Le parole-chiave del 2022: last minute, sostenibile e open air

Le parole-chiave del 2022: last minute, sostenibile e open air
23 Dicembre 11:58 2021 Stampa questo articolo

Si alza il sipario sugli scenari 2022 con i trend dei viaggiatori che, convivendo ancora con le preoccupazioni per il Covid, prenoteranno sempre più last-minute, prediligendo destinazioni di prossimità e sostenibili. È quanto traspare dall’analisi effettuata da Mabrian Technologies, azienda specializzata nel monitoraggio dei big data turistici, che seppur in un clima di perdurante incertezza, ha delineato i trend nell’era post-pandemica.

E anche il prossimo anno si prospetta con una ripresa caratterizzata da continui alti e bassi: il report “Post-pandemic Tourist Trends and Visitor Profiles” ha comparato una serie di indicatori relativi al comportamento dei viaggiatori nel 2021 con i valori 2019 (pre-pandemia) e l’esito, al netto delle decisioni prese dai governi per contenere la circolazione del virus da uno Stato dall’altro, indica che i viaggiatori europei continuano a sentirsi più sicuri quando viaggiano all’interno della propria nazione. Questo dato emerge non solo per l’aumento delle ricerche di voli nazionali, ma soprattutto per l’attivazione di nuove rotte di connessione interna (con una media di +44% nuove rotte domestiche per destinazione).

Si consolida il trend della Staycation
Una delle spiegazioni di questo fenomeno potrebbe essere individuata nell’ormai consolidata tendenza della Staycation, che si conferma forte nonostante il graduale lento ritorno alla normalità. A questo contribuiscono le nuove politiche aziendali a favore di una maggiore flessibilità sulla presenza in ufficio che alimentano il remote working.

La possibilità di coniugare lavoro e vacanza difende infatti le posizione acquisite nei mesi pandemici e si evince dal prolungamento del lenght of stay, la durata del soggiorno a destinazione. Per quanto riguarda le categorie di prodotti turistici, le informazioni ricavate dall’analisi semantica (Nlp-Natural Language Processing di Mabrian) delle conversazioni spontanee nelle reti sociali e portali turistici, rivelano che in generale il prodotto Arte e Cultura è stato quello che ha registrato un maggior calo di interesse, mentre si sono fatti strada le esperienze e le attività all’aria aperta (outdoor activities). Questo è dovuto alle restrizioni applicate in molti poli museali combinato al fatto che “aria aperta” è diventata sinonimo di maggior sicurezza.

Urban vs. Holiday, la contrapposizione dei profili
Mabrian ha inoltre analizzato e messo a confronto il profilo del turista Urban versus Holiday. Anche in questo caso emerge un aumento del 40% dell’average lenght of stay rispetto al 2019 e un marcato aumento delle destinazioni Urban rispetto a quelle Holiday.

Parallelamente si consolida, appunto, la tendenza del “very last minute” per la ricerca e prenotazione del viaggio, soprattutto da parte del profilo di turista interessato alle urban destination. Diminuisce poi la spesa in ristoranti (-5%) e aumenta invece quella nei supermercati (+11%), soprattutto sulle Urban destination, sempre confrontando i dati con la situazione pre-pandemia.

L’incognita della sostenibilità per una destinazione
E l’indice di sostenibilità delle mete sarà uno degli indicatori che influenzerà sempre di più le scelte dei viaggiatori post-pandemici rispetto al passato.  In base al Global Sustainability Tourism Index in collaborazione con Mastercard. Mabrian sarà in grado di realizzare una dashboard tutta nuova di indicatori di sostenibilità turistica che permetterà di misurare, confrontare e tracciare i fattori chiave che determinano la sostenibilità di una destinazione.

Attraverso questi indici le destinazioni si potranno così misurare elementi come il livello di distribuzione del reddito turistico nell’economia locale, la concentrazione dell’offerta turistica in una o più località, il livello di dipendenza dai mercati di origine a lungo raggio, l’eccessiva stagionalità o la percezione che i turisti hanno della sostenibilità della destinazione.

Ed è questa la vera sfida che riguarda tutti, come osserva Carlos Cendra, chief marketing officer di Mabrian Technologies: «Le destinazioni turistiche possono davvero convertirsi in destinazioni sostenibili senza gli strumenti necessari per misurare le loro performance di sostenibilità? In questa reinvenzione del settore a cui stiamo assistendo, la sostenibilità sarà la pietra angolare della riattivazione del turismo con un approccio più consapevole. Ma c’è una grande lacuna quando si tratta di strumenti e indicatori che permettano di misurare e monitorare l’evoluzione di questi concetti da parte di chi gestisce le destinazioni e le imprese turistiche. Con questo indice speriamo di cambiare questa situazione».

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Andrea Lovelock
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