Ue, i balneari ricorrono alla Corte dei Diritti dell’Uomo

Ue, i balneari ricorrono alla Corte dei Diritti dell’Uomo
26 Gennaio 13:22 2026

Si riaccende la vicenda degli indennizzi per le concessioni balneari. Alcuni operatori della Versilia hanno annunciato una serie di ricorsi alla Corte dei Diritti dell’Uomo (Cedu) dell’Ue, poiché una class action non è ammessa.

Come riportato dal quotidiano Il Tirreno, l’azione viene promossa da Assobalneari di Viareggio che, con la consulenza degli avvocati di riferimento, intende scongiurare la prospettiva di perdere la gestione della spiaggia ricevendo in cambio poco o nulla, anzi vedendo incamerate – e quindi acquisite a titolo gratuito – le strutture da parte dello Stato. Un atto che, secondo i balneari, significherebbe la violazione del diritto di proprietà, insistendo sulla natura di esproprio che verrebbe commesso ai danni degli imprenditori balneari.

Si tratta di un tentativo irto di incognite, in quanto l’iter di questi contenziosi dinanzi alle Corti Ue sono spesso lunghi e densi di controindicazioni. Ma è davvero, per usare termine evocativo, l’ultima spiaggia per molti operatori, che rischiano il collasso delle loro attività.

Intanto, in molti litorali italiani, sono stati avviati i bandi e quello degli indennizzi si presenta come la questione chiave per risolvere alcune situazioni.

Ad oggi il quadro presenta luci e ombre: la proprietà delle strutture costruite sulla spiaggia è privata e in mano ai balneari, ma se il risultato della gara assegnasse la concessione a un’altra impresa, il concessionario potrebbe perdere queste proprietà in cambio di pochi euro o addirittura perderle senza alcun riconoscimento economico, nel caso in cui lo Stato applicasse subito l’articolo 49 del Codice della navigazione, in base al quale al termine della concessione le strutture non rimovibili passano in mano pubblica, senza alcuna contropartita economica.

Diventa determinante il decreto che il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, sta elaborando, con tempi lunghi e annunci finora non seguiti dai fatti Il 13 gennaio Salvini aveva garantito la presentazione del decreto Indennizzi «al prossimo Consiglio dei ministri». Il decreto deve disciplinare gli indennizzi per i balneari, dopo la riforma approvata dal governo Meloni e in tale contesto è stata promessa l’abolizione proprio dell’articolo 49.

«Gli stabilimenti balneari – ha evidenziato al quotidiano toscano Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Confindustria – non sono un interesse isolato di pochi concessionari, ma il perno di un intero ecosistema economico che coinvolge strutture alberghiere e ricettive, attività commerciali, imprese edili e artigiane, lavoratori stagionali e famiglie. Smantellare o indebolire questo sistema, attraverso un’espansione ideologica e non pianificata delle spiagge libere, significa svalutare il turismo, ridurre la qualità dell’offerta e compromettere l’attrattività di territori che oggi competono in un mercato internazionale sempre più esigente».

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Andrea Lovelock
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