Sempre più sentito il bisogno di staccare dalla routine quotidiana con vacanze rigeneranti. Lo svela un’indagine di AstraRicerche per il Daq Valtellina Taste of Emotion, presentata in occasione del lancio della manifestazione “Valtellina Terra d’Emozioni: esperienze uniche, gusto Dop e Igp“, attiva nella zona fino al 17 maggio.
La pausa è considerata fondamentale per la salute dal 77,8% dei connazionali. Come? Con pillole di benessere frequenti, come la vacanza breve, che piace al 47,9% degli intervistati, vincente su quella lunga (34,7%).
Ma non basta: la vacanza ideale oltre a essere breve, si conferma quella all’insegna della “Vitamin T” (Travel), ovvero una visione del viaggio sempre più orientata al benessere profondo e fatta di più componenti: tranquillità; territorio; tavola; tempo rilassato; tradizioni.
L’indagine di AstraRicerche evidenzia proprio come la presenza di questi elementi in una vacanza sia sempre più richiesta dagli italiani, in particolare Gen X e Baby Boomers. E la Valtellina rappresenta una risposta eccellente a queste esigenze.
La montagna infatti emerge come vera alternativa all-seasons dove ricaricarsi per il 61% degli italiani e la Valtellina (36,6%), dopo le Olimpiadi Milano Cortina 2026, svetta tra le 5 mete più in linea con questa necessità in Italia assieme a Dolomiti (67,3%), Alta Val Badia (45%), Gan Sasso (44,1%) e Appennino Tosco Emiliano (39,9%).
Il turista è spinto dal richiamo del buon cibo, il 95%, dal desiderio di trovare tranquillità, il 94%, e da quello di visitarla per scoprirne le tradizioni, l’86%.
Tra gli altri motivi per una pausa nella zona: equilibrio tra natura e tradizioni vive (49,9%); attività outdoor a ritmo lento (46,0%); clima alpino rigenerante (43,5%); enogastronomia come esperienza culturale (43,4%), tradizioni, feste, riti e transumanze “non solo per turisti” (40,6%) e, infine, perché sono mete meno battute dal turismo mainstream (35,6%).
UNA WEB APP PER OFFRIRE ESPERIENZE AUTENTICHE
La Valtellina è una destinazione con un forte potenziale di crescita: solo il 34,5% degli italiani dichiara di conoscerla molto o abbastanza bene (ma solo il 6,5% molto bene). Per rendere la zona più visibile e più attrattiva una web app dedicata (online su www.valtellinadopigp.it) offre a turisti e visitatori un pacchetto integrato di 20 esperienze autentiche all’insegna della Vitamin T.
Si va dalle passeggiate tra i terrazzamenti vitati, tra i più estesi d’Italia e spettacolari d’Europa (oltre 2.500 km di muretti a secco, la cui arte è Patrimonio Unesco) alla scoperta del Mulino Menaglio con i laboratori su grano saraceno e Pizzoccheri; dalla “Pompei delle Alpi” (Piuro) agli assaggi di piatti tipici nel lavéc (antica pentola ollare tipica).
Per chi cerca relax e avventura, ci sono le terme romane di Bormio ed esperienze più adrenaliniche come il volo in parapendio o la traversata del Ponte nel cielo (secondo ponte tibetano più alto d’Europa a 140 metri di altezza), rafting e kayak. Da non perdere il passo dello Stelvio, il valico più alto d’Italia (48 tornanti a 2.758 metri di altitudine), il più grande dei parchi storici italiani e tuttora il più esteso dell’Arco Alpino.
A ogni meta sono associati inoltre specifici experience point, luoghi del cibo dalla forte identità locale, dove – ogni weekend fino al 17 maggio – si potranno assaporare le eccellenze Dop e Igp.
Claudio Palladi, presidente del Distretto agroalimentare di Qualità Valtellina Taste of Emotion: «Con questa operazione la Valtellina compie oggi un passo decisivo verso il futuro in un’ottica di turismo integrato, mettendo a sistema le sue eccellenze a marchio Dop e Igp. Oggi il viaggio non è più solo evasione, ma diventa uno strumento di rigenerazione psicofisica. E la Valtellina – che nel 2024 ha accolto oltre 4,2 milioni di presenze – con il suo mix unico di silenzio, natura, offerta agroalimentare certificata e tradizioni, si candida a diventare una delle destinazioni simbolo di questo nuovo modo di viaggiare: più consapevole, più autentico, profondamente rigenerante».
L’AGROALIMENTARE CERTIFICATO SPINGE IL TURISMO
Secondo i dati AstraRicerche, l’enogastronomia è il principale driver di attrazione di una vacanza in montagna: il 57,8% cerca il binomio “camminata + degustazione” (in particolare Gen X e Baby Boomers), il 36,3% le degustazioni in malga (specie per Gen X) e il 28,6% le vie terrazzate con visita ai vigneti.
L’agroalimentare è un settore chiave per la Lombardia (prima regione in Italia per fatturato agroalimentare con 50 miliardi di euro) e per Sondrio, prima provincia lombarda per prodotti agroalimentari tradizionali (in tutto 44), cui si aggiungono le 9 Dop e Igp rappresentate dal Daq, 11esima provincia italiana per impatto economico delle produzioni certificate di cibo e quarta per produzione di vino (Dati Forum Ambrosetti 2025).
I prodotti certificati, che con 300 milioni di fatturato rappresentano un propulsore economico per il territorio, confermano il loro fascino come volano turistico e di potenziale interesse per il consumatore.


