RIMINI – «Cinque anni fa Ita Airways era considerata una sfida impossibile, amplificata dall’uragano Covid. Ebbene, abbiamo più che raddoppiato gli aeromobili, da 52 a 109, il 75% dei quali di nuova generazione: che poi non volino tutti è un altro discorso».
La frenesia riminese di Ttg Experience sembra lontana, atmosfera rilassata in sala, si ride. Anche Joerg Eberhart alza gli occhi dal foglietto e sorride: un pizzico di autoironia non guasta mai, nemmeno nel giorno in cui si festeggia il primo lustro. Se è vero, come sosteneva Sigmund Freud, che «l’umorismo rivolto verso se stessi custodisce il segreto della felicità», allora Ita ha imboccato la pista giusta.
Ma qui c’è più polpa che “filosofia”, proprio come piace ai tedeschi. Lufthansa, che dal 2027 salirà al 90%, apprezzerà eccome. Poco da dire: la scelta si è rivelata azzeccata, come confermato dall’operazione Tap, che permette al gruppo tedesco di avere in pugno tre hub fondamentali: Francoforte per il Nord Europa, Roma-Fiumicino per il Mediterraneo e Lisbona per il Sud America.
Sì, ma quel Dna italiano che proprio Eberhart aveva promesso di conservare come core imprescindibile? Sarà per questo che, qualche minuto dopo, Sandro Pappalardo, il presidente, spedisce un messaggio intriso di orgoglio al quartier generale di Colonia: «Noi nasciamo con due valori ineludibili: l’italianità e l’ospitalità. Portate – dice proprio così – queste parole a Carsten Spohr (il ceo di Lufthansa, ndr)». Prosit.
Ita, è qui la festa?
Tintinnano i calici e si accendono le luci. È la sera di giovedì 15 ottobre 2026, mancano pochi minuti alle 23 quando Eberhart, amministratore delegato e direttore generale della compagnia di bandiera italiana, prende la parola.

Siamo alle porte di Rimini, la location è di prestigio, ma, quello che più conta, è a due passi dall’aeroporto: nulla avviene per caso. “Celebration” di Kool & the Gang (anno di grazia 1980, ma brano cult della disco dance) è la colonna sonora perfetta per la serata, illuminata dai giochi di luce e dalle piroette dei ballerini: tutto rigorosamente ispirato al volo e al tricolore.
Ma «cosa sarebbe un compleanno senza torta?». Domanda retorica che si pone anche Eberhart, indicando il mini-grattacielo a tre piani, tutto rigorosamente azzurro e sormontato da un 5, con la scritta “Ita Airways” al centro.

È giorno di festa, ma i dati non sono le candeline: sono la crema di cui si nutre la stampa trade. E non solo. «In cinque anni – scandisce l’ad – 72 milioni di passeggeri e 580mila voli di linea. Siamo decollati con 34 persone, ora ci sono oltre 5.300 dipendenti («Oltre 5.300 pezzi di un puzzle stupendo che hanno creduto in un sogno», sottolinea Pappalardo). Siamo una compagnia riconoscibile, moderna e orientata alle esigenze dei clienti».
E non è tutto. Anche la cornice, stavolta, ha il suo peso. Perché, osserva Eberhart, «quello di oggi è un evento particolare, che celebriamo per la prima volta insieme alle altre compagnie del Gruppo Lufthansa». Tutti per uno, uno per tutti: sui gonfaloni che conducono alla sala centrale sono stampati tutti i nomi delle consorelle di Ita. Lo slogan dell’evento è sintomatico: “Insieme. Più in alto”
Ma è tempo di aumentare i giri del motore: «Vogliamo offrire sempre più qualità – promette Eberhart – Il primo obiettivo resta la crescita, come testimoniano le novità Caracas ( il Memorandum of Understanding è stato sottoscritto dall’ambasciatrice della Repubblica bolivariana del Venezuela in Italia, Maria Elena Uzzo Giannattasio, presente alla festa) e Houston. Nuove idee? Lima, Santiago del Cile e Bombay».
Quindi, l’accelerazione finale: «Intendiamo aggiungere almeno due nuovi aeromobili di lungo raggio ogni anno alla flotta».
Sembra la. cronaca di un quinquiennium felix, ma non è tutto rosa e fiori. E questo Eberhart lo sa. Quel richiamo iniziale agli aerei «che non volano tutti» è un invito a dare ancora di più. A spostare la soglia della credibilità sempre più in là. Guai a dormire sugli allori. Il traguardo, tra cinque anni, è arrivare a soffiare sulla candelina numero 10 con un’identità e un brand ancora più forti.
Su il sipario sulla winter 2026/2027
Nome in codice Az1637. Il battesimo di Ita porta la data del 15 ottobre 2021, con il volo Milano Linate-Bari, operato con un Airbus A320 e atterrato alle 7.35. A bordo 60 passeggeri.
Cinque anni dopo, a Rimini, la compagnia italiana ha presentato la winter 2026/2027: 55 destinazioni, di cui 16 nazionali, 21 internazionali e 18 intercontinentali.
Tra le novità principali, dal prossimo 30 novembre, il collegamento diretto Roma Fiumicino-Santo Domingo: sarà operato con Airbus A330neo e avrà una frequenza settimanale, il lunedì. Dal 14 dicembre 2026 al 5 aprile 2027 sarà aggiunta una seconda frequenza, la domenica.
Ita, inoltre, potenzierà i collegamenti verso l’Oceano Indiano. Dal 25 ottobre 2026 al 5 aprile 2027 le frequenze per Mauritius aumenteranno da due a tre alla settimana. Confermati i collegamenti per Malé, alle Maldive, dal 16 dicembre 2026 fino al 5 aprile 2027.
Le new entry Caracas e Verona
Dal 30 marzo 2027, come detto, l’apertura della rotta Roma-Caracas. Il collegamento sarà operato con Airbus A330-900 e avrà tre frequenze settimanali, il martedì, giovedì e domenica. La nuova rotta rafforzerà la presenza di Ita in Sud America e i collegamenti tra l’Italia e il Venezuela.
Dal 28 marzo 2027 prenderà inoltre il via il collegamento Roma-Verona: 21 le frequenze settimanali.
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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