Jet fuel, le compagnie Ue
chiedono il tetto ai prezzi

Jet fuel, le compagnie Ue<br> chiedono il tetto ai prezzi
31 Marzo 11:56 2022 Stampa questo articolo

Nel trasporto aereo si accende la luce rossa dell’allarme carburante che rappresenta la voce di costi più incidente (35%) sulle voci di bilancio per le compagnie aeree. Ad allertare i governi europei è Airlines for Europe (A4E) che rileva come a due anni dall’inizio della pandemia di Covid-19 in Europa e cinque settimane dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, i ceo di A4E stiano affrontando crisi consecutive. L’invito ai responsabili politici europei è quindi quello di agire con urgenza su proposte legislative chiave che rafforzare le prospettive di ripresa delle compagnie aeree, proteggere e accelerare gli sforzi di decarbonizzazione e aiutare a ricostruire la connettività dei passeggeri.

Secondo i vertici di A4E, infatti, senza adeguate misure di mitigazione, le future politiche energetiche e climatiche eroderanno pesantemente la competitività delle compagnie aeree e porteranno alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

A4E ha ribadito l’impegno a raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2050 e sostenere gli obiettivi europei di riduzione del carbonio, ma ha sottolineato la necessità di un’azione globale per il clima e misure di sostegno ai prezzi per livellare le condizioni. Al tempo stesso, però, i ceo delle maggiori compagnie europee vogliono una regolamentazione uniforme globale, incluso un prezzo globale del carbonio per l’aviazione che stimolerebbe lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni, nonché l’utilizzo del sistema di quote Ets per sostenere l’adozione di combustibili sostenibili.

«L’Europa – ha sottolineato Carsten Spohr, ceo del Gruppo Lufthansa e presidente di A4E per il 2022 – può diventare un leader mondiale nella decarbonizzazione dell’aviazione. Ma raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 non dovrebbe erodere la competitività delle compagnie aeree europee né portare alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Per avere successo, le politiche energetiche devono essere progettate per evitare distorsioni della concorrenza tra i Paesi europei nonché tra compagnie aeree europee e non europee»

Inoltre in una nota A4E rileva come la riforma attesa da tempo delle norme dell’Ue sui diritti dei passeggeri aerei (UE261) garantirà sicuramente migliori informazioni ai passeggeri, ridurrà la complessità e incoraggerà le compagnie aeree a ridurre al minimo l’impatto delle cancellazioni dei voli. Ad esempio, un elenco delle cosiddette “circostanze straordinarie” aiuterà i passeggeri a sapere quando possono richiedere un risarcimento. Ma poiché le questioni chiave non sono definite nell’attuale legislazione, il costo totale della conformità delle compagnie aeree europee all’UE261 – secondo una stima di A4E –  è aumentato da 1,6 miliardi di euro nel 2011 a 5,3 miliardi di euro nel 2018. Diventa così fondamentale che Bruxelles razionalizzi l’UE261 con regole e norme uniformi “a prova di futuro” qualora l’aviazione commerciale dovesse essere colpita da un’altra crisi come quella del Covid.

Alla luce di questi scenari la proposta di A4E viene così sintetizzata da Thomas Reynaert, amministratore delegato dell’associazione : «Chiediamo alla prossima presidenza ceca del Consiglio dell’Ue di dare la priorità sia alle proposte energetiche che a quelle dell’Ue 261 quando il suo mandato inizierà a luglio. Date le molteplici crisi che i vettori europei stanno affrontando – che siano energia, salute dei consumatori o geopolitica – una rivalutazione completa del panorama normativo dell’aviazione è diventata una necessità assoluta. Dobbiamo attingere a tutte le lezioni apprese dopo due anni di questa pandemia: le restrizioni di viaggio si sono dimostrate inefficaci e dovrebbero essere abbandonate del tutto. Solo allora potremo ripristinare la fiducia dei passeggeri nei viaggi aerei e iniziare il nostro percorso verso la ripresa».

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