Net zero, meno passeggeri per salvare il Piano Heathrow

Net zero, meno passeggeri per salvare il Piano Heathrow
22 Settembre 07:00 2026

Il messaggio arriva forte e chiaro: ridurre la domanda di passeggeri potrebbe essere l’unico modo per salvare il piano di Heathrow relativo alle emissioni net zero. Firmato: gli esperti climatici britannici, tra cui il Climate Change Committee, l’organo consultivo ufficiale del governo.

Il senso è chiaro: l’espansione dello storico aeroporto londinese è incompatibile con gli obiettivi climatici del Paese e, qualora non fossero disponibili tecnologie in grado di abbattere le emissioni, la gestione della domanda potrebbe diventare un’opzione concreta.

Climate Change Committee chiama Downing Street

Nigel Topping, presidente del Climate Change Committee, è stato esplicito: «Si prevede che le emissioni legate al trasporto aereo aumenteranno, anche senza l’espansione di Heathrow, e il Regno Unito non dispone attualmente di un piano credibile per ridurle. È una seria sfida per i nostri impegni climatici. Il governo deve garantire che il settore dell’aviazione si assuma la responsabilità delle emissioni che genera e sostenga i costi della decarbonizzazione. Ma quelle condizioni oggi non sussistono».

E veniamo al dunque. Secondo il Climate Change Committee, entro il 2050 il costo dei voli internazionali potrebbe aumentare di centinaia di sterline per finanziare misure idonee ad azzerare le emissioni di carbonio del settore aereo.

Proprio la ​​scorsa settimana, però, il Cancelliere dello Scacchiere, John Healey, ha fatto sapere che il governo ha dato il via libera alla proposta di costruire una terza pista a Heathrow – costo stimato 33 miliardi di sterline (38,48 miliardi di euro), inclusi 1,5 miliardi per lo spostamento dell’autostrada M25 – per portare la capacità dello scalo a 756.000 voli e 150 milioni di passeggeri.

Tuttavia, in precedenza il Premier Andy Burnham aveva espresso preoccupazioni in merito al progetto, bocciato da esperti del clima e dal sindaco di Londra, Sadiq Khan.

Nel parere richiesto dal governo sulla bozza dell’espansione di Heathrow, il Climate Change Committee ha avvertito che non esiste un “percorso credibile” per realizzarlo nel rispetto degli obiettivi climatici legalmente vincolanti del Regno Unito, considerando le attuali politiche di riduzione delle emissioni del settore aereo.

L’Uk, infatti, ha l’obbligo legale di ridurre le emissioni complessive di gas serra fino a raggiungere il net zero entro il 2050, il che implica la massima riduzione dell’inquinamento e la compensazione della quota residua ricorrendo a soluzioni quali la piantumazione di alberi o tecnologie per sottrarre il carbonio dall’atmosfera.

La proposta del Ccc

Il Ccc sostiene che il settore aereo dovrebbe farsi carico dei costi che, come al solito, avrebbero una ricaduta sui passeggeri, portando a un significativo aumento dei prezzi dei biglietti nei prossimi decenni.

In soldoni, il comitato stima che le politiche per azzerare le emissioni del settore aereo comporterebbero, ad esempio, un aumento fino a 150 sterline (174,90 euro) sul costo di un volo di andata e ritorno per Alicante entro il 2050, e fino a 400 sterline (466,43 euro) per un volo di andata e ritorno per New York. Un intervento tempestivo, però, consentirebbe di introdurre gradualmente questi costi, evitando bruschi rincari.

La commissione ha fatto notare che, anche secondo l’opinione pubblica, il settore dell’aviazione dovrebbe farsi carico dei costi legati alle proprie emissioni, anziché scaricarli sulla fiscalità generale gravando su chi non vola.

Non va esclusa, quindi, l’introduzione di una tassa per i viaggiatori abituali (i cosiddetti “frequent flyer“) che effettuano più voli all’anno, prevedendo al contempo esenzioni per i viaggi dalla Gran Bretagna verso l’Irlanda del Nord o le Isole Shetland.

Emissioni del trasporto aereo raddoppiate dal 1990

«Nel Regno Unito – ha osservato Topping – le emissioni legate al trasporto aereo sono raddoppiate dal 1990, mentre l’inquinamento climatico complessivo si è dimezzato e Heathrow è responsabile di circa la metà delle emissioni del settore, che entro il 2050 supereranno di gran lunga quelle di qualsiasi altro comparto economico e la sola espansione dell’aeroporto genererebbe più emissioni di qualsiasi altro comparto».

«In ultima analisi – ha sottolineato – deve valere il principio “chi inquina paga“. Se il settore dell’aviazione vuole crescere, deve assumersi la responsabilità delle emissioni che genera. Prima di dare il via libera a qualsiasi proposta di espansione di Heathrow, il Regno Unito dovrebbe adottare misure legislative che impongano al settore aereo di ridurre o compensare il 100% delle proprie emissioni«.

La commissione ha dunque sollecitato la definizione, all’interno della strategia rivista “Jet Zero” (prevista per il 2027), di un insieme credibile di politiche e di un piano attuativo per portare il settore aereo a zero emissioni nette.

Il comparto sostiene che la transizione verso il net zero sia economicamente sostenibile, sottolineando come le compagnie stiano già investendo miliardi in nuovi velivoli, carburanti sostenibili e nell’ammodernamento dello spazio aereo, disponendo inoltre di un piano per raggiungere l’obiettivo.

Ecco Tim Alderslade, ad dell’associazione di categoria Airlines Uk: «La soluzione è il carburante per l’aviazione sostenibile (Saf) a prezzi accessibili, oltre a una riforma dello spazio aereo entro il 2035 per rotte più dirette e a un aumento della rimozione del carbonio».

Intanto, un portavoce del Dipartimento dei Trasporti avvertie: «Qualsiasi proposta di espansione dovrà essere in linea con i nostri obiettivi di net zero. Stiamo investendo 219 milioni di sterline nella produzione di carburante per l’aviazione sostenibile e altri 43 milioni in tecnologie più pulite a supporto di un’aviazione più ecologica, mentre l’espansione potrebbe generare circa 40 miliardi di sterline per l’economia e sostenere fino a 60.000 posti di lavoro. Valuteremo attentamente il parere del Ccc insieme a tutte le risposte ricevute alla consultazione sull’espansione di Heathrow».

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