L’Emilia Romagna elimina l’addizionale comunale negli aeroporti minori
Dal 1° gennaio negli aeroporti minori dell’Emilia Romagna (Rimini, Forlì, Parma) è stata eliminata l’addizionale comunale, come proposto dal presidente De Pascale e sostenuto dal Parlamento italiano. Un provvedimento subito commentato con favore dalla compagnia aerea low cost Ryanair, in prima linea da tempo sulla vicenda.
In particolare il chief commercial officer del vettore, Jason McGuinness, ha dichiarato: «La decisione di abolire l’addizionale municipale, in Emilia‑Romagna, porterà a un aumento del turismo, alla creazione di nuovi posti di lavoro e a una crescita economica per la Regione. Infatti, la riduzione dei costi di accesso si è già dimostrata capace di garantire più voli, più aeromobili e tariffe più basse, come già avvenuto nelle regioni Abruzzo, Calabria, Friuli‑Venezia Giulia e negli aeroporti minori della Sicilia, come Trapani‑Marsala, dove in risposta all’abolizione dell’addizionale municipale Ryanair ha aperto nuove basi e investito in nuovi aeromobili, creando migliaia di posti di lavoro locali. Ryanair risponderà a breve all’abolizione dell’addizionale comunale negli aeroporti minori dell’Emilia Romagna con nuove rotte e un numero ancora maggiore di posti a basso costo negli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini».
Forte di questo provvedimento adottato in Emilia Romagna, Ryanair – come si legge in una nota – invita il governo nazionale e tutte le altre regioni italiane ad “abolire questa tassa regressiva, che grava ingiustamente su tutti i passeggeri. Ciò consentirà a Ryanair di realizzare il proprio piano di investimenti trasformativo per l’Italia nei prossimi anni, che ci permetterà di far crescere il traffico fino a 80 milioni di passeggeri all’anno e di basare ulteriori 40 aeromobili in Italia con un investimento stimato intorno ai 3,5 miliardi di euro”.
Tale gabella è stata già rimossa a macchia di leopardo in diversi scali della Penisola.


