Montagna estiva a quota 7,8 milioni di arrivi: l’Osservatorio Jfc

Montagna estiva a quota 7,8 milioni di arrivi: l’Osservatorio Jfc
29 Luglio 07:58 2026

Anche per gli operatori della montagna estiva è tempo di brindisi: tra giugno e settembre in alta quota sono previsti circa 7,6 milioni di arrivi per un fatturato complessivo di almeno 6,6 miliardi di euro. È la stima tracciata dall’ormai consueto Osservatorio di Jfc sulla montagna estiva. E il dato più incoraggiante riguarda la crescente propensione degli italiani a scegliere l’alternativa di una località montana quale luogo per la vacanza principale per la stagione estiva.

Basti pensare che se a giugno il 14% dei vacanzieri aveva scelto una destinazione montana rispetto a una meta balneare, in luglio questa quota è salita al 19%. E si tratta di una variazione che potrebbe – day by day – ulteriormente aumentare a favore delle località montane.

Per quanto riguarda la durata della vacanza, sebbene i nostri connazionali prevedano una permanenza media di nove giorni (un giorno in meno rispetto allo scorso anno) è la componente straniera a dare maggiori garanzie di tenuta visto che si assisterà a un ampliamento della forbice tra coloro che allungano il loro soggiorno (per fare attività sportive, bike, trekking, etc.) e coloro che soggiornano al massimo due notti nelle località di montagna, all’interno di un itinerario più ampio.

Si segnala poi un anticipo delle prenotazioni ai margini della stagione estiva, che condiziona quindi le destinazioni a essere “vive ed attive” per un periodo più lungo del solo luglio/settembre. Il livello più alto di occupazione si registra infatti per gli ultimi quindici giorni di agosto e la terza settimana di settembre.

«Anche per questa estate rileviamo dunque un grande successo per le destinazioni montane e appenniniche – commenta Massimo Ferruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’Osservatorio – con una stima di quasi 8 milioni di arrivi pari a un +14,4% rispetto all’estate precedente, che porteranno a superare i 79 milioni di presenze nelle aree alpine e appenniniche italiane (+5,8%), generando un fatturato complessivo per il sistema della montagna estiva pari a 6,6 miliardi di euro (+8,2%). Un fatturato sostenuto anche dall’incremento del +6,3% dei costi da sostenere per effettuare questa tipologia di vacanza. Per quanto riguarda la vacanza principale in montagna, quest’estate gli italiani spenderanno mediamente 1.113 euro a persona e 344 euro per uno short break, sempre a persona. Attenzione però: l’aumento degli arrivi e la riduzione della permanenza media peseranno sulla sostenibilità delle destinazioni, che rischiano di dover affrontare situazioni complesse in termini di mobilità, diffusione dei flussi, tutela ambientale e gestione dei servizi».

E nella ‘hit’ delle destinazioni montane preferite questa estate, primeggiano ancora una volta Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio e Courmayeur, le destinazioni tra le più desiderate dai nostri connazionali anche se, come osserva Ferruzzi: «È interessante notare il sempre maggiore interesse degli italiani verso le cosiddette destinazioni minori che, in realtà, non sono per nulla minori perché conquistano specifiche classifiche. Risulta così che Sauris, ad esempio, è considerata la destinazione più“rilassante e tranquilla, mentre Moso in Passiria quella più green e sostenibile. Cortina d’Ampezzo vince la classifica come la più trendy e anche la più lussuosa, mentre Madonna di Campiglio è indicata come quella più giovanile e divertente. Invece è Ortisei la destinazione montana più adatta ad ospitare famiglie con bambini, mentre una di quelle mete con il miglior rapporto prezzo/qualità è Roccaraso. Tra gli ambiti regionali, per l’offerta montagna estiva vince ancora una volta il Trentino, seguito dall’Alto Adige e dal Veneto».

Tra le principali motivazioni alla base di un soggiorno tra le cime alpine o appenniniche, la tranquillità e la ricerca di un benessere fisico con attività outdoor diversificate (passeggiate, escursionismo, bike tours etc. In buona sostanza la montagna vista come luogo per la rigenerazione psico-fisica.

E tra le peculiarità emergenti dall’analisi  della montagna estiva 2026 vi è la ‘qualità della sottrazione’: ovvero in vacanza si vogliono trovare meno persone, meno stimoli, meno impegni, meno smartphone, ed emerge quindi la qualità della sottrazione: più si tolgono cose quotidiane, più la vacanza vale. Un valore che una meta montana riesce ad assicurare molto più di una destinazione balneare.

A tutto questo, nelle ultime settimane, si è poi aggiunta la motivazione climatica: le ondate di caldo torrido di giugno e luglio, hanno indotto quegli italiani dediti al last minute a  scegliere località in alta quota che possa assicurare temperature più accettabili: in base al rilevamento dell’Osservatorio Jfc, se lo scorso anno era  stato il 7% di vacanzieri italiani  ad aver   scelto una vacanza in montagna per motivi squisitamente climatici, quest’anno la quota è già salita al 12% e non è detto che possa crescere ancora nelle prossime settimane.

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L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.

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