Il MacBook che non può volare: scatta il divieto

Il MacBook che non può volare: scatta il divieto
04 Settembre 12:28 2019 Stampa questo articolo

Prima l’annuncio di Apple, poi il divieto imposto dalla Federal Aviation Administration (Faa) negli Stati Uniti, e infine le contromisure di alcune compagnie aeree. Si espande il perimetro del divieto di portare a bordo degli aerei alcuni modelli dei portatili MacBook Pro (versioni acquistate tra il 2015 e 2017). È stato infatti appurato che questi apparecchi hanno seri problemi di surriscaldamento e potrebbero causare incendi a bordo degli aerei. Il divieto, in seguito all’annuncio emesso da Apple circa un mese fa che evidenziava il problema, ha messo in moto la Faa e la sua omonima europea (Easa) che hanno di fatto messo in guardia le compagnie aeree sul pericolo di trasportare i portatili.

I primi vettori a prendere la decisione di proibire l’imbarco dei MacBook Pro sono stati Tui Group Airlines, Thomas Cook Airlines, Air Italy e Air Transat, seguite poi da Singapore Airlines, Qantas e Virgin Australia. Presto, però, anche altre aerolinee adotteranno questa misura per la sicurezza a bordo.

Un provvedimento al quale ha fatto seguito la decisione di Apple di richiamare i Mac per sostituire la batteria incriminata. In una nota diramata nei giorni scorsi la Apple precisa che “si tratta di un numero limitato di unità MacBook Pro da 15 pollici di generazioni meno recenti, con  la batteria che potrebbe surriscaldarsi e comportare un rischio di incendio. Le unità interessate sono state vendute prevalentemente tra settembre 2015 e febbraio 2017 e l’idoneità del prodotto è determinata dal relativo numero di serie. La sicurezza dei clienti è sempre la massima priorità per Apple, che ha volontariamente deciso di sostituire gratuitamente le batterie interessate”.

I passeggeri che possiedono questo tipo di laptop non possono quindi imbarcarlo come bagaglio a mano, ma spedirlo, spento, nel bagaglio che va in stiva. Anche se il provvedimento è temporaneo, Air Italy ha evidenziato sul proprio sito un annuncio specifico: “se il device viene imbarcato, al passeggero deve essere chiesto di tenerlo spento, di non usarlo e neppure di metterlo in carica. Inoltre, in generale, i passeggeri sono tenuti a informare immediatamente gli assistenti di bordo quando un device è danneggiato, si surriscalda, produce fumo, viene smarrito o se scivola inavvertitamente tra le pieghe della poltrona”.

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Andrea Lovelock
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