Iata, ad agosto è calata anche la domanda aerea domestica

01 Ottobre 13:14 2021 Stampa questo articolo

Picco estivo deludente per il trasporto aereo soprattutto sul fronte dei mercati nazionali. Nel confronto con il mese di agosto 2019, periodo pre pandemico, la differenza è fin troppo eclatante, con una domanda totale di viaggi aerei che ad agosto 2021 – misurata in ricavi passeggeri chilometri o Rpk – è diminuita del 56%. Questo ha segnato un rallentamento rispetto a luglio scorso, quando la domanda era del 53% inferiore rispetto a luglio di due anni fa. Tutti dati che preoccupano perché quello domestico era stato l’unico bacino ad aver contenuto, anche se di poco, i devastanti danni dell’emergenza sanitaria sia nel 2020, che nei primi mesi del 2021.

Iata, dunque, certifica un vistoso rallentamento della domanda aerea poiché le azioni del governo in risposta alle preoccupazioni sulla variante Delta del Covid-19 hanno ridotto profondamente la domanda di viaggi interni.

Una perdita d’utenza interamente derivante dai mercati domestici, in calo del 32,2% rispetto ad agosto 2019, un forte peggioramento rispetto a luglio 2021, quando il traffico era diminuito del 16,1% rispetto a due anni fa. L’impatto peggiore è stato in Cina, mentre India e Russia sono stati gli unici grandi mercati a mostrare un sia pur marginale incremento di mese in mese rispetto a luglio 2021.

Lieve miglioramento – sempre secondo Iata – nella domanda di viaggi internazionali che in agosto hanno fatto segnare un -69% (sempre rispetto allo stesso mese del 2019) con un calo più contenuto rispetto al luglio scorso quando la diminuzione aveva toccato il -73%.  Nello specifico, tutte le regioni del mondo hanno mostrato questo miglioramento nei viaggi aerei internazionali attribuibili all’aumento dei tassi di vaccinazione e alle restrizioni ai viaggi internazionali meno stringenti in alcune regioni.

«I risultati di agosto – commenta Willie Walsh, direttore generale di Iata – riflettono l’impatto delle preoccupazioni sulla variante Delta sui viaggi nazionali, anche se i viaggi internazionali sono proseguiti seppur molto lentamente verso una piena ripresa che però non potrà avvenire, finché i governi non ripristineranno la libertà di viaggiare. A tale proposito, il recente annuncio degli Stati Uniti di revocare le restrizioni di viaggio dall’inizio di novembre ai viaggiatori completamente vaccinati è un’ottima notizia e porterà certezza in un mercato chiave. Ma le sfide rimangono: le prenotazioni di settembre indicano un deterioramento della ripresa internazionale e questa è una brutta notizia se si considera che si sta entrando nel quarto trimestre, tradizionalmente il più debole dell’anno operativo».

Per tornare al consuntivo di agosto e alla ripartizione per macro aree del mondo, il peggior risultato nella domanda aerea si è avuto nella regione Asia-Pacifico con un -93%, mentre più contenuto si è rivelato il calo (-55%) in Europa e nel Nordamerica (-59%).

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Andrea Lovelock
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