Buone notizie per i nostri consumi, che vengono accelerati dal turismo estero: l’anno scorso la spesa totale dei viaggiatori stranieri in Italia è stata di poco più di 56,7 miliardi, con un incremento di 2,5 miliardi sul 2024 (+4,6%). E la crescita dovrebbe proseguire, con il +3,9% nel 2026, raggiungendo i 58,9 miliardi (+2,2 miliardi). È quanto emerge dalle stime e dalle elaborazioni condotte da Cst – Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti su dati Banca d’Italia.
L’ospitalità (45,2%) si aggiudica la quota principale di spesa dei turisti stranieri, seguono ristorazione (23%) e acquisti di beni presso la rete commerciale (15,2%). Il resto della spesa si riversa sul trasporto interno (9,5%) e “altri servizi” (7,2%). Ma non si tratta di una crescita uniforme: a trainare sono stati alloggio (+1.101 milioni di euro, +4,5%) e ristorazione (+955 milioni di euro, +7,9%). Gli acquisti di beni nei negozi hanno registrato invece una crescita contenuta (+164 milioni di euro, +1,9%), mentre calano le spese per il trasporto interno, unica voce in rosso, che perde 261 milioni di euro (-4,6%) rispetto al 2024.
Visite guidate, escursioni, ingressi ai musei, concerti, esperienze personalizzate e servizi di benessere – pur se quota contenuta rispetto al resto delle spese – hanno registrato la crescita percentuale più alta in assoluto (+15,7%).
SPESA TURISTICA: LA CLASSIFICA DELLE REGIONI
Ad assorbire quasi il 56% dei consumi dei visitatori stranieri sono quattro regioni: Lazio (10,2 miliardi, il 18,1%), Lombardia (9,9 miliardi circa, il 17,6%), Veneto (6,3 miliardi, pari all’11,1%) e Toscana (5,3 miliardi, per il 9,4%). Le regioni con il minor impatto di spesa sono invece la Basilicata (60 milioni di euro) e il Molise (37 milioni di euro). In Friuli-Venezia Giulia i turisti stranieri spendono più per lo shopping (36,5%) che per l’alloggio (27,2%).
MOTIVAZIONI DEL VIAGGIO
Il turismo culturale e nelle città d’arte spinge la domanda straniera: genera 21.639 milioni di euro, cioè il 56,8% di tutta la spesa per vacanze in Italia. Segue la vacanza al mare con 8.232 milioni di euro (21,6% del totale vacanze). La vacanza in montagna totalizza 3.588 milioni di euro (9,4%).
«METTERE IL GOVERNO DEL TURISMO SUL TERRITORIO AL CENTRO DELL’AGENDA»
«Il turismo internazionale si conferma un motore economico insostituibile per il nostro Paese, con ricadute positive non solo sulle imprese dell’alloggio, ma anche della ristorazione, del commercio e dei servizi», dichiara il presidente di Confesercenti Nico Gronchi. «Non basta però intercettare la domanda: bisogna governarla. Chiediamo alle istituzioni di mettere il governo del turismo sul territorio al centro dell’agenda: una regia nazionale che coordini Regioni e Comuni, strumenti di destagionalizzazione dei flussi, investimenti infrastrutturali verso le aree interne e minori, e incentivi mirati alle imprese che scelgono di investire fuori dalle rotte più battute. La sfida del futuro del turismo italiano sarà proprio questa: intercettare e gestire i flussi sul territorio, per trasformare questi numeri in uno sviluppo diffuso in tutto il Paese».



