Il Marocco ha molto da offrire anche oltre le sue destinazioni più celebri. Tangeri e Rabat ne sono un esempio: la prima cosmopolita, crocevia di culture e porta d’Africa; la seconda elegante capitale imperiale, dove storia e modernità convivono. Le abbiamo scoperte in un press trip organizzato dall’Ente Nazionale del Turismo del Marocco, tra patrimonio culturale, tradizioni ed esperienze a contatto con la popolazione locale.
Eclettica Tangeri
Il viaggio prende il via a Tangeri, città adagiata ad anfiteatro sul suo golfo, a soli 16 chilometri dalle coste spagnole. Situata sullo Stretto di Gibilterra, è da sempre un crocevia culturale: fenici, cartaginesi, romani, arabi, portoghesi, spagnoli e inglesi vi hanno lasciato la propria impronta.
Nel Novecento questa vocazione cosmopolita l’ha resa rifugio e fonte d’ispirazione per artisti e intellettuali come Paul Bowles, Eugène Delacroix, Henri Matisse e William Burroughs.
Dopo il trasferimento dall’aeroporto Ibn Battouta, raggiungiamo l’Hotel Barceló Tanger, struttura moderna affacciata sulla baia, in posizione strategica per esplorare il centro storico e il volto contemporaneo della città.
La prima escursione ci porta alle Grotte di Ercole, dove, secondo la leggenda, l’eroe greco si sarebbe riposato prima di una delle sue fatiche. A colpire è la grande apertura naturale verso l’Atlantico: vista dall’interno, la roccia disegna una sagoma che ricorda l’Africa e incornicia le onde. Poco distante, il faro di Cap Spartel domina il promontorio dove Mediterraneo e Atlantico si incontrano idealmente. Davanti a quel panorama si comprende perché Tangeri sia stata per secoli una porta tra continenti.
Tornati in città, ci addentriamo nella Kasbah, il quartiere fortificato che sovrasta la medina. La luce si riflette sulle pareti bianche, le porte colorate interrompono la continuità dei vicoli e, tra una casa e l’altra, appare uno scorcio di mare. Passiamo accanto all’antico palazzo del sultano, risalente al XVII secolo e oggi sede museale.
È la Tangeri più autentica, da esplorare senza fretta tra botteghe, ingressi decorati e vita quotidiana che scorre. Mentre percorriamo salite e passaggi stretti, ci sorprende il contrasto tra la tranquillità di alcuni luoghi e il brusio delle strade più frequentate: basta svoltare angolo per cambiare completamente scena.
Esperienze immersive
Per cogliere davvero lo spirito di una destinazione, la cultura gastronomica rappresenta una chiave di lettura fondamentale. La nostra immersione nei sapori locali avviene presso Blue Door Cuisine, scuola di cucina situata tra il porto e il Gran Socco.
Sotto la guida esperta delle ragazze di Blue Door, partecipiamo a una cooking class coinvolgente: prepariamo la tradizionale tajine di pesce, mettiamo le mani in pasta per la panificazione e assistiamo alla solenne cerimonia del tè alla menta, apprendendone i segreti e i gesti rituali.
La mattinata culmina in un pranzo conviviale dove degustiamo quanto cucinato insieme: un’attività esperienziale dal forte valore aggiunto dove ci siamo divertiti tutti e abbiamo apprezzato la professionalità e l’accoglienza dello staff.
Dopo la cooking class rientriamo in hotel, prima di immergerci nella vivace vita notturna di Tangeri. La nostra serata prosegue al Safran by Kôya Tanger, ristorante nella moderna Tanja Marina Bay, dove i piatti della tradizione marocchina, come tajine, cous cous e pastilla, incontrano influenze mediterranee.
Tra percussioni, sassofono e danze orientali, la cena si trasforma in uno spettacolo che ci svela il volto più sofisticato e festoso della città.
A Rabat in alta velocità
L’indomani lasciamo Tangeri dalla stazione di Tanger Ville. A bordo di Al Boraq, il treno ad alta velocità, raggiungiamo la capitale Rabat in un’ora e 22 minuti. Il servizio, confortevole e con partenze frequenti, permette di combinare le due città evitando lunghi spostamenti su strada.
Rabat ci accoglie con grandi viali, edifici istituzionali e un ritmo diverso.
