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Il timido ritorno dei 737 Max

Riparte da Dubai la storia dei 737 Max di Boeing, aeromobili bloccati da marzo scorso dopo i due tragici eventi dei voli Ethiopian e Lion Air. Riparte con timidezza dal Dubai Air Show, conclusosi giovedì scorso, con una serie di ordini (o intenzioni) che stanno riportando la fiducia nel settore del trasporto aereo verso i velivoli Boeing, insieme alla quasi certezza di un ritorno nei cieli previsto per gennaio 2020. Da Iag a Sun Express fino a d Air Astana, la casa costruttrice di Seattle incassa i primi attestati di fiducia che dovrebbero fare da apripista, poi, alla corposa ripresa di ordine e consegne.

SunExpress, compagnia controllata da Lufthansa e Turkish, ha infatti annunciato l’esercizio dell’opzione per l’acquisto di altri dieci Boeing 737 Max 8 per un valore di circa 1,2 miliardi di dollari. L’ordine va integrare la commessa precedente di 32 aeromobili dello stesso tipo. Poche ore dopo è stato il turno della compagnia kazaka Air Astana, invece, che ha firmato una lettera d’intenti per un ordine di 30 velivoli 737 Max 8 per un valore totale di 3,6 miliardi di dollari. Gli aeromobili Boeing serviranno principalmente a creare la flotta di base di FlyArystan, la costola low cost di Air Astana lanciata lo scorso maggio.

«Sin dal suo debutto a maggio di quest anno, FlyArystan ha superato tutte le aspettative ed è chiaro che il trasporto low cost ha un grande futuro in Kazakistan e nell’Asia centrale – ha commentato Peter Foster, presidente e ceo di Air Astana – Abbiamo un solido rapporto con Boeing sin da quando la compagnia aerea ha iniziato a volare nel 2002 con una coppia di 737-NG. Crediamo che il Max fornirà una robusta piattaforma per la crescita di FlyArystan in tutto il Paese, una volta che l’aereo sarà tornato in servizio con successo».

Ma il conteggio non finisce qui: a giugno scorso, infatti, Iag (holding che include Iberia, British, Vueling, Aer Lingus, Level e sta acquisendo Air Europa) aveva annunciato durante il Paris Air Show una lettera d’intenti per un maxi ordine di 200 aeromobili. L’accordo, ancora non concluso, ma in via di definizione avrebbe un valore di oltre 24 miliardi di dollari e prevede un mix tra il Max 8 e il più grande Max 10.

Il nullaosta da parte della Faa, previsto entro la fine del 2019, arriverà dopo che Boeing ha lavorato alla riprogettazione del software che gestisce il Maneuvering Characteristics Augmentation System (Mcas), il sistema di potenziamento delle caratteristiche di manovra, che ha provocato le criticità di assetto di volo causando la perdita di controllo nel caso dei due incidenti.

Attualmente sono 393 i 737 Max fermi appartenenti alle diverse compagnie aeree che lo avevano inserito nelle proprie flotte prima degli incidenti. Nel frattempo, i ritardi accumulati nelle consegne hanno indotto alcuni vettori a rivedere gli ordini, ma nessuna compagnia aerea, finora, ha ufficialmente avviato gli annullamenti, come spesso hanno inacciato di fare.

Le nuove consegne dei velivoli Max , secondo quanto annunciato da Seattle, dovrebbero però riprendere già dal mese di dicembre – una volta ottenuta la nuova licenza da parte della Federal Aviation Authority Usa, che aveva messo a terra l’aeromobile  – dopo i due incidenti mortali capitati a Ethiopian Airlines e Lion Air.

Nel frattempo, sempre da Dubai, Boeing ha incassato anche un nuovo ordine da Emirates per l’ acquisto di 30 aerei 787-9 Dreamliner, del valore di 8,8 miliardi di dollari. Non sono i 737 Max, certo, ma è un ulteriore iniezione di fiducia per la macchina produttiva di Boeing che, dopo un 2019 tutt’altro che positivo, vede per il 2020 i primi segnali di ripresa.

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