O’Leary sfiducia Ita:
«Non sarà mai redditizia»

O’Leary sfiducia Ita: <br> «Non sarà mai redditizia»
18 Ottobre 13:19 2022 Stampa questo articolo

Ennesima bordata del ceo di Ryanair, Michael O’Leary, alla compagnia tricolore Ita Airways, nata un anno fa dalle ceneri di Alitalia. Il manager irlandese – storicamente mai tenero nei confronti del vettore di bandiera – a margine della conferenza stampa di presentazione dell’operativo invernale di Ryanair su Roma ha detto: «Ita non sarà mai redditizia, Alitalia non è stata mai redditizia, ha perso soldi per 75 anni, solo una volta artificialmente con Berlusconi ha fatto un profitto e Ita è come Alitalia.»

Secondo O’Leary, infatti, la compagnia italiana «perderà sempre soldi, non hanno un business plan» e Delta Air Lines-Air France «sono partner sbagliati, era meglio Lufthansa. Non credo che (queste ultime, ndr) apriranno ad Ita le rotte transatlantiche»; mentre la compagnia aerea tricolore «non può competere con Ryanair in Italia e sulle rotte di corto raggio».

Il caustico manager irlandese ha sottolineato come Air France «non assumerà nessun impegno sull’Italia e Ita fornirà semplicemente traffico ai francesi: il fatto è che più Ita ha successo più Air France si indebolisce. Ita non scomparirà mai, ma nel lungo termine per il contribuente italiano Lufthansa sarebbe una opzione migliore; ma vedo che con il nuovo governo si parla giù di coinvolgere il pubblico con una quota del 50%».

Per O’Leary Ita resta, quindi, «un’enorme questione politica. Non capisco il motivo, perchè l’Italia è l’unico Paese in Europa che insiste nell’avere una compagnia di bandiera. Aer Lingus, ad esempio è controllata da British Airways. Speriamo che il nuovo governo voglia lavorare con noi che vogliamo crescere mentre Ita sarà sempre più piccola e avrà sempre bisogno di sussidi», ha chiosato il manager.

Sull’aumento medio delle tariffe nel trasporto aereo, invece,  il boss di Ryanair è stato assertivo: «non significa la fine dell’era dei voli low cost, ma per i prossimi 4-5 anni i costi energetici saranno più alti, e quindi è piuttosto la fine – almeno in questo periodo – dei voli a 9,99 euro. Se prima il costo medio dei nostri voli era intorno ai 40 euro adesso salirà a 44-50 euro, ma saremo ancora competitivi».

Il ceo, infine, ha lanciato un appello al prossimo governo italiano sulle imposte comunali e sullo scalo di Ciampino (che dovrebbe perfino chiudere in futuro, secondo alcune indiscrezioni relative al prossimo piano nazionale degli aeroporti). «Chiediamo una strategia per il settore aereo italiano: come principale player del mercato nazionale, chiediamo di cancellare l’addizionale sui biglietti aerei, ma anche di eliminare le restrizioni di traffico per lo scalo di Ciampino e di sostenere gli aeroporti regionali», ha ricordato il boss di Ryanair.

 

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Giornalista. Specializzato in trasporto aereo e ferroviario, economia, agenzie di viaggi, tecnologia ed estero. Segue convention e fiere internazionali.

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