioni. Oggi siamo di fronte anche all’attivazione di nuovi servizi per congressi ed eventi: un fattore di cambiamento non certo marginale. Ora però è anche tempo di investimenti per nuovi centri congressi e per la riqualificazione di strutture congressuali costruite negli anni ’70 e ’80. Una sfida che dobbiamo cominciare a fronteggiare. Poi c’è il passaggio della promozione, con il lavoro coordinato dei Convention Bureau nazionale e locali, un tema da sviluppare con un dialogo costante. E dobbiamo anche poter contare su persone con competenza, conoscenza e motivazione adeguate: in sintesi, investimenti, promozione e formazione».
«La crescita di questi ultimi 4 anni – ha concluso Gentile – segna un percorso di tendenza in un periodo non facile e di grandissima incertezza, credo che vada visto come una grande risultato perchè testimonia la capacità di resilienza e di innovare di tutto il nostro settore. Abbiamo colto nuove sfide, le nuove esigenze della domanda».
Positivo il sentiment anche in Confindustria, come ha rilevato Leopoldo Destro, vice presidente Confindustria per trasporti, logistica e turismo: «Il settore congressuale è oggi solido e strategico perché mette a terra due delle “D” essenziali per il nostro comparto, ovvero destagionalizzazione e diversificazione dell’offerta turistica italiana ed è un punto di contaminazione importante per l’attrattività del nostro Paese tra gli stranieri. Il rapporto Oice disegna dunque un comparto solido, cresciuto negli ultimi tre anni e già proiettato nel futuro dove ci sarà bisogno di investire sulla terza D, la dimensione, ovvero la necessità di consolidare questo comparto: il sistema italiano nel turismo risulta purtroppo molto frammentato. Basti pensare che nell’alberghiero solo il 6% del patrimonio ricettivo appartiene a catene. Ci vuole ora un forte impegno per mettere a terra una pianificazione del governo e Confindustria è pronta a fare la sua parte. Ci vogliono politiche pubbliche stabili, semplici, perché il mondo evolve. Digitalizzazione, riqualificazione delle strutture, efficienza energetica, formazione del personale sono le priorità nella road map futura del comparto».
Da parte sua Massimo Caputi, presidente Federturismo ha osservato: «È bene ribadire ancora una volta che il turismo è un’industria ed è importante ribadirlo perché la stagione inizia a gennaio e si conclude a fine dicembre, perché ci sono tanti turismi. Gli eventi e i congressi sono un asse portante e nei prossimi giorni uscirà il decreto attuativo sui Contratti di Filiera che permetterà di pianificare contratti di sviluppo per il settore».
Nella breve disamina dell’Osservatorio Roberto Nelli ha illustrato l’andamento nel medio-lungo termine dell’intero comparto: «C’è una nuova fase di maturità, un nuovo equilibrio. Il rimbalzo post pandemico si è ormai attenuato. La meeting industry è stabile e riguardo ai trend per il lungo periodo si va verso un consolidamento come si percepiva nel 2019, poco prima del Covid. Ora sono cambiati gli eventi, sempre più esperienziali e immersivi, Ma anche la geometria, ovvero le dimensioni e le partecipazioni».
Nel 2025 la meeting industry ha generato una spesa complessiva dei partecipanti pari a circa 9,3 miliardi di euro e con una spesa pro capite per ogni giorno di congresso di 312 euro, +3,7%. Quindi ciascun partecipante ha lasciato sul territorio un valore superiore al periodo pre-pandemia.
Nell’estrema eterogeneità della meeting industry vale la pena sottolineare che stanno crescendo soprattutto gli eventi internazionali (+13%) rispetto a quelli nazionali e locali. Così come gli eventi associativi (dal 21 al 24%) e quelli istituzionali (dal 12 al 14%), mentre diminuiscono gli eventi aziendali (dal 65 al 61%). Gli incentive rimangono stabili.
La durata media degli eventi congressuali diminuisce e anche il numero dei partecipanti in presenza tende a ridursi dal 79 al 78%. Ma questo dato non deve preoccupare, perché si fanno sempre più eventi ibridi, con partecipazione anche da remoto. Nella mappatura geografica il nord Italia detiene il primato con il 59% di share degli eventi su base nazionale ed è molto solido come mercato, con una significativa crescita del nordest rispetto al nordovest che comunque continua a primeggiare.
Il centro Italia, col 22% di share, si presenta con due poli come Roma e Firenze, che assicurano all’area un forte profilo internazionale. Anche in questa macro regione diminuiscono i partecipanti (-6%). Il sud Italia concentra il restante 14% delle sedi e degli eventi, con buone potenzialità per il futuro. Anche qui le presenze sono diminuite.
Infine per le isole, con le problematiche legate alla logistica e ai collegamenti, si può puntare su un suo buon posizionamento futuro: nel 2025 va registrata comunque una sia pur lieve crescita, +0,4% mentre più vistosa di altre aree italiane la diminuzione dei partecipanti (-7%).
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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