La prudenza di Booking e le sue ragioni

La prudenza di Booking e le sue ragioni
06 Agosto 07:00 2026

Si viaggia, ma si rimane più vicini a casa. Lo ha affermato Glenn Fogel, amministratore delegato di Booking Holdings. Il colosso del travel ha superato le stime di Wall Street per gli utili del secondo trimestre, grazie alla resilienza del turismo interno statunitense. Le tensioni in Medio Oriente e le ripercussioni sui collegamenti a lungo raggio spingono però il gruppo a maggiore prudenza sulle prospettive dell’intero esercizio.

Trimestre positivo

La società proprietaria di diverse piattaforme di viaggi ha registrato un secondo trimestre migliore del previsto, nonostante i timori che il conflitto in Medio Oriente potesse scoraggiare le partenze. Fogel ha affermato che i budget dei viaggiatori non sono cambiati, ma che le persone stanno spendendo nei propri Paesi o in quelli vicini per evitare disagi sui voli e tariffe più elevate.

«Continuano a viaggiare, ma non così tanto», ha detto, parlando con il Wall Street Journal. «Le persone hanno viaggiato a livello nazionale o interregionale, ma non hanno intrapreso viaggi a lungo raggio».

Tra aprile e giugno, i ricavi sono aumentati dell’8% su base annua, raggiungendo i 7,35 miliardi di dollari. Le prenotazioni lorde sono salite del 9%, a circa 51 miliardi, mentre il numero di pernottamenti prenotati attraverso le piattaforme del gruppo è cresciuto del 5%.

L’utile netto ha raggiunto 1,95 miliardi di dollari, contro gli 895 milioni dello stesso periodo del 2025. L’utile rettificato per azione si è attestato a 2,54 dollari, in crescita del 15% e al di sopra delle previsioni degli analisti di 2,45 dollari.

Medio Oriente e lungo raggio frenano l’outlook

Nonostante la performance positiva, Booking ha ridotto le previsioni annuali relative alla crescita delle prenotazioni lorde. Il gruppo prevede che gli effetti indiretti del conflitto in Medio Oriente continueranno a pesare anche nel terzo trimestre, attraverso la riduzione della capacità aerea, l’aumento delle tariffe e una domanda più debole per i viaggi internazionali a lungo raggio. Per l’intero 2026, Booking continua comunque a prevedere una crescita dei ricavi nell’ordine dell’alta cifra singola e un incremento dell’utile rettificato per azione compreso tra la bassa e la media doppia cifra.

Un’opportunità di nome Stati Uniti

Restano invece più resilienti i flussi domestici e regionali, in particolare negli Stati Uniti. Gli Usa hanno registrato un trimestre particolarmente positivo, con i pernottamenti in aumento di una percentuale a una singola cifra alta, trainati dai viaggi nazionali. Gli Stati Uniti sono stati il mercato in più rapida crescita di Booking durante il trimestre, ha affermato Fogel, che li considera una grande opportunità di crescita futura, soprattutto una volta che i mercati internazionali si saranno ripresi. «Quando ci sarà pace, quando le cose torneranno alla normalità, ne trarremo grandi benefici», ha affermato Fogel.

I Mondiali hanno dato una piccola spinta all’attività di Booking negli Stati Uniti, anche se Fogel ha affermato che l’effetto del torneo è trascurabile. «I Mondiali sono una bella cosa, ma non sono in grado di influenzare l’andamento dell’intera azienda nel corso di un anno».

Il ruolo dell’Ai

La società sta aumentando gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Secondo il management, le nuove soluzioni stanno già contribuendo a ridurre i costi del servizio clienti, senza compromettere i livelli di soddisfazione degli utenti. L’Ai resta quindi uno dei principali strumenti attraverso cui Booking punta a migliorare l’efficienza operativa e rafforzare la relazione diretta con i viaggiatori.

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Patrizio Cairoli
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