La teoria della metamorfosi del viaggio

La teoria della metamorfosi del viaggio
31 Luglio 12:09 2026

Il turismo resiste, e continua a rappresentare uno dei principali desideri degli italiani. C’è però un nuovo modo di acquistare e vivere il viaggio. Parola del presidente di Primarete Ivano Zilio, e del professore Damiano De Marchi, docente a contratto di Economia e Politica del Turismo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Secondo la teoria sviluppata da Zilio e De Marchi, il viaggio ha ormai superato il concetto di semplice esperienza di svago, diventando un vero e proprio bisogno irrinunciabile del consumatore contemporaneo. Un bisogno che si è progressivamente adattato ai nuovi stili di vita, caratterizzati da vacanze più brevi, distribuite durante tutto l’anno e sempre meno legate alla tradizionale stagionalità, nelle quali la digitalizzazione e l’e-tourism rappresentano strumenti essenziali per la pianificazione e l’acquisto.

Tuttavia, se il desiderio di partire rimane stabile, cambiano profondamente i comportamenti d’acquisto. Guerre, instabilità geopolitica, inflazione e perdita di potere d’acquisto stanno modificando priorità, tempistiche e criteri con cui il consumatore sceglie quando, come e dove viaggiare. Per De Marchi «il viaggio è ormai un bisogno consolidato, ma i fattori esterni ne influenzano le modalità di acquisto». Negli ultimi anni, prosegue, «il viaggio si è trasformato da desiderio a bisogno consolidato. Le persone continuano a voler partire perché il turismo risponde a esigenze profonde di benessere, evasione, relazione e crescita personale. Tuttavia, il contesto economico e geopolitico modifica il comportamento del consumatore, rendendolo molto più prudente nelle decisioni. Oggi il cliente valuta maggiormente il rischio, confronta più alternative, prenota più tardi e ricerca soprattutto sicurezza e affidabilità».

Secondo il docente di Ca’ Foscari, il turismo del 2026 evidenzia come il desiderio di viaggiare non si sia affatto ridotto, ma abbia semplicemente assunto nuove forme, influenzate da un contesto internazionale particolarmente complesso.

LONG HAUL A RILENTO

Per Zilio «il lungo raggio rallenta, ma la domanda di viaggio resta molto forte». Sul piano operativo, il presidente di Primarete individua due elementi che hanno inciso maggiormente sulla stagione: sicurezza e costi: «Il rallentamento del lungo raggio non nasce da una diminuzione della voglia di viaggiare. Al contrario, la domanda è rimasta elevata per tutta la stagione. A frenare molte prenotazioni è stato soprattutto il clima di incertezza creato dal conflitto nell’area del Golfo, che ha interessato numerosi collegamenti verso destinazioni che nei primi mesi del 2026 stavano registrando una crescita molto importante».

Il protrarsi della crisi mediorientale ha infatti costretto numerose compagnie aeree a modificare rotte operative, evitando determinati spazi aerei e allungando sensibilmente i tempi di percorrenza. «Molti clienti hanno preferito attendere prima di confermare il viaggio oppure si sono orientati verso destinazioni percepite come più sicure e facilmente raggiungibili, come Spagna, Grecia, Baleari, Canarie e Mediterraneo occidentale», continua Zilio.

Parallelamente agli effetti della situazione geopolitica, anche l’economia continua a condizionare le scelte delle famiglie italiane. «Il consumatore non rinuncia alla vacanza, ma redistribuisce il proprio budget – racconta De Marchi – Cresce l’interesse verso formule considerate più accessibili, come campeggi, glamping, agriturismi, bed & breakfast e appartamenti. Parallelamente aumenta anche l’attenzione verso l’acquisto della seconda casa, percepita sia come investimento patrimoniale sia come futura modalità di fruizione turistica».

Si tratta di un cambiamento strutturale che modifica sensibilmente il ruolo dell’intermediazione tradizionale.

La situazione internazionale ha avuto ripercussioni dirette anche sul trasporto aereo. La necessità di evitare determinate aree di sorvolo, l’allungamento delle rotte, le difficoltà operative e l’aumento dei costi assicurativi hanno determinato un significativo incremento dei costi di esercizio delle compagnie. A tutto questo si è aggiunta una continua volatilità tariffaria. Spiega Zilio: «L’oscillazione continua dei prezzi è uno dei principali freni alle prenotazioni. L’aumento dei prezzi rappresenta solo una parte del problema. Oggi il vero elemento di criticità è la loro continua oscillazione. Il cliente fatica a capire quale sia il momento giusto per acquistare e questo genera ulteriore incertezza. Anche le agenzie sono chiamate a gestire un mercato molto più dinamico rispetto al passato, nel quale pianificare diventa sempre più complesso».

IL VALORE DELL’AGENZIA E LA TECNOLOGIA

Il rallentamento del lungo raggio ha inevitabilmente modificato anche la composizione dei ricavi delle agenzie. Le destinazioni mediterranee e di medio raggio hanno acquisito maggiore peso, mentre i prodotti tradizionalmente più remunerativi hanno registrato una flessione. «Oggi il valore dell’agenzia non è vendere un viaggio, ma accompagnare il cliente – ribadisce il numero uno di Primarete –  Il bilancio della stagione resta complessivamente positivo, ma il mercato è profondamente cambiato. Guerra, inflazione, aumento dei costi del trasporto aereo e instabilità internazionale hanno modificato gli equilibri rispetto alle aspettative di inizio anno. Oggi più che mai non basta vendere un viaggio: bisogna saper rassicurare il cliente, costruire valore e offrire competenza, affidabilità e assistenza».

Infine, De Marchi riferisce come la tecnologia «continuerà ad avere un ruolo fondamentale nei processi di acquisto, ma il vero elemento distintivo resterà la capacità delle agenzie di integrare strumenti digitali e relazione umana. La gestione dei touch point fisici e virtuali, insieme alla consulenza professionale, rappresenta oggi uno dei principali fattori competitivi dell’intero comparto».

La stagione 2026 conferma quindi un cambiamento ormai strutturale: il desiderio di viaggiare continua a crescere, ma il successo delle imprese turistiche dipenderà sempre di più dalla capacità di comprendere l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori e di accompagnarli con competenza in un mercato sempre più complesso e dinamico.

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