Network, escalation Travelpro: «Fatturato da 80 milioni»

Network, escalation Travelpro: «Fatturato da 80 milioni»
08 Aprile 12:25 2024 Stampa questo articolo

Travelpro, tutto il resto non conta”: è con questo claim che Alfredo Vassalluzzo e Simone Aggio, fondatori del network nato dalla fusione delle tre reti TravelBuy, SiTravelNetwork e Pinguino, hanno voluto sintetizzare l’essenza di una convention che ha visto la partecipazione di circa 230 agenzie di viaggi aderenti alla rete, svoltasi a Roma al Waldorf Astoria Hotel, l’iconico albergo che sovrasta la Capitale.

È stata, in realtà, la ribalta ideale per lanciare un modello di business basato su un nuovo modo di fare squadra come sottolinea lo stesso Vassalluzzo: «Vogliamo crescere come realtà operative, che ad oggi complessivamente significa un fatturato di 80 milioni di euro, mantenendo comunque le diversità che contraddistinguono la storia delle varie adv. Anche se che condividiamo la tecnologia e le procedure amministrative, c’è un forte senso di appartenenza alle rispettive reti. Quindi, anche attraverso questa nostra convention, abbiamo ritenuto di spiegare bene ai nostri aderenti che questo tipo di accordo è soprattutto un’intesa commerciale che porta grandi vantaggi per tutti: a partire dagli accordi di gruppo con i grossi fornitori di servizi all’economia di scala. Non a caso tutti i nuovi contratti con grandi partner sono siglati Travelpro e oltre a questo importante plus è bene chiarire che la nostra rete non è un’associazione in partecipazione e lavoriamo tutti con la stessa partita Iva. L’altro valore aggiunto è la consulenza amministrativa, e non è poca cosa».

Un approccio “romantico” condiviso da Aggio, che aggiunge: «Nel nostro nuovo network convivono anche agenzie di viaggi provenienti dalle due reti originarie che operano nella stessa città, come ad esempio a Torre Annunziata o a Cosenza, ma c’è la consapevolezza di appartenere a una stessa casa-madre che può armonizzare certe situazioni, perché di fatto si è concorrenti ma ci si gioca tutto alla pari, perché possiamo beneficiare degli stessi vantaggi contrattuali che Travelpro ha finalizzato per le sue adv. Tutto questo vuol dire professionalità e spirito collaborativo proiettato a generare per tutti un adeguato business».

I due fondatori di quello che, per numero di adv, è comunque uno dei network più importanti, seppur concentrato al centro-sud, tengono poi a evidenziare che quest’anno i maggiori investimenti di Travelpro sono fatti sulla tecnologia al servizio degli associati – vedi ad esempio il booking engine – e sul prodotto, lavorando molto sia con i tour operator che con vettori e i dmc locali all’estero. Una strategia che consente alle singole adv di pacchettizzare i vari servizi con risparmi che arrivano anche al 40% rispetto a quanto potrebbero spuntare singolarmente.

E proprio riguardo al mercato, le previsioni per quest’anno sono molto positive, come Vassalluzzo e Aggio ammettono: «Pensavamo di aver avuto, nel 2023, un anno eccezionale, ma in questi primi tre mesi del 2024 avvertiamo una ulteriore crescita nelle prenotazioni: per questa stagione stiamo riscontrano un ritorno dell’Egitto e sul lungo raggio una forte richiesta per gli Usa e le Maldive. Mentre per il prodotto Italia notiamo un certo ritardo nelle scelte dei clienti. Si tratta pur sempre di un rallentamento fisiologico, poiché il clima che  si respira, ascoltando anche i nostri associati, è di fiducia e certezza di consolidare i trend di crescita che si sono registrati lo scorso anno e quindi anche le destinazioni italiane, dalla Sicilia alla Sardegna, cominceranno a fare buoni numeri».

A tal proposito è bene evidenziare che alla convention di Roma erano presenti oltre 30 partner tra tour operator, compagnie di trasporto ei di assicurazioni, con nomi di alto profilo come United Airlines, Ita Airways, Etihad, Msc, Trenitalia, Ota Viaggi, Lindbergh Hotels, Civitatis, Insurance Travel, Europ Assistance.

E nel corso della giornata con gli incontri B2B si è davvero respirato un clima di diffuso ottimismo. Tutto bene, quindi, o ci sono criticità? Vassalluzzo è molto esplicito: «Le criticità, purtroppo, son le stesse di due anni fa: noi ci troviamo a operare in un contesto normativo molto dubbio, che lascia troppo spazio alle interpretazioni, spesso a danno del nostro lavoro. Un esempio su tutti: noi siamo costretti a rimborsare delle prenotazioni che vengono annullate all’ultimo momento; questo vuol dire che noi adv acquistiamo i voli per quella richiesta “x” che in 24 ore può essere cancellata dal cliente. E questo espone l’agente a rischi pesanti. In parole molto semplici il codice del consumo va bene se il cliente-consumatore acquista un paio di scarpe o un telefonino, ma non un viaggio o una vacanza che è un insieme di servizi, erogati da fornitori che quasi sempre sono all’estero e che quindi hanno le loro regole e non tengono conto delle nostre norme. Questo vuol dire servizi da noi aggregati con ore di lavoro e esposizione economica non indifferente. La realtà è che alla fine noi siamo costretti a rimborsare i clienti e pagare le penali ai fornitori».

C’è poi un’altra criticità evidenziata da Aggio: «In Italia permane l’annoso problema della stagionalità che si riversa anche sulle contrattazioni estere perché se vogliamo allestire un pacchetto d’offerta, fornitori come compagnie aeree o catene alberghiere, per spuntare certe condizioni, ci chiedono un impegno non certo soltanto legato ai mesi di picco, ma anche per altri periodi dove per noi diventa difficile trovare clientela. In una parola, anche se il cliente italiano, all’estero, è molto appetibile perché un high spender, si preferiscono mercati che assicurano stagionalità più lunghe e riempimenti posti di maggior volume».

Ma al termine della convention che si è conclusa con la premiazione dei Travelpro Awards delle adv più produttive per gruppi e individuali, i due cofondatori scelgono comunque il bicchiere mezzo pieno e al di là delle criticità, hanno condiviso con le loro agenzie associate la visione di  una crescita che non conosce soste: il network TravelPro – che nel quartier generale si avvale di uno staff operativo di 14 persone – viaggia al ritmo sostenuto di nuove adesioni mensili a riprova di un fiducia riposta in quel modello di business che è un mix di passione, professionalità e spirito d’appartenenza a una squadra che mira al fatturato di qualità. Tutto il resto – è proprio vero – non conta.

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Andrea Lovelock
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