Sarà anche vero che il lavoro nel turismo esercita meno appeal fra i giovani, ma è pure vero che “non c’è turismo senza chi lavora”. O meglio, “Non c’è turismo senza di noi” come recita lo slogan coniato dalla Filcams Cgil per la campagna appena lanciata sui social.
Si tratta di una sorta di vademecum che – si legge sul sito della sigla sindacale – “mette in luce chi troppo spesso resta nell’ombra, dietro la filiera turistica. Filcams Cgil attraversa il Paese per incontrare lavoratori e lavoratrici dei territori, e continuare la strada insieme verso un lavoro più stabile e più tutelato. Più umano”.
IL MANIFESTO DELLA CAMPAGNA
Ecco il manifesto di “Non c’è turismo senza di noi”.
Senza camerieri di sala e ai piani, cuochi e pizzaioli, bagnini e bagnine, receptionist, lavoratori della cultura, baristi, lavapiatti.
Non c’è turismo con lavoro irregolare.
Con contratti pirata, orari sfiancanti e stagionalità spesso senza tutele.
E non c’è turismo senza diritti, senza salario adeguato e stabilità contrattuale.
Il turismo c’è grazie alle milioni di persone che lavorano per farlo esistere. Un lavoro da riconoscere e valorizzare. Che va tutelato.
Il turismo è un pilastro della nostra economia, le lavoratrici e i lavoratori non possono essere invisibilizzati.
Turismo working class.
Il turismo che c’è siamo noi.
I tuoi diritti sono importanti.
I PERCHÉ DI UNA CAMPAGNA
I motivi della campagna lanciata dalla Filcams Cgil, pilastro per pilastro.
Il diritto allo studio
Le lavoratrici e i lavoratori iscritti e frequentanti regolari corsi di istruzione primaria, secondaria, e di qualificazione professionale hanno diritto a essere inseriti in turni di lavoro che agevolino la frequenza e lo studio. Non sono obbligati a prestare lavoro straordinario e durante i riposi settimanali e possono fruire di permessi giornalieri retribuiti per sostenere gli esami.
Contratto stagionale diritto di precedenza
Il contratto di lavoro stagionale è particolarmente diffuso nel settore del turismo. Lavoratrici e lavoratori stagionali hanno il diritto di precedenza per nuove assunzioni nel medesimo ruolo. L’importante è farne richiesta entro tre mesi dalla fine dell’ultimo contratto: il diritto di precedenza ha durata di un anno.
Assunzione
Nel contratto di lavoro stagionale devono figurare: periodo e tipo di contratto, mansioni, contratto collettivo nazionale applicato, orario di lavoro (anche in caso di part time), periodi di prova, modalità di prelazione per future assunzioni, scelta per la gestione del Tfr e consenso al trattamento dei dati personali.
Orario di lavoro
L’orario di lavoro, sia part time che full time, è normato del contratto collettivo nazionale. Normalmente il full time è di 40 ore settimanali, con regole specifiche per ore supplementari e straordinario. È garantito un riposo giornaliero di 11 ore e settimanale di 24 ore consecutive, con possibili eccezioni per alcune professioni.
Ferie
Anche le lavoratrici e i lavoratori stagionali hanno diritto a ferie retribuite, maturate proporzionalmente ai mesi lavorati: si tratta di 2,16 giorni per ogni mese lavorato, con un massimo di 26 giorni all’anno. Le ferie sono essenziali per un recupero fisico e psicologico e devono essere concordate con il datore di lavoro. In caso di mancato godimento, le ferie possono essere retribuite alla fine del rapporto di lavoro.
Permessi contrattuali
Il diritto a ore di permesso retribuito è fino a 108 ore l’anno. Così come le ferie, i permessi maturano in quote mensili. La fruizione deve essere concordata preventivamente con il datore di lavoro e in caso di mancato godimento sono calcolati e retribuiti insieme alle competenze di fine rapporto di lavoro.
Malattia
In caso di malattia è obbligatorio comunicare immediatamente l’assenza al datore di lavoro e giustificarla con un certificato medico. Durante la malattia bisogna essere reperibili nelle ore indicate per eventuali controlli, pena il mancato pagamento dell’indennità prevista e la segnalazione per assenza ingiustificata. In questo ultimo caso si rischiano provvedimenti disciplinari.
13° e 14° mensilità
Lavoratrici e lavoratori hanno diritto a una tredicesima e una quattordicesima mensilità, calcolate in base ai mesi di lavoro effettivi nel periodo di maturazione stabilito del contratto collettivo, pagate rispettivamente a dicembre e luglio o alla fine del rapporto di lavoro in caso di cessazione.
Infortuni
È obbligatorio segnalare immediatamente qualsiasi tipo di infortunio al datore di lavoro. La copertura dell’assicurazione Inail offre un’indennità in caso di infortunio sul lavoro, integrabile secondo i termini del contratto collettivo specifico.
Tfr e Naspi
Alla fine del rapporto di lavoro, c’è il diritto al trattamento di fine rapporto (Tfr), calcolato sugli emolumenti e soggetto a rivalutazione. Al momento dell’assunzione c’è l’obbligo di indicare la destinazione del Tfr. Se il contratto termina e si è in possesso almeno 13 settimane di contributi nei precedenti 4 anni, è possibile richiedere la Naspi all’Inps.
No al lavoro nero
Last but not least: il lavoro in nero è illegale e mette a rischio tutti i diritti, come retribuzione corretta, contributi e assicurazioni, tutela della salute e prevenzione dei rischi.

