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Ita «non brucia soldi»: ricavi a quota 2,4 miliardi

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Ita Airways «gode di buon salute, non brucia più soldi, ora può fare utili, dà lavoro a 4.667 persone e accende le linee di credito per comprarsi i primi aerei di proprietà. E tornerà il marchio Alitalia». Il tempo volge decisamente al bello per la compagnia aerea, come sottolinea il presidente esecutivo, Antonino Turicchi, nel corso di un incontro stampa per pochi intimi, tenutosi nei giorni scorsi. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, nonostante tutto, Turicchi conferma che Ita necessita di un grande partner per potersi espandere: da qui l’intesa con Lufthansa che però necessita, ovviamente, del via libera dell’Antitrust Ue.

Nel dettaglio il bilancio 2023 di Ita Airways riporta un consuntivo operativo con 15 milioni di passeggeri e una chiusura contabile con ricavi per 2,4 miliardi di euro che dovrebbero salire a 3,4 miliardi nel 2024, grazie anche al consolidamento delle tratte intercontinentali che fruttano quasi 1 miliardo di euro. Turicchi ha poi precisato che «in generale l’Ebitda (margine operativo lordo, ndr) è positivo per qualche decina di milioni di euro. E abbiamo raggiunto il break even operativo, con una cassa che al 31 dicembre contava oltre 450 milioni, considerando anche i 250 milioni di ultima tranche di finanziamento del Mef. Ma ci sono ancora delle voci da calcolare».

Tutto questo in assenza di debiti pregressi che ha reso possibile negoziare 90 milioni di euro di linee di credito per il piano industriale da banche italiane, più altri 80 milioni per l’acquisto del primo jet di proprietà, un Airbus A330neo, per i collegamenti di lungo raggio. Ulteriore denaro agli istituti di credito sarà chiesto per comprare almeno altri 7 velivoli: 5 Airbus A220 e 2 A330neo.

Riguardo poi le novità nel network dei collegamenti, il direttore generale Andrea Benassi, intervenuto all’incontro ristretto con alcune testate nazionali, ha sottolineato che entro il 2024 la flotta passerà da 86 a 96 velivoli consentendo a Ita di incrementare l’offerta fino a 56 destinazioni servite, con i voli strategici su Chicago, Toronto, Riyadh, Accra, Kuwait City, Jeddah.

Infine un aggiornamento sul supplemento di indagine annunciato da Bruxelles: «Da parte dell’Ue – ha dichiarato Turicchi – non c’è accanimento nei nostri confronti, stanno prendendo tempo l anche su altri dossier. C’è un problema di visione della Commissione e di come immagina il consolidamento del trasporto aereo in un contesto globale. Di sicuro la nostra scelta su Lufthansa è stata originata dalla necessità di avere un partner forte perché ormai nei cieli europei si deve competere con colossi da 100-150 milioni di passeggeri».

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