È la capitale politica del Marocco, ma anche una delle quattro città imperiali, insieme a Fès, Meknès e Marrakech. Il primo appuntamento, prima delle visite, è un pranzo a base di cous cous nel ristorante dell’hotel a cinque stelle Maison Arabe. Più del piatto ci rimane impressa la location: gli ambienti eleganti, i richiami all’architettura tradizionale e i dettagli dell’arredo ci immergono nell’atmosfera marocchina. È una sosta che dà il tono alla giornata. Dopo pranzo, riprendiamo il nostro itinerario e raggiungiamo uno dei luoghi più emblematici di Rabat: il complesso monumentale della Torre Hassan e del Mausoleo di Mohammed V.
La Torre Hassan, costruita a partire dal XII secolo durante la dinastia Almohade, avrebbe dovuto essere il minareto di una grandiosa moschea mai completata. Oggi si erge maestosa accanto alle colonne dell’antico progetto, creando uno scenario di grande suggestione.
Poco distante, il Mausoleo di Mohammed V custodisce le tombe del sovrano e dei suoi figli, tra cui re Hassan II. A colpire sono soprattutto la raffinatezza delle decorazioni, i mosaici geometrici, i marmi e i dettagli intagliati, testimonianza della straordinaria maestria degli artigiani marocchini.
La visita prosegue verso Chellah, uno dei siti archeologici più affascinanti del Paese. Varcato l’ingresso monumentale, ci ritroviamo in un luogo dove natura e storia si intrecciano. Tra giardini, antiche mura e rovine emergono le testimonianze della città romana di Sala Colonia e della successiva necropoli medievale islamica. Passeggiare tra questi resti significa attraversare idealmente secoli di storia, in un’atmosfera sospesa, lontana dal movimento della città contemporanea.
L’ultima tappa della giornata è il Palazzo Reale, preceduto dall’ampia piazza del Méchouar. Qui Rabat mostra il suo volto più istituzionale e solenne. Il complesso, residenza ufficiale del sovrano, rappresenta uno dei principali simboli della monarchia marocchina e offre un’ulteriore chiave di lettura della storia e dell’identità del Paese.
Parentesi di benessere
Durante il soggiorno a Rabat siamo stati ospiti del Dawliz Rabat Art & Spa, hotel cinque stelle situato sulle rive del fiume Bouregreg, il corso d’acqua che separa Rabat dalla vicina città di Salé. La struttura unisce ospitalità di alto livello, benessere e attenzione all’arte, offrendo una prospettiva privilegiata sul paesaggio urbano della capitale. Particolarmente suggestiva è la vista sul fiume e sullo skyline cittadino, dove monumenti storici e architetture contemporanee convivono.
Da una parte si distingue la Torre Hassan, simbolo del passato della capitale; dall’altra cattura lo sguardo l’avveniristico Théâtre Royal de Rabat, uno dei più grandi teatri dell’Africa e del mondo arabo, progettato dallo studio Zaha Hadid Architects. E, dopo una giornata trascorsa a esplorare la città, ci concediamo un massaggio nella Spa dell’hotel. Un’esperienza rigenerante, che ci permette di rallentare e dedicarci un po’ di tempo, lasciandoci alle spalle il ritmo delle visite. Una parentesi di benessere che arricchisce ulteriormente il viaggio.
La medina più autentica
L’ultimo giorno è dedicato alla scoperta della Rabat più intima. Meno spettacolare di Fès e decisamente meno affollata di Marrakech, la medina di Rabat conquista per il suo fascino discreto e la sua autenticità. Cinta dalle imponenti mura e accessibile attraverso monumentali porte come Bab El Had e Bab El Alou, si sviluppa con elegante sobrietà tra pareti bianco-azzurre e cortili nascosti.
Qui il turismo non altera la vita quotidiana: passeggiamo tra botteghe artigiane, venditori di erbe aromatiche e piccoli atelier senza alcuna pressione. Attraversiamo vie storiche come Rue Sidi Fatah, Rue Souika, il Souk as-Sabat, il quartiere ebraico (Mellah) fino a raggiungere la celebre Rue des Consuls e la panoramica Kasbah degli Oudaya. Esplorare la medina di Rabat significa rallentare, fermarsi a respirare il profumo delle spezie ed entrare in contatto con la popolazione locale.
Il profumo della menta
Il nostro viaggio si conclude qui. Nel pomeriggio ripartiamo per l’Italia, portando con noi il profumo della menta, la brezza dell’Oceano e il ricordo della calorosa ospitalità marocchina. Tangeri e Rabat ci hanno svelato un Marocco sorprendente, dove il fascino delle tradizioni convive con l’energia di città in continua trasformazione. Un Paese che custodisce le tracce del proprio passato, ma ha già lo sguardo rivolto al futuro. E mentre il viaggio si conclude, resta il desiderio di tornare, per scoprire quante altre storie si nascondono oltre le rotte più battute.


