Missili su Dubai
e caos Medio Oriente
dopo l’attacco all’Iran
Le fiamme divampano nel Golfo e al Fairmont hotel di Dubai a The Palm, nel cuore di una delle capitali del turismo mondiale. I video diffusi sui social sono destinati a diventare uno dei simboli dell’ennesima escalation bellica in Medio Oriente, dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran e la reazione immediata di Teheran contro le basi Usa in Qatar, Kuwait ed Emirati
I singoli Paesi della regione hanno chiuso o limitato gli spazi aerei e le compagnie hanno annunciato lo stop dei voli.
DUBAI COLPITA
A Dubai – dove sono rimasti bloccati il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e 204 studenti italiani impegnati nel progetto “Ambasciatori del futuro”, che dovevano rientrare il primo marzo – è stato proprio un raid missilistico iraniano a colpire il Fairmont Dubai, un iconico hotel a 5 stelle dell’emirato, sulla Palm Jumeirah, la celebre isola artificiale che ospita ville, resort e spiagge. Le autorità hanno segnalato quattro feriti. Colpita anche Doha.
Dalle notizie che giungono dagli operatori sul territorio, chiusi gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi, così come lo spazio aereo. Sospesi i voli da e per Dubai fino al primo marzo. Filtra comunque un cauto ottimismo sulla situazione, che appare sotto controllo e sembra destinata a tornare alla normalità in breve. I passeggeri possono richiedere la riprotezione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto.
SPAZI AEREI CHIUSI E STOP DELLE COMPAGNIE
Israele – come riferisce l’Ansa – ha annunciato la chiusura dello spazio aereo al traffico civile, seguita anche dal Qatar. Di conseguenza Ita Airways, Lufthansa, Air France, British Airways, Swiss, Turkish Airlines e Air India hanno interrotto gran parte dei collegamenti per l’area. Ita ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo, incluso il volo AZ809 dell’8 marzo.
Fino alla stessa data off limits gli spazi aerei di Libano, Giordania, Iraq e Iran. Emirates ha fermato i voli in partenza da Dubai nella giornata di oggi. Qatar Airways ha cancellato i voli da e per Doha. Oman Air ha sospeso i voli verso Israele e Iran, anche gli aerei in partenza dal Kuwait non voleranno più verso i due Paesi. EgyptAir ha annullato i voli dal Cairo verso Kuwait, Dubai, Doha, Bahrain, Abu Dhabi, Sharjah, Qassim, Dammam, Erbil, Baghdad, Amman, Beirut e Muscat.
Lufthansa ha sospeso fino al 7 marzo i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran, oltre che per Dubai e Abu Dhabi. British Airways ha cancellato i voli per la regione, compreso lo scalo di Ben Gurion a Tel Aviv. Turkish ha cancellato i voli per Libano, Siria, Iraq, Iran e Giordania fino al 2 marzo, sospesi temporaneamente i voli per Qatar, Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi e Oman. Anche Wizz Air ha annullato con effetto immediato tutti i voli da e per Israele, Dubai, Abu Dhabi e Amman, fino al 7 marzo compreso.
Virgin Atlantic ha sospeso la tratta Londra-Dubai per non sorvolare l’Iraq. La polacca Lot ha cancellato i servizi per Israele.
Il ministero dei Trasporti russo ha annunciato di aver predisposto rotte alternative per evitare gli spazi aerei iraniano e israeliano e garantire la sicurezza dei voli diretti verso i Paesi del Golfo Persico.
FARNESINA: “PRONTI A EVACUARE GLI ITALIANI”
La Farnesina – con l’aggiornamento continuo del portale “Viaggiare Sicuri” – segue costantemente l’evolversi della crisi. Sono diverse le città mete di turisti provenienti dal nostro Paese, anche con le crociere: Dubai, Abu Dhabi, Muscat (Oman).
«Abbiamo ridotto già da alcune settimane al minimo la presenza diplomatica a Teheran – ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a SkyTg24 – Siamo pronti all’evacuazione anche degli italiani che volessero farlo, come abbiamo fatto in occasione della guerra di qualche mese fa».
«Già da qualche giorno – ha ricordato – avevamo invitato gli italiani ad abbandonare l’Iran, cosa che era stata fatta dai turisti e lavoratori: sono rimasti solo gli italiani che vivono là, sposati con connazionali».
Infine, l’appello: «Quello che noi diciamo ai nostri concittadini che vivono lì o sono turisti è di non muoversi e rimanere a casa o in albergo. Cercheremo di assisterli nel modo migliore possibile. Stiamo installando a Doha e Abu Dhabi dei desk in aeroporto per assistere gli italiani e metterli in contatto con la nostra unità di crisi o le ambasciate».
*pezzo in aggiornamento
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